Le fragole sono il frutto più amato in Giappone, tanto da essere infilate in tantissime ricette. Parfait, daifuku mochi, e le super kawaii e fotogeniche torte natalizie. E ovviamente sono dolcissime anche da sole!

Da dove spuntano le fragole in Giappone?

Le fragole così come le conosciamo oggi furono importate in Giappone dall’Europa a metà 1800, ma erano ancora considerate semplici piante ornamentali. A dare il via alla coltivazione di fragole fu l’agronomo Hayato Fukuba, a fine secolo; costui portava avanti le sue ricerche all’interno del giardino imperiale di Shinjuku (oggi Shinjuku Gyoen) e si rese conto che, se avesse voluto far crescere delle buone fragole, avrebbe dovuto costruire una serra. Infatti, il clima del Giappone mal si adatta alla coltivazione di fragole all’aperto, rispetto ad alcune zone qui in Europa.

Fukuba cominciò così a incrociare alcune varietà di fragole fino a ottenerne una i cui frutti avevano una bella forma e un buon sapore, ed erano in grado di resistere meglio al freddo. In suo onore questa varietà si chiama ‘Fukuba’, ed è considerata un po’ la ‘mamma’ di tutte le fragole oggi presenti in Giappone. C’è un però: all’epoca solo i membri della famiglia imperiale, di cui il giardino imperiale di Shinjuku era il fornitore di frutta e verdura, potevano mangiarla. Per questo la fragola Fukuba è anche chiamata fragola imperiale. Ancora oggi allo Shijuku Gyoen potete vedere delle piante di fragola Fukuba, preservate per evitarne l’estinzione.

Fragole per tutti

Solo intorno al 1920 le fragole cominciarono a essere coltivate con in mente il resto della popolazione, che però spesso non poteva comunque permettersele. Il prezzo del vetro per costruire le serre era troppo caro, così molti contadini rinunciavano. Il problema fu risolto usando muretti di rocce: si ammassano rocce di 10-30 cm di diametro e si piantano i semi nelle fessure. In questo modo, di giorno le rocce assorbono calore per tenere al caldo le fragole anche di notte. Facendo così i contadini giapponesi potevano raccogliere le fragole già verso febbraio e avere quindi un’entrata anche in inverno.

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Il boom della coltivazione di fragole avvenne dopo la seconda guerra mondiale, grazie alla plastica, molto meno cara del vetro, che in molti cominciarono a usare per costruire serre. Da allora vennero introdotte nuove varietà all’anno e oggi 39 prefetture producono più di 200 varietà diverse. Le più popolari sono la Tochiotome della prefettura di Tochigi, che è anche il maggior produttore di fragole del Giappone, e la Amaou della prefettura di Fukuoka, più grande e dolce, di solito usata come regalo. Basta fare un giro in un qualsiasi centro commerciale giapponese per vedere scatole di fragole tirate a lucido, e potete anche acquistare una fragola singola.

Se dovete fare un regalo e potete spendere qualcosina, le fragole saranno sempre apprezzate da un giapponese. Negli ultimi anni va di moda regalare fragole bianche per matrimoni, nascite o compleanni: i semi sono rossi e hanno una quantità maggiore di zucchero. Potete trovarle in alcuni supermercati anche in Italia (potreste trovare anche i semi in alcuni mercati o consorzi agricoli).

A caccia di fragole in Giappone

Supermercati a parte, se vi va potete cercare aziende agricole e raccogliere da soli le vostre fragole. Ed è un’attività family-friendly, per di più. Tenete presente che la stagione delle fragole varia a seconda della regione e prefettura. Le aziende più a sud aprono al pubblico già a dicembre e chiudono a maggio, mentre quelle più a nord sono aperte fino all’inizio dell’estate. Qui sotto, qualche idea per aziende agricole e fattorie nelle vicinanze delle città più frequentate dai turisti.

A Tokyo, il Setagaya Ichigo Juku vi lascia raccogliere e mangiare fragole per 30 minuti senza prenotazione, fornendovi anche la scatolina con il latte condensato, molto amato dai giapponesi per accompagnare le fragole.

Una delle location più amate dalle famiglie è Musashi No Mura a Saitama, che non offre solo la raccolta di fragole, ma una serie di attività per bambini connesse alla natura e alla fattoria, ideale per un giorno un po’ diverso.

La Strawberry House Ebina di Kanagawa è perfetta se avete problemi di schiena o ginocchia, perché le fragole sono coltivate in modo da non doversi piegare per raccoglierle. Inoltre, i passeggini hanno il via libera.

Nello Hokkaido, il Sobetsu Fruit Village offre la possibilità di raccogliere una gran varietà di frutta e le fragole sono disponibili fino a luglio. Il parco a tema Jozankei Farm è un altro posto in cui divertirsi con la famiglia tutto l’anno.

Nel Kansai trovate GrandBerry appena fuori Osaka e la Momota-Nouen Farm vicino Kyoto.

Verso il cambiamento

Qualche anno fa alcune prefetture, tra cui quella di Tochigi, svilupparono un progetto coinvolgendo università locali e aziende agricole per creare dei robot che fossero in grado di raccogliere le fragole. Il motivo principale è l’invecchiamento della popolazione e la mancanza di eredi diretti che possano prendere in mano le redini delle aziende in un prossimo futuro. Inoltre, raccogliere fragole richiede parecchio tempo e i robot accelerano il processo perché vanno sul sicuro nel raccogliere i frutti più dolci e maturi.

Le prefetture giapponesi collaborano anche a un altro progetto per lo sviluppo economico di alcuni paesi nel Sud Est asiatico. Nel Triangolo d’Oro, dove si intersecano i confini di Myanmar, Laos e Thailandia, i governi hanno lanciato un’iniziativa per contrastare le coltivazioni di oppio, dichiarate illegali. Una parte di questo programma è incentivare gli agricoltori a coltivare altro, tra cui proprio le fragole. Alcuni giapponesi, dopo la pensione, si sono proposti volontari per andare in Thailandia, Myanmar e Vietnam a insegnare le tecniche di coltivazione; il progetto funziona perché le fragole procurano un guadagno molto più alto di altre coltivazioni, spingendo sempre più contadini a sceglierle.

 

Fragole e Giappone: un amore senza fine ultima modifica: 2019-06-04T23:15:31+00:00 da Eleonora D'Uva
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