La tradizione shintoista giapponese è molto legata alla natura e si basa sulla venerazione dei kami, traducibile in dei ma anche spiriti, diffusi praticamente ovunque. L’introduzione in Giappone del buddismo ha aggiunto altre divinità al già vasto pantheon. Ci sono infinite divinità, ma queste 10 sono quelle più raffigurate e venerate. Scopriamole insieme.

1Jizo

Zojoji jizo divinità giapponesi

Fuori del Giappone Jizo è conosciuto come Ksitigarbha (dal sanscrito), ed è un Bodhisattva, ovvero uno che ha rimandato la sua illuminazione per poter aiutare gli altri nel loro cammino. Si possono trovare delle piccole statue di Jizo lungo le strade e presso i templi per proteggere i viaggiatori. Jizo è anche un buon guardiano per i bambini, soprattutto per quelli che sono morti prima dei loro genitori. Secondo la tradizione i bambini non possono attraversare il fiume Sanzu (l’equivalente dello stige, il fiume da passare prima di entrare nel regno dei morti) mentre si dirigono verso l’aldilà. Jizo li nasconde nei suoi vestiti e lo attraversa salvandoli da un eternità di attesa sulle rocce accatastate lungo l’argine. Spesso potrete trovare le statue di Jizo abbellite con giocattoli, cuffie e bavaglini messe lì da genitori in lutto come offerta per la sua protezione nel passaggio. Le statue di Jizo sono comuni nei cimiteri come guardiano dei defunti. 

2Raijin e Fujin

Raijin è il kami di fulmini, tuoni e tempeste. Fujin è il kami del vento. Spesso sono raffigurati insieme, con Raijin a sinistra circondato di tamburi mentre brandisce un martello e Fujin a destra con i mano una borsa di vento ed i capelli scompigliati. Come divinità del tempo (atmosferico) Raijin e Fujin sono tanto temuti quanto venerati e si ritiene che siano stati i responsabili del kamikaze che aiutò a scongiurare l’invasione mongola del 1281. Spesso si possono trovare delle loro statue, sempre in coppia, a guardia delle entrate nei santuari shintoisti e templi buddisti di tutto il Giappone.

3Agyo e Ungyo

Questa coppia di divinità buddiste è conosciuta come Nio, dei guardiani benevoli che fanno la guardia agli ingressi dei templi. Gli stessi ingressi stessi sono anche chiamati nio-mon (letteralmente “porta di Nio”). Agyo e Ungyo rappresentano il ciclo di nascita e morte. Agyo è generalmente raffigurato a mani nude o mentre brandisce una enorme mazza. La sua bocca è aperta per formare il suono “ah” che rappresenta la nascita. Ungyo è raffigurato mentre brandisce una grande spada o a mani nude. La sua bocca è chiusa e forma il suono “om”, che rappresenta la morte. Anche se potete trovare coppie di Agyo e Ungyo nei templi di tutto il Giappone, la loro versione più famosa è quella all’entrata del tempio Todaiji nella prefettura di Nara.

4Inari

Non bisogna confondere Inari con le volpi che usa come sue messaggere. Inari è la divinità shintoista che protegge molte cose importanti: riso, sake, the e prosperità. A volte questo kami viene raffigurato come un uomo barbuto che cavalca una volpe bianca, altre come una donna dai lunghi capelli che trasporta del riso. I santuari dedicati a Inari sono riconoscibili dalla moltitudine di statue di volpi e dalle lunghe file di torii come al Fushimi Inari Taisha di Kyoto.

5Kannon

Kannon è un altro Bodhisattva e presiede con Amida Buddha la terra pura che, spesso, à raffigurata come un’isola paradisiaca. Kannon è la dea della misericordia e della compassione. Viene rappresentata in diversi modi, tra cui Senjiu Kannon o Kannon dalle 1000 braccia e Juichimen Kannon che ha 11 facce. Si dice che quando durante il periodo Edo (1603-1868) il cristianesimo venne messo fuori legge, alcuni praticanti usarono delle raffigurazioni di Kannon che teneva un bambino come sostitute della Vergine Maria e di Gesù. In tal modo potevano segretamente praticare la loro fede anche in pubblico. Ci sono diversi pellegrinaggi dedicati a Kannon, uno ad esempio è il pellegrinaggio di Saigoku che porta i pellegrini a visitare 33 templi buddisti sparsi nell’area del Kansai.

6Benzaiten

Chiamata anche Benten, Benzaiten è il patrono buddista delle arti e della femminilità.  Per questo spesso viene venerata delle geisha. Benzaiten è anche l’unica donna tra i “sette dei della fortuna” giapponesi ed è venerata, appunto, come dea della fortuna. Viene fortemente associata al mare e spesso viene raffigurata a cavallo di un drago marino o mentre suona il biwa, un liuto giapponese. Secondo una leggenda con la sua straordinaria bellezza ha domato un drago a cinque teste che insidiava una comunità di pescatori. Quel drago ora riposa a Ryuko-ji (tempio della bocca del drago) a Enoshima.

7Izanagi & Izanami

Izanagi no Mikoto e Izanami no Mikoto sono le divinità centrali del mito della creazione del Giappone. Sono inoltre il padre e la madre di tutti i kami. Non sapendo come creare l’ordine dal caos, inserirono una lancia ricoperta di gioielli nel fango primigenio. Le gocce che caddero dalla punta della lancia crearono la terra.

Poco dopo iniziarono a generare i kami che avrebbero abitato il mondo. Dando alla luce il dio del fuoco, Kagutsuchi, Izanami è stata bruciata a morte. Per il dolore Izanagi visitò la terra dei morti, Yomi, determinato a riportarla indietro. Inorridito alla vista di suo moglie ridotta a cadavere in decomposizione, fuggì e la sigillò all’interno. Izanami divenne la dea dei morti e decise di prendere ogni giorno 1.000 vite per vendicare la sua vergogna. A sua volta Izanagi decise che ogni giorno sarebbero nate 1.500 persone.

8Ebisu

Ebisu, chiamato anche Yebisu, è la divinità protettrice dei pescatori e dei venditori ed è un’altro dei “sette dei della fortuna“. Viene raffigurato come un felice e paffuto pescatore che tiene una canna da pesca in una mano e un dentice nell’altra. Il dentice simboleggia la fortuna visto che il suo nome in giapponese, tai, suona simile alla parola omedetai che si usa per congratularsi. Alcune leggende identificano Ebisu come il primo figlio di Izanagi e Izanami, Hiruko, che era deforme e venne quindi buttato nel mare. Altre dicono che fosse il figlio di Okuninushi detto il “signore della grande terra”.

Potete facilmente trovarlo sulle lattine di una delle birre più popolari in Giappone che si chiama Yebisu.

9Tengu

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Anche se i Tengu non sono esattamente delle divinità, sono figure molto importanti nel pantheon shintoista e nel tipico folklore giapponese degli yokai. I tengu sono in parte uccelli e sono caratterizzati dal loro lungo naso rosso, dalla grande forza fisica, dai poteri magici, dalla grande abilità nelle arti marziali e, ovviamente, dalla loro capacità di volare.

Inizialmente erano considerati avversari del buddismo dato che ne perseguitavano i praticanti e tentavano di allontanarli dall’illuminazione. Nel corso del tempo la loro immagine è cambiata e hanno cominciato a essere ritenuti dei protettori o guardiani, anche se hanno mantenuto la loro reputazione di imbroglioni.

10Amaterasu

Amaterasu Omikami è la dea shintoista del sole. Secondo la tradizione la famiglia imperiale è la diretta discendenza di tale dea. Si dice che sia nata dall’occhio sinistro di Izanagi quando, dopo il viaggio alla ricerca di sua moglie, si lavò dalla faccia lo sporco del mondo degli inferi.

Una popolare storia su Amaterasu racconta che dopo una lite con il suo violento fratello Susano-o, la dea si nascose in una grotta facendo precipitare il mondo nell’oscurità. Per attirarla fuori gli altri dei organizzarono una festa all’esterno della grotta. Quando Amaterasu, incuriosita, uscì per capire cosa succedeva, gli dei misero una shimenawa (una corda sacra fatta di paglia) davanti all’entrata per impedirle di nascondersi nuovamente. 

Il grande santuario di Ise nella prefettura di Mie è il principale tempio in cui viene venerata ed è uno dei templi shintoisti più importanti del Giappone. Uno dei tre grandi tesori sacri del Giappone, lo specchio sacro, è conservato nel corpo principale ed è accessibile solo ai monaci ed all’imperatore.

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