Non potete dire di aver mangiato il pollo fritto prima di aver assaggiato il Karaage!

Karaage

Il Karaage (唐揚げ) ovvero il pollo fritto alla giapponese, un boccone tira l’altro, tanto che i bambini dicono che sia un nomimono, una bevanda. La cosa interessante è che mentre ormai karaage è sinonimo di pollo fritto in realtà karaage è il nome della tecnica di cottura che può essere utilizzata anche per preparare bocconcini di pesce o verdura. La tecnica del karaage prevede che gli ingredienti siano prima marinati e poi panati con farina e fecola e fritti. La versione con il pollo si chiama precisamente tori no karaage ed è perfetta quando il bocconcino resta morbido e succoso all’interno e croccante all’esterno.

Karaage – pollo fritto

Assaggiare il tori no karaage in Giappone è molto facile in quanto, come tutti i piatti più amati, si trova praticamente ovunque, dai supermercati ai konbini, non manca mai nei matsuri, le sagre giapponesi, immancabile nei menù dei ristoranti e negli izakaya ad accompagnare un buon bicchiere di birra o sake.

Un’ultima curiosità riguarda le origini della tecnica, c’è chi dice sia di origine cinese in quanto il kanji 唐 in cinese si riferisce alla dinastia Tang mentre la prefettura di Oita nel Kyushu dichiara di essere il centro del kaarage e ad oggi conta in effetti numerosissimi ristoranti che propongono la loro versione di pollo fritto.

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karaage ricetta pollo fritto giapponese

Vuoi provare a cucinarlo? Ecco la ricetta del Karaage!

Ricetta di Chiara Bettaglio

Per 4 persone

Ingredienti

  • 1200 grammi di cosce di pollo (con la pelle)
  • fecola di patate
  • farina di grano 00
  • sale e pepe
  • olio per friggere
  • Spicchi di limone

Per la marinatura

  • un pezzetto di zenzero fresco da circa 4 cm
  • 10 spicchi di aglio
  • 4 cucchiai di salsa di soia
  • 4 cucchiai di sake da cucina
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio di olio di sesamo

Procedimento

Preparare la marinata la sera prima mettendo in una ciotola i liquidi insieme allo zenzero grattuggiato, il suo succo e gli spicchi d’aglio tritati. 
Disossare il pollo (o farlo fare dal macellaio, nel qual caso, scendere a 1 chilo di prodotto finito) e tagliarlo a bocconi di circa 3 cm di lato lasciando la pelle attaccata alla carne.
Mettere il pollo e la marinata in una busta di plastica richiudibile, sigillare e massaggiare un po’ il pollo per mescolare la marinata. Appoggiare la busta in un piatto fondo e riporre in frigorifero per tutta la notte. 

Il giorno successivo preparare un quantitativo uguale di farina e fecola (300 gr circa di ciascuno) e mescolarli insieme a un cucchiaino di sale e uno di pepe in una insalatiera. 
scolare il pollo dalla marinata un po’ alla volta e metterlo nell’insalatiera coprendo con la panatura e poi scrollando con le mani per togliere l’eccesso: il pollo umido di marinatura si impanerà. Friggere in abbondante olio a circa 170-180 gradi (e’ pronto quando la punta delle bacchette di legno produce delle bollicine sul fondo della pentola) per circa 7-9 minuti fino a che non è dorato, scolare e servire subito con spicchi di limone.

A domani con un nuovo piatto di cucina giapponese!

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