A chi non piace l’autunno? Le foglie cambiano colore, nell’aria si sente profumo di castagne, si iniziano a mettere maglioncini, si beve cioccolata calda…si  prende il raffreddore, le cimici invadono le case e bisogna vestirsi a quattro stagioni!

Ma a parte certi piccoli dettagli l’autunno è una stagione magica, molte persone si sentono rinascere in autunno, dopo l’afa estiva.

E in tutto ciò i giapponesi cosa fanno? Osservano la natura!
Certo! Potrebbero mai farsi scappare le meraviglie date da un paesaggio in cambiamento? Ovvio che no! Proprio per questo esiste il momijigari. Vediamo quindi di cosa si tratta.

Cos’è il Momijigari

Momijigari (紅葉狩り) significa letteralmente “caccia alle foglie d’autunno”. È il periodo dell’anno che va dalla fine di settembre all’inizio di dicembre nel quale i giapponesi visitano i “luoghi in cui le foglie diventano rosse”. In Hokkaidō il momijigari si chiama KANPUKAI, ossia “andare insieme a vedere le foglie”.

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Le località più gettonate per questa tradizione sono Kyoto e Nikkō, ma naturalmente qualsiasi bosco, città o campagna va più che bene!! Qui ci sono alcuni consigli per passeggiate autunnali dove vedere le foglie di acero rosso in autunno.

La storia del momijigari è antica, risale all’epoca Heian (VIII-XII dC). Iniziato dagli aristocratici come passatempo per leggere poesie, trarre ispirazione per scriverne, suonare e cantare, diventa poi una pratica di uso comune nel periodo Edo (1603-1867). E’ un rito talmente antico che ha sezioni dedicate anche nel Man’yoshu, nel Genji Monogatari, nel teatro Nō e nel Kabuki.

L’albero più ricercato è l’Acer Japonicum tipico delle zone di Honshū, Hokkaidō, Kyūshū (soprattutto la zona di Nagasaki) e della Corea del Sud. È più piccolo di quello canadese e ha foglie più strette e si può tranquillamente piantare in giardino.

Probabilmente starete pensando che momijigari e hanami si assomiglino molto, ma in realtà non sono così simili come si potrebbe immaginare. Hanno due storie differenti, infatti l’Hanami è stato iniziato dal popolo nelle campagne, al contrario, come abbiamo visto, del momijigari.
In più, le due pratiche si svolgono, ovviamente, in due periodi differenti, ma anche in direzioni opposte: l’Hanami inizia dal sud dell’arcipelago giapponese fino ad approdare a nord, in Hokkaidō, il momijigari invece inizia a nord a settembre ed approda nel sud del Paese solo a dicembre.

Curiosità culinarie

Ma il momijigari ha anche un’altra interessante tradizione al suo interno che riguarda la cucina: con le foglie della varietà di Ichigyouji si fa un’ottima tenpura!!
Le foglie vengono raccolte intatte e immerse in acqua e sale per un anno, al termine del quale vengono fritte in olio di sesamo zuccherato. Interessante, no?

Momiji Manju

Un’altra piccola curiosità culinaria: la foglia di acero giapponese Momiji è anche ritratta nel tipico dolcino che si porta come regalo da un viaggio nella prefettura di Hiroshima: se capitate dalle parti di Miyajima troverete i tipici Momiji Manju dappertutto e tante simpatiche figure di foglie d’acero dipinte anche per terra.

Kanji legati al Momijigari

Vediamo, per finire, alcuni (pochi) kanji legati a questa pratica e all’autunno!!

la lettura di questo kanji è AKI e significa autunno.

自然

questi due kanji insieme si leggono SHIZEN e significano natura. Le letture individuali le vedremo quando avremo un po’ più di dimestichezza con i caratteri giapponesi.

molto intuitivo, questo kanji si legge KI e indovinate? Il suo significato è albero!

più disegno che kanji, e anche questo molto molto intuitivo, si legge MORI e il suo significato è quello di foresta! 3 alberi infatti fanno un bosco, no?

questo è più difficile da intuire. Si legge HA e significa foglia.

赤い

anche questo non immediato, si legge AKAI e significa rosso.

Buona caccia alle foglie rosse!

 

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