Nessun samurai è mai stato in europa. siamo sicuri?

La storia è piena di incontri e fatti curiosi di cui probabilmente i tuoi insegnanti non ti hanno mai parlato. Un esempio: tra il X e il XIV secolo gli imperatori dell’impero romano orientale hanno usato i vichinghi come guardie del corpo. Una cosa sicuramente più rilevante di cui nessuno ti ha parlato è la storia di Hasekura Rokuemon Tsunenaga, un samurai che salpò dal Giappone nel 1615 per incontrare a Roma Papa Paolo V.

La storia di questo incontro inizia nel 1613 quando il padre di Tsunenaga, Hasekura Tsunenari, fu condannato a morte per corruzione. Normalmente in queste circostanze Tsunenaga avrebbe condiviso il destino del padre per inviare un messaggio a qualsiasi samurai avesse solo pensato di commettere un crimine. Ovviamente lanciare un messaggio non era l’unico motivo: il governo non voleva che i giovani samurai giurassero vendetta e creassero ulteriori problemi.

Fortunatamente per Tsunenaga il daimyo del Sendai Date Masamune e il suo feudatario decisero di essere misericordiosi e gli diedero la possibilità di riscattarsi recandosi in missione diplomatica in Europa.

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A quel tempo il Giappone stava ancora decidendo come comportarsi con il nascente attecchire del cristianesimo sul suo suolo. Il sentimento era di accettazione, a patto che non interferisse con la vita quotidiana e aiutasse il commercio. Al fine soprattutto di aiutare il commercio, con il consenso dello shogunato, Date Masamune contribuì alla creazione di una ambasciata in Europa per ottenere un trattato commerciale con il re di Spagna e ottenere la benedizione del Papa sull’intera impresa. In tal maniera il Giappone sarebbe stato in grado di negoziare da una posizione avvantaggiata con qualsiasi nazione cristiana europea, che in quel momento erano la maggior parte.

Tsunenaga salpò quindi per la Nuova Spagna (che copriva l’attuale Messico, l’America centrale e gran parte degli Stati Uniti), approdando in California e proseguendo quindi per Acapulco e Città del Messico. Tutto procedeva per il meglio: la missione, consistente in circa 180 persone, fu accolta molto bene nel Nuovo Mondo. Tuttavia i loro ospiti continuavano a chiedere quando, se non fosse troppo di disturbo, i viaggiatori giapponesi avessero voluto battezzarsi. Sebbene Tsunenaga abbia gentilmente declinato a tale richiesta, più di 60 giapponesi hanno scelto di diventare cristiani già durante il soggiorno in Messico. Non si può sapere se tali conversioni siano dovute ad un sincero avvicinamento al Dio cristiano o se fossero guidati dal senso di dovere nei confronti di Tsunenaga e volessero quindi aiutarlo ad ottenere contratti di affari concedendo esattamente quanto volevano i loro ospiti. 

Tsunenaga Hasekura in preghiera – fonte Wikipedia

Probabilmente fu per questa ragione che lo steso Hasekura Tsunenaga si convertì dopo aver incontrato re Filippo III di Spagna nel 1615. Anche in quell’occasione l’ambasciata venne accolta con grandi cerimonie e furono spese molte parole cortesi, ma non si riuscì ad ottenere alcun risultato negli affari. Ecco perchè Tsunenaga pensò di dover incontrare il Papa. Se il Papa avesse deciso che i giapponesi andavano bene, la Spagna sarebbe stata molto più favorevole ad intavolare dei trattati, ma l’unico modo per ingraziarsi il Papa era diventare cristiani. Tsunenaga quindi si fece battezzare e prese il nome Felipe Francisco Hasekura. Tuttavia questo non cambiò in effetti molto.

Dopo aver presentato una lettera scritta in latino a Papa Paolo V chiedendogli di facilitare i rapporti tra occidente e Giappone, Tsunenaga tornò in Spagna. Purtroppo re Filippo III  rifiutò categoricamente l’accordo commerciale avendo ricevuto la notizia che il Giappone perseguitava i cristiani.

Proprio per uno dei peggiori casi di cattivo tempismo, non molto tempo dopo la partenza di Hasekura dal Giappone il governo scoprì che alcuni missionari cristiani erano coinvolti nella campagna del clan Toyotomi contro lo Shogunato. Per questo cominciò ad espellere i preti dal paese ed a chiedere ai cittadini giapponesi di rifiutare il cristianesimo, pena la tortura o addirittura la morte (è da notare che nello stesso periodo la Chiesa stava perseguendo Galileo Galilei).

La missione di Tsunenaga era fallita, a peggiorare la situazione dopo il suo ritorno in patria scoprì un paese pronto ad isolarsi dal mondo esterno e dalle sue influenze: esattamente l’opposto della sua missione.

Non si sa esattamente cosa successe al samurai che incontrò il Papa dopo il suo ritorno in patria. Tsunenaga morì due anni dopo, nel 1622, e la sua tomba è ancora visibile nel tempio buddista di Enfukuji (giapponese: 円長山円福寺) nella prefettura di Miyagi.

Alcuni secoli più tardi Shūsaku Endō ha realizzato un romanzo, The samurai,  con la sua storia. Purtroppo a differenza dell’ultimo romanzo di Shūsaku, Silence, la storia di Tsunenaga non è mai diventato un film di successo diretto da Martin Scorsese, perché la vita continua a essere ingiusta anche dopo che sei morto.

Forse è per questo che non insegnano questa parte di storia a scuola…
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