In Giappone le castagne sono alla base dei piatti di stagione autunnali: bollite le troviamo come piccolo boccone prezioso nei bento e come accompagnamento al pasto. Si usano moltissimo anche per i wagashi, i dolci che accompagnano la cerimonia del tè, portando la stagionalità degli ingredienti che sta alla base del “WA”, l’armonia giapponese.
Il Kuri gohan – 栗ご飯 – è una variante del riso bianco giapponese che viene servito di norma nel pasto giapponese (possiamo intenderlo allo stesso modo in cui noi utilizziamo il pane in tavola), ed è un modo delicato ma saporito di proporre l’autunno in tavola con garbo. Spolveratelo con semi di sesamo nero tostati o con un tocco di furikake piccante se piace, io lo preferisco “nature” per assaporarne tutto l’aroma.

Accompagnatelo a piatti di base acidi, salati e amari per contrastare il sapore dolce delle castagne.

Kuri gohan

ingredienti (x2)

2 gō * (合) di riso 
15 castagne fresche 
1 cucchiaio di sake
un pizzico di sale **
un pezzettino di alga kombu da 1 cm
sesamo nero tostato 

* il gō (合) è l’unità di misura del riso usata nell’antichità per pagare i salari e corrisponde ad una porzione di riso crudo per una persona. Oggi lo trovate solitamente alle degustazioni di sake, è la ciotolina quadrata di legno in cui vi viene servito. Un gō corrisponde al volume di 180 ml, poco meno di un bicchiere.

** normalmente non metto sale nel gohan ma in questo caso serve poichè il riso risulterebbe troppo stucchevole. 

 
go1 
La sera prima mettere in acqua fredda le castagne e lasciarle a mollo per un giorno. 
 
Misurare la quantità di riso con un bicchiere e sciacquarlo almeno 3 volte fino a che l’acqua non diventi relativamente limpida. Lasciarlo nel colino a scolare per una mezz’ora.
Nel frattempo pelare le castagne togliendo anche le pellicine interne, se sono troppo grandi tagliarle a metà.
Nel cuociriso o in una pentola da fondo spesso versare il riso e mescolarvi le castagne crude. Aggiungere il sake e il pezzettino di kombu spolverato con un panno umido e aggiungere una quantità di acqua pari a una volta e mezza il volume iniziale del riso (3 gō – mi risulta più facile misurare col gō o col bicchiere invece di pesare il riso per queste preparazioni)
Portare a ebollizione, togliere la kombu e  incoperchiare abbassando la fiamma al minimo.
Cuocere per 13 minuti senza mai aprire il coperchio (è utile un coperchio di vetro per controllare la situazione) e senza girare il riso. Spegnere il fuoco e lasciar riposare il riso indisturbato per altri dieci minuti.
Smuovere il riso con delicatezza con uno shamoji o con un cucchiaio di legno inumidito e servire immediatamente nelle ciotole.
Se avanza, conservarlo sotto un panno inumidito affinchè non si secchi. 
 
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Ricetta by Food and Crafts

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