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I falchetti imparano a volare

鷹乃学習

Mentre la stagione del “Piccolo caldo” si appresta a terminare per lasciar posto a quella del “Gran Caldo”, uno dei simboli del giappone più amati compie i primi passi verso il futuro.

17–22 Luglio

鷹乃学習 – Taka sunawachi waza o narau: I falchetti imparano a volare

La microstagione in corso vede i pulcini nati a maggio e giugno prepararsi a lasciare il nido, imparando a volare, a catturare le prede e imparando da zero a stare da soli senza i genitori. Quando finalmente il falchetto esce dal nido, espande gradualmente il suo raggio d’azione spiccando il volo e rimane con i suoi genitori per più di un mese per imparare a cacciare. 
È intorno ad agosto o settembre che si separano completamente dai genitori e diventano indipendenti. Per catturare la preda in aria, un falco deve apprendere tecniche di volo piuttosto avanzate come il volo in impennata, la picchiata, l’inversione e il volo stazionario. I falchi raggiungono velocità fino a 80 chilometri all’ora quando catturano le prede in picchiata!

Falchetto in attesa dei genitori

La falconeria in Giappone

La falconeria, nella quale i falchi vengono abilmente addestrati per la caccia, è stata praticata in Cina e India fin dal 1.000 a.C. circa. Il falco è un rapace apprezzato fin dall’antichità come strumento per la cattura delle prede. Ripercorrendo la storia della falconeria, si dice che abbia avuto inizio nelle pianure dell’Asia centrale circa 4.000 anni fa e che sia stata introdotta in Giappone attraverso la penisola coreana a metà del IV secolo.

Durante il periodo Edo, la falconeria divenne parte importante della società dei samuraiTokugawa Ieyasu ne era particolarmente affezionato e la falconeria era considerata una forma di arte. Lo stile Netsu (uno stile particolare di addestramento), che piaceva a Ieyasu, si diffuse tra le famiglie di samurai di tutto il paese. Per i samurai la falconeria non era solo un’ispezione del territorio, ma anche un esercizio militare, per questo è stata tramandata come un’incoraggiamento alle arti marziali.

Il falconiere che addestra e utilizza il falco come arte ha una storia così antica e importante che compare addirittura nel Kojiki.

Figuranti di falconieri giapponesi prendono parte alla parata del Matsuri di Primavera`Shunki Reitaisai` al tempio Toshogu a Nikko.

Il falco nel calendario delle 72 stagioni giapponesi

Perché il falco che impara a procurarsi il cibo è così importante da entrare nel calendario?
Perché il falco procurava cibo per le tavole dei re di tutto il mondo. I rapaci come i falchi e le aquile procuravano anatre, fagiani, piccioni, conigli e addirittura tanuki fin dai tempi in cui non esistevano i fucili. 
La falconeria divenne uno sport per nobili, e in Giappone si inserì come rituale durante le cerimonie. I falconieri divennero membri dell’Agenzia della Casa Imperiale fino al dopoguerra.

Kamon, emblema Takanoha, usato dal Clan Tokugawa fino all’epoca Edo, ritrae due piume di falco incrociate

Nell’antichità si diceva che la falconeria fosse la “caccia del re” e non tutti potevano praticarla. Era un privilegio della famiglia imperiale e degli aristocratici, e, come detto, divenne anche un rituale e una cerimonia shintoista. Esiste un metodo giapponese unico chiamato “Hawase”. Quando il falco viene liberato nella tecnica occidentale, il falco insegue la preda istintivamente, ma in questa tecnica il falco e la persona sono come “sincronizzati” e la persona “lancia” il falco nel momento in cui decide di farlo. Questo è importante poichè il falco di per sè è un animale dalla forte indole selvatica e indipendente, e questa tecnica mostra la disciplina e il rispetto tra addestratore e animale.  

Si dice che l’uso militare del falco fu preso seriamente in considerazione durante la guerra russo-giapponese perché era così efficiente. Fu una strategia efficace per catturare il “piccione viaggiatore” coi segreti miliari dei nemici. 

Il falco in Giappone

Il falco, o taka, è uno degli animali più rispettati in Giappone. È strettamente legato al prestigio dell’imperatore ma ha anche connotazioni militaristiche perché centinaia di anni fa, i signori locali (daimyo) cavalcavano con i falchi sui pugni per affermare il dominio sul loro territorio. Il falco non governa solo i cieli, ma si trova anche in cima alla catena alimentare.

In Giappone esistono circa 22 specie di falchi.
Esistono varie teorie sull’etimologia della parola “taka”, come “uccello feroce” o “uccello che vola alto”, ma fin dall’antichità è considerata una creatura dignitosa per il suo aspetto nobile e maestoso.

La parola “taka” si riferisce in giapponese agli uccelli rapaci in generale e falchi, condor, gufi e poiane sono tutti chiamati taka.

Per quanto riguarda la nostra microstagione i kanji sono 鷹 (taka; falco), 乃 (sunawachi; cioè, per dire), 学 (manabu; studio, ma in questo caso vuol dire “abilità”) e 習 (narau; imparare). Il carattere kanji per “習” ha esattamente il significato di un uccellino che spiega le ali e sbatte le ali per esercitarsi a volare.

Proverbi e curiosità sui falchi

Un falco dagli occhi acuti è un motivo decorativo che viene spesso utilizzato nei tessuti per i kimono dei bambini (che vengono utilizzati ad esempio per i compleanni, per Shichigosan, ecc.). 
Nella simbologia, gli occhi del falco, che possono vedere lontano, hanno la capacità di vedere attraverso l’essenza e vedere oltre quello che non è visibile, mentre gli artigli affilati significano che una volta afferrata la fortuna non la lasceranno andare. Inoltre, poiché la falconeria è anche un simbolo di autorità, è spesso utilizzato come augurio per la carriera e il successo dei bambini.

Curiosità: spesso ci sono in giappone cartelli che indicano di fare attenzione ai falchi…poichè potrebbero rubarvi il pranzo! 😀
Specie sulla spiaggia di Enoshima, ci sono colonie di falchetti pronti ad assaggiare i vostri onigiri, fate attenzione!

Beware of Hawks!
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Ci sono molti proverbi in cui compaiono i falchi.
Nel primo sogno del nuovo anno si dice che sia molto fortunato sognare una di queste tre cose, in ordine: il monte Fuji, un falco, una melanzana. Mentre per il monte Fuji e per il falco ci è chiaro che sono simboli di buon auspicio e prosperità, per la melanzana ci riserviamo di capirne di più.

鵜の目鷹の目 ovvero “Occhio di cormorano, occhio di falco” si utilizza quando si indica qualcuno che cerca avidamente o con molto interesse qualcosa. Poichè i cormorani sono bravi a catturare i pesci vengono utilizzati come i falchi per catturare i pesci di fiume. Il modo in cui cormorani e falchi catturano la loro preda e lo sguardo nei loro occhi, sono paragonati al modo in cui cercano avidamente le cose e allo sguardo acuto nei loro occhi. Tuttavia, non viene utilizzato quando si lavora duro su qualcosa o con passione, ma
viene utilizzato principalmente quando si cercano difetti o pettegolezzi. Ci sono giornalisti che vanno in giro con “occhi da cormorano” alla ricerca di scoop sulle celebrità.

トンビが鷹を生む “il Nibbio da alla luce un falco” viene utilizzato nel concetto di “genitori normali che danno alla luce figli taluentuosi”. Non mi viene in mente nulla di equivalente in occidente se non l’espressione “ma siete sicuri che è vostro figlio?” detto in modo scherzoso quando qualcuno nasce bello e con molti talenti mentre i genitori ecco, non sono propriamente delle cime…

能ある鷹は爪を隠す “Un falco talentuoso nasconde i suoi artigli” è un proverbio secondo cui le persone veramente talentuose non dicono grandi cose né si vantano delle proprie capacità.

Appuntamento al 23 luglio!

I falchetti imparano a volare ultima modifica: 2023-07-17T07:00:00+02:00 da Chiara-san
72 stagioni giapponesi

In questa stagione

Chiara-san
Chiara-sanhttp://www.foodandcrafts.it
Ama il Giappone in tutte le sue forme, quando non programma siti web, cucina, legge e cuce cosplay. Parla del Giappone anche mentre dorme.

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