A volte, anche quando amiamo un luogo, non possiamo restare per sempre. La famiglia che ci aspetta, gli impegni di lavoro, i soldi che finiscono… ci ricordano che prima o poi dovremo salutare il Giappone e tornare a casa.

Alcune delle cose giapponesi di cui sentiamo la mancanza sono immediatamente ovvie, ma altre si paleseranno settimane o mesi dopo il nostro ritorno. Oggi diamo un’occhiata alle 20 piccole cose (in rigoroso ordine sparso) che il Giappone fa così bene da far farle sognare agli stranieri.

Ho messo insieme questo elenco raggruppando le risposte di scrittori di Rocketnews24 e parlando con diverse persone recentemente tornate in patria dopo aver vissuto in giappone per periodi che vanno dai 6 mesi ai 10 anni.

Sfrutta al massimo queste cose mentre sei li, perchè ti mancheranno una volta lasciato il Giappone!

1. Una serie di frasi, non imbarazzanti, per ringraziare i colleghi del loro duro lavoro


Effettivamente otsukaresama (お疲れ様 –”sei stanco”) viene detto milioni di volte al giorno in tutto il Giappone, indipendentemente dal fatto che chi lo dice creda davvero che il collega abbia fatto un vero sforzo. Ci sono però momenti in cui vuoi solo dire “Ehi, ha lavorato duro oggi, lo apprezzo” senza sentirmi strano o imbarazzante. Otsukaresama ti consente di farlo come nessuna frase in altre lingue potrebbe realmente fare ed è una frase di cui molti “ritornati a casa” sentono la mancanza.

2. Asciugamani umidi nei ristoranti e nei caffè

Quando pensi a quanto le tue mani siano sporche e pieni di germi dopo aver girovagato per la città tenendoti ai corrimani delle scale mobili, maneggiando denaro, aggrappandoti alle cinghie nei treni…  sederti e mangiare un panino o un bagel al tuo caffè preferito all’improvviso non sembra più così attraente. In Giappone però quasi tutti i ristoranti, caffè e pub (Izakaya) ti daranno un asciugamano umido (si chiama oshibori) per pulirti le mani prima di mangiare. Molti “ritornati” lamentano la mancanza dell’oshibori nei loro paesi d’origine ed alcuni hanno cominciato a tenere nella borsa delle salviettine umidificate per sostituirli.

3. Niente mance, ma sempre un servizio da prima classe

Anche quando il personale gadagna solo 800-1000 yen all’ora, nei ristoranti giapponesi puoi aspettarti di essere trattato come una specie di celebrità. Frasi onorifiche, inchini, solerti se ti vedono in attesa di pagare o se ci fossero dei, rari, problemi con il tuo ordine. La cosa più bella è che nonostante il trattamento da prima classe  non si debba pagare un centesimo di mancia, perchè le persone fanno semplicemente, e davvero molto bene, il loro lavoro, senza aspettarsi nulla in più dal cliente.

Mangiare fuori in un paese in cui la mancia è obbligatoria (tipo l’America) o aspettata ma non veramente richiesta (Inghilterra) può essere scioccante per i rimpatriati, soprattutto quando ti senti spinto a dare la mancia per un servizio non particolarmente buono o addirittura pessimo.

4. Il bagno (di casa) giapponese

“La gente diventa matta per i water giapponesi” mi ha detto uno dei colleghi quando gli ho chiesto cosa gli sarebbe mancato del Giappone, “ma che dire di quelle meravigliose vasche che si riempiono da sole fino ad un certo livello, che tengono costante la temperatura e che ti avvisano in un altra stanza di essere pronte?  ADORO quelle cose!”. Penso abbia assolutamente ragione, A noi gaijin piacciono i bagni futuristici giapponesi con le tavolette riscaldate i getti d’acqua e i suoni di sottofondo, ma in Giappone le lussuose vasche da bagno domestiche hanno altrettante suonerie, e fischi e, meglio ancora, possono essere gestite dalla stanza accanto. Utilizzando un pannello di controllo spesso montato in cucina si può decidere quando la vasca deve iniziare a riempirsi, la temperatura dell’acqua e per quanto tempo deve mantenerla. Voi vi potete godere la serata mangiando a cena, guardando la TV con un bicchiere di vino e il gatto che ti massaggia la pancia con i suoi artigli affilati quando, giusto mentre pensi che sarebbe bello lavarti… il tuo bagno ti chiama con una musichetta e ti invita a farti un tuffo prima di andare a letto. In che epoca magica viviamo.

5. Una grande sensazione di sicurezza


Ovviamente in Giappone il crimine esiste, ma comunque pochi negherebbero che camminare per le strade di notte o arrivare in una città giapponese con poco più di uno zaino e un’idea approssimativa di dove si potrebbe stare è, generalmente, perfettamente sicuro. Aggiungete che quanto perdete vi viene praticamente sempre restitutito e potete capire perchè così tanti stranieri iniziano a perdere quell’intenso senso di sicurezza personale quando lasciano il Giappone.

6. I piccoli vassoi per il denaro nei negozi


In Giappone quando pagate qualcosa in un negozio non mettete i soldi direttamente sulla cassa, ma su un piccolo vassoio di plastica. Anche il tuo resto viene presentato nello stesso modo in modo che tu possa controllare se è corretto. Le piccole sporgenze in gomma che rivestono la base del vassoio sono progettate facilitare la presa delle monete a te e all’impiegato.

All’inizio tutto questo può sembrare stupido ed inutile, ma quando si lascia il Giappone ci si trova a fissare il palmo aperto e sollevato del cassiere mentre aspetta i tuoi soldi e viene da pensare “tu vuoi che li metta sulla tua mano? sei un pescivendolo dell’ottocento?”  sono piccole cose, vero?

7. Banconote nuove e pulite

A proposito di soldi, a meno che non torniate in uno di quei paesi che sono passati alle banconote di plastica, probabilmente vi accorgerete che in patria il denaro è piuttosto sporco. In Inghilterra mi sono state date banconote da 5 sterline scarabocchiate col pennarello, a cui mancano angoli, tenute insieme con lo scotch o che sembrano essere passate attraverso qualche ciclo di centrifuga. 

A volte la tenace fedeltà del Giappone al denaro contante può essere frustrante (non capisco perchè un paese famoso per la tecnologia sia ben lontano dall’adozione delle carte di credito), ma almeno le banconote in circolo sono sempre pulite, nuove e senza scotch.

8. Incredibili piccole caffetterie

Normalmente i grandi caffè non sono qualcosa che si associa al Giappone. Questa dovrebbe essere la terra del the verde e del sushi, non del cheesecake e tazzone di caffè. I giapponesi però fanno il caffè molto bene, davvero molto.

Ovviamente si trovano le solite catene di caffetterie internazionali, ma si possono trovare anche piccole caffetterie dove viene messa ogni cura per la creazione del miglior caffè immaginabile. Alcune caffetterie sono esse stesse dei luoghi curati e confortevoli dove rilassarsi.

9. L’obbligo di dire “kampai” prima di bere

Non importa se sia una birra veloce dopo il lavoro o una festa di addio a cui partecipano decine di persone, in Giappone nessuno beve finchè tutti hanno un bicchiere in mano e non lo fatto tintinnare con gli altri. Quando vivi in Giappone per un certo periodo l’usanza del kampai diventa così radicata che lo farai anche davanti al tuo pesce rosso mentre sorseggi una birra da solo in casa.

10. Il fantastico servizio postale

Come in occidente, se per qualche motivo non siete in casa i corrieri lasciano una cartolina che vi avvisa della mancata consegna di un pacco. Invece di trasformarsi in una crisi di tre giorni con viaggio ai magazzini, telefonate e attese di ore, in Giappone è tutto molto più facile. Basta chiamare un sistema automatico (o a volte direttamente l’autista che lascia il suo numero di cellulare sulla cartolina) e prenotare la riconsegna in una specifica finestra di 2 ore tra le 10 di mattina e le 11 di sera. Alcuni postini provano a consegnare il pacco anche 2 o 3 volte anche se non hai richiamato e quando fai la prenotazione il pacco arriva sempre in tempo. Non è necessario sedere vicino alla porta sbirciando fuori e sperando per il meglio.

11. Pagare i pacchi alla consegna

A proposito di consegne, il pagamento in contanti Giapponese (代金引換 “daikin hikikae” o più spesso “daibiki”) non è solo comune, ma anche super conveniente, soprattutto per i residenti all’estero. Diciamo che abbiate comprato un nuovo videogioco online ma non vogliate usare la vostra carta di credito perchè vi verrebbe applicato un costo per uso all’estero o perchè non vogliate che nell’estratto conto non compaia il nome di una certa compagnia. Bene, se scegliete l’opzione COD, con un piccolo sovrapprezzo (in genere duecento yen) è possibile prenotare l’orario di consegna e pagare direttamente in contanti il corriere quando vi porta il pacco.

12. Il cibo!

Dai lo sappiamo, il cibo giapponese è incredibile. Anche se vivi in una città dove ci sono molti ristoranti giapponesi, raramente potrete avere lo stesso livello qualitativo allo stesso prezzo e i locali che amavi prima di visitare il Giappone saranno decisamente ridimensionati nelle vostre preferenze. Te lo prometto, al ritorno dal Giappone una delle prime cose che ti mancheranno sarà il cibo.

13. Bicchieri d’acqua gratutiti ovunque

Proprio come vi verrà fornito uno oshibori al momento in cui vi sedete in un bar o in un ristorante, così vi verrà fornito un bicchiere d’acqua. Anche nei locali che potrebbero guadagnare di più vendendo caffè, alcolici ed analcolici, ti verrà comunque offerto un bicchiere d’acqua quando ti siedi. Fa parte della famosa ospitalità giapponese e ti mancherà molto a casa.

14. Tutti sono attenti alle stagioni

“Lo sai, il Giappone ha quattro stagioni”. Ho perso il condo delle volte che i giapponesi mi hanno detto questa frase. “Sì, abbiamo anche noi quattro stagioni” rispondevo all’inizio, ma dopo alcuni anni ho iniziato a capire quanto il cambio delle stagioni significhi per i giapponesi: praticamente tutto cambia con loro. Il cibo, le feste, le mode: in Giappone potete vedere dei cambiamenti distinti con il passare del tempo e della flora circostante. Anche se nella nostra terra abbiamo quattro stagioni di cui andare fieri, le stagioni giapponesi sono così straordinariamente distinte e belle a modo loro che è difficile non innamorarsi di ognuna di loro. Sì, anche l’estate cosi’ umida e l’inverno in cui è così freddo da indurire il dentifricio.

15. “Zakka” shops

Non mi sarei mai immaginato di innamorarmi di qualcosa come i negozi zakka (che significa letteralmente “merci varie”), ma devo averne visitati centinaia nei miei otto anni in Giappone. Dalle tazze di caffè ai divani ai cucchiai contorti in un modo strano che li rente impossibili da usare, ma bellissimi sul tavolino, raramente avrai bisogno di qualcosa in vendita in queste grotte di Aladino dell’artigianato per la casa. Uscirai però sempre con qualcosa. I diligenti giapponesi fanno chincaglierie ed artigianato eccezionalmente bene e c’è qualcosa di affascinante nella loro interpretazione dei disegni occidentali.

16. Toilette e bagni sono in stanze separate

Nelle grandi città sono comuni i piccoli appartamenti con le “unità bagno”, delle specie di cubi in plastica con vasca da bagno, doccia e wc, ma per la maggior parte i giapponesi si lavano e espletano i loro “affari privati” in stanze diverse della casa. Del resto la cosa ha anche senso: perchè vorremmo rilassarci a 2 metri da dove poco prima abbiamo fatto altro?

17. Cibo buono nei minimarket

In occidente pochi minimarket offrono snack e pasti nutrienti. Generalmente ci si imbatte in file di panini dall’aspetto triste, salsicce, patatine, barrette di cioccolato e bevande zuccherate. Tutto ovviamente spacciati come “parte del pasto”  (NO, patatine fritte e coca non fanno un pasto).

I negozi giapponesi invece non scherzano quando si parla di cibo. Effettivamente puoi trovarci tanti stranissimi snack e barrette, ma troverai anche tanti spuntini appena preparati e pasti pronti a base di riso, carne, noodles e verdure tutto il giorno, tutti i giorni. Un pranzo con il bento comprato non può mai essere paragonato ad un pasto fatto in casa, ma non è una seconda scelta sbagliata e raramente vi sentirete in colpa dopo averlo mangiato.

18. Stare sotto il Kotatsu

Nulla, ripeto nulla, è paragonabile alla sensazione di sedere sotto uno di questi meravigliosi tavoli riscaldati nel bel mezzo dell’inverno. Più lussuoso di una lunga sessione sul divano la domenica mattina, molto più comodo e pratico persino della migliore coperta ha il posto dove mettere il telecomando, snack, bevande, computer, telefono, libri e qualsiasi altra cosa. I kotatsu sono semplicemente delle meraviglie. So che può sembrare una parola ridicola, ma è l’unica che arriva anche lontanamente vicino a descrivere quanto siano belli.

19. Onigiri

Si, abbiamo già parlato del cibo giapponese e si, si tratta essenzialmente di palle di riso con qualcosa in mezzo. Gli onigiri meritano però una menzione speciale.

Anche gli onigiri fatti a macchina che si comprano nei negozi sono super gustosi e meravigliosamente soddisfacenti. Sono economici e ti saziano. Puoi mangiarli mattina, mezzogiorno e sera e sono abbastanza robusti da sopportare di stare in mezzo alla borsa senza diventare poltiglia. Mi direte che da noi ci sono i panini, ma i panini non danno la stessa sensazione salutare e di comfort offerta dagli onigiri, inoltre non sono neppur lontanamente altrettanto semplici.

20. E infine… la musichetta di “bambini è ora di tornare a casa”

Similmente alle campane che un tempo suonavano nei templi all’inizio del tramonto, molte città e villaggi giapponesi usano il loro vecchio sistema di altoparlanti pubblici per suonare una musichetta, “iriai no kane” (入り相の鐘), per avvisare i bambini che è ora di tornare a casa (è anche un modo per controllare il sistema di altoparlanti, in modo da assicurarsi che funzionino durante le emergenze). Dove vivevo ogni giorno suonavano una versione stile ascensore di “Let it be” dei Beatles alle 17:30 (alle 17 in inverno). Dopo un paio d’anno l’hanno sostituita all’improvviso con la fastidiosamente orecchiabile “It’s a small world”. Gli “iriai no kane” uno dei bei pezzi di Giappone che molti stranieri perdono una volta tornati a casa, ovviamente a meno che dove vivevano non lo suonassero anche alle 6 del mattino.


originale in inglese di Philip Keddle

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui