Halloween in Giappone: il giorno dopo

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Da qualche anno la festa di Halloween ha preso fortemente piede anche in Giappone, con più coinvolgimento perfino delle consolidate feste commerciali di Natale e San Valentino, che vede riversarsi migliaia di persone per le strade di Tokyo (principalmente a Shibuya e Shinjuku) in costume oppure in cosplay e divertirsi modello capodanno occidentale fino a tardi (nello specifico fino a mezzanotte, per la polizia metropolitana). 

Ieri sera, la polizia di Tokyo ha arrestato 13 persone tra la folla oceanica che ha invaso il centro di Shibuya per aggressione, furto e altre amenità. Un incendio perfino. Potrebbe sembrare un numero esiguo in rapporto alla quantità di convenuti ma rispetto alla media della nazione nipponica è un dato allarmante, almeno a quanto viene riportato dai principali quotidiani nazionali oggi. Il sindaco di Tokyo Ken Hasebe pensa che potrebbe trasformarlo in un evento a pagamento confinato nel parco di Yoyoji per limitare i danni e ristabilire l’ordine pubblico. 

La folla ha lasciato dietro di sè diversa immondizia per le strade, che è stata raccolta da volontari che hanno ritenuto di dare una mano affinché questa manifestazione di allegria possa continuare anche nei prossimi anni senza problemi. Per molti cosplayers è infatti un’occasione per esibirsi senza la rigida etichetta degli incontri dedicati alla categoria in Giappone: si esce di casa vestiti e si va per le strade, invece di trascinarsi dietro un pesante trolley, cambiarsi e truccarsi in angusti camerini presso le sale degli eventi e restare confinati nelle apposite aree per cosplayers. 

I commercianti della zona hanno chiuso le porte in anticipo rispetto all’orario solito, alcuni intervistati hanno dichiarato di temere per le proprie attività, non essendo in alcun modo preparati alla mole di gente (anche un po’ ebbra) e di non voler vedere la zona di Shibuya guadagnare un nome malfamato per colpa di alcuni (pochi) soggetti. 

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In ogni caso anche in una situazione di grande afflusso di gente, per la gran parte avvinazzata (anche se non si tratta di vino) il senso di responsabilità nipponico emerge nella cura per la cosa comune, come dimostra il gran numero di volontari al lavoro per ripulire le strade. Ecco alcuni tweet raccolti dal Japan Times:

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