Se siete appassionati di cinema e vivete in Giappone, probabilmente, avete buone probabilità di poter vedere film nipponici che vengono distribuiti nel resto del mondo. I film horror giapponesi come The Ring e The Grudge hanno lasciato una forte impronta nella cultura pop occidentale. I grandi classici di Akira Kurosawa, Yasujiro Ozu e Kon Ichikawa sono spesso citati e discussi nelle lezioni di cinema. Si pone quindi una domanda: ci sono altri film vintage giapponesi da vedere?

In Giappone la differenziazione tra film “con attori” e film d’animazione con diversi tipi di pubblico non è mai stato un problema, mentre in occidente abbiamo il forte stereotipo che i film d’animazione siano solo per un pubblico di bambini. Tutti si godono un po’ di Miyazaki e di Ghibli. Film più cupi come Akira, La tomba delle lucciole e Ghost in the Shell godono di ottime critiche in tutto il mondo. Un’analisi approfondita degli anime meno conosciuti sarebbe una bella missione, ma richiederebbe degli articoli appositi.

Consideriamo il genere definito “film d’arte”. Sembra che il pubblico di un certo tipo di film sia lo stesso in ogni parte del mondo. La maggior parte delle persone preferisce i film divertenti e veloci a quelli lenti e pieni di concetti profondi. Per questo molte opere di Kurosawa sono più conosciute all’estero che in Giappone e registi più recenti come Takeshi Kitano stanno subendo un destino molti simile. I suoi classici come Zatoichi e Sonatine sono adorati da artisti come Quentin Tarantino, ma in Giappone Kitano è conosciuto principalmente come comico, cosa che ha danneggiato le vendite dei suoi film nel mercato domestico. Per queste considerazioni sono più interessato ai film che hanno un seguito in Giappone, sia come blockbuster che come film cult.

Dopo queste premesse eccovi la lista dei 10 migliori film vintage meno conosciuti. Vintage normalmente si riferisce a prodotti con 20 o più anni e serve a distinguere film non recenti dai classici dell’età dell’oro degli anni ’50. Film recenti come Battle Royale e Suicide Club non saranno inclusi, anche perchè si possono trovare facilmente fuori dal Giappone, magari con i sottotitoli. Per questa lista ho scelto film che hanno avuto una scarsa distribuzione internazionale, o forse anche non ne hanno proprio avuto una. Per vederli probabilmente avrete bisogno di conoscere il giapponese. L’accesso al sottobosco di sale indipendenti di Tokyo o un account giapponese di Netflix sono decisamente utili. L’ordine è puramente cronologico.

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Attenzione: Ho lasciato i titoli in inglese perchè così forse è più facile trovarli

Black Lizard (1968)

Diretto da Kinji Fukusaku
Titolo giapponese: 黒 蜥蝪 (Kurotokage)

Quando si pensa ai film gialli Giapponesi, dovrebbe venirvi subito in mente il nome “Edogawa Ranpo” (nome d’arte di 平井太郎 Hirai Tarō, e traslitterazione in giapponese di Edgar Allan Poe di cui Hirai era appassionato). Questo film è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Ranpo ed è diretto da Kinji Fukusaku, diventato in seguito famoso per i film sugli yakuza e per il moderno Battle Royale. Il cattivo è interpretato da Akihiro Miwa e c’è anche un cameo dello scrittore Yukio Mishima (sulle sue idee è basato il personaggio di Mishima in Ghost in the shell second Gig). Il misterioso intreccio del film è divertente e sicuramente da non perdere.

Funeral Parade of Roses (1969)

Diretto da Toshio Matsumoto
Titolo giapponese: 薔薇の葬列(Bara no Sōretsu)

Questo film underground d’arte è sia un approfondito sguardo alla prima cultura gay giapponese di Tokyo che una rivisitazione del mito di Edipo. Compaiono Shinnosuke Ikehata nel ruolo di Peter e molte altre icone gay dell’epoca, alcune delle quali interpretano se stesse. Il film varia molto nei toni mescolando numeri di danza psichedelica a inquietanti scene di violenza. Ci sono anche interviste al cast che permettono di dare uno sguardo alle prove e tribolazioni di un “Tokyo Gayboy”

Pastoral: To Die For the Countryside (1974)

Diretto da Shuji Terayama
Titolo giapponese: 田園に死す(Den-en ni shisu)

Shuji Terayama è conosciuto per essere il fondatore del trasgressivo movimento teatrale indipendente noto come “Angura”. Tuttavia ha anche lavorato molto nel cinema. Questa opera è molto più lucida degli altri suoi lavori ed è il racconto surreale della campagna giapponese narrata in quello che è egualmente un horror, un musical e un film romantico. Il film vuole anche raccontare le cicatrici lasciate dal dopoguerra, narra di alcuni uomini che tornano dalla battaglia sotto forma di fantasmi e parlano con le loro famiglie nei cimiteri. All’inizio il racconto sembra impenetrabile, ma Pastoral diventa più chiaro verso la metà quando diventa un film dentro un film dentro un film  (magari è questo film che ha ispirato Inception a Nolan). Chi di noi, avendone la possibilità, non vorrebbe poter tornare indietro nel tempo per cambiare qualcosa nelle loro vite? Pastoral è un film d’arte nel senso più stretto del termine e nulla può somigliarli.

The Bullet Train (1975)

Diretto da Junya Sato
Titolo giapponese: 新幹線大爆破(Shinkansen Daibakuha)

Il 10 marzo 1975 venne inaugurato il Sanyo Shinkansen che collegò per la prima volta Tokyo a Hakata in alta velocità. Per celebrare questa impresa qualcuno ha avuto l’idea di fare un film in cui il treno esplode. Bullet Train è fortemente imparentato ai disaster movie anni ’70 come Inferno di cristallo e l’avventura del Poseidon, ma è più profondo dei suoi simili americani. Molto tempo viene dedicato a spiegare cosa ha spinto i criminali ad attaccare una bomba ad un treno con a bordo 1.500 passeggeri. Contrariamente agli altri film di questa lista Bullet train è stato proiettato a livello internazionale e ha raggiunto i cinema americani un anno dopo. Tuttavia ha subito il “trattamento Godzilla”: circa un terzo del film è stato tagliato e il resto è stato rieditato in maniera imbarazzante. Fatevi un favore, guardate l’originale.

The Yellow Handkerchief (1977)

Diretto da Yoji Yamada
Titolo giapponese: 幸福の黄色いハンカチ(Shiawase no kiiroi hankachi)

In contrasto con alcuni degli altri elementi di questa lista, questo film è un commovente road movie che narra di tre disadattati in viaggio attraverso l’Hokkaido. Il film è in gran parte una commedia e racconta come ognuno di loro sia arrivato a quel punto. Verso la metà il racconto diventa una storia sull’amore perduto e su una possibile redenzione. Il Fazzoletto giallo è interessante anche per i bei filmati dell’Hokkaido rurale, in particolare di città come Yubari prima che diventasse la città fantasma di oggi. Questo film è stato rifatto altre due volte, la versione più recente ha nel cast William Hurt, Eddie Redmayne e Kristin Stewart.

Sailor Suit and Machine Gun (1981)

Diretto da Shinji Somai
Titolo giapponese: セーラー服と機関銃(Sērā-fuku to kikanjū)

Questo film cult è incentrato sulla giovane ereditiera di una famiglia della yakuza (interpretata dall’allora idol emergente Hiroko Yakushimaru) che alla morte del padre gli succede al comando del gruppo. Il film è in parte un gangster movie, in parte un commovente dramma e in parte esilarante commedia. Nonostante il tono incoerente è un gran film ed è tutt’oggi popolare tra i cinefili giapponesi. Il film è stato riadattato due volte per la TV e nel 2016 ne è stato fatto un sequel. 

Burst City (1982)

Diretto da Sogo Ishii
Titolo giapponese:爆裂都市(Bakuretsu Toshi)

A suo tempo hanno fatto molto clamore le “speed tribes”  le bande di motociclisti giapponesi che hanno dominato il mondo clandestino del Giappone nell’era della Bolla (ufficialmente la bolla va dall’86 al 91, ma i fenomeni delle bande sono iniziati prima).

Burst City di Sogo Ishii parla proprio di questi giovani ribelli. Il film è perlopiù focalizzato sull’atteggiamento, proprio come i giovani che racconta. La trama e lo sviluppo dei personaggi durante le battaglie con le autorità sono abbastanza semplici. Un punto importante del film è la musica con la presenza delle allora emergenti band punk rock tra cui i the Rooster e i controversi The Stalin. Questo film è molto interessante per chi cerca i film sperimentali a basso budget o la musica underground dei primi anni ’80.

The Family Game (1983)

Diretto da Yoshimitsu Morita
Titolo giapponese: 家族ゲーム(Kazoku Gēmu)

The Family Game è contemporaneamente una divertente commedia che una critica sociale. La famiglia Numata ha dei problemi con il figlio minore Shigeyuki e decide di fargli arrivare un tutore a casa. Arriva quindi in famiglia Katsu Yoshimoto un eccentrico, ma benintenzionato insegnate che prende Shigeyuki sotto la sua protezione. La domanda che ci si pone guardandolo è se il vero problema sia Shigeyuki o la famiglia stessa.

Nonostante sia diretto al grande pubblico, il film offre un bel punto di vista sulla dinamica del cambiamento familiare nella società urbana giapponese. Questo film ha ricevuto molti premi ed è molto popolare anche dopo 30 anni. Recentemente è stato trasformato in un programma televisivo.

No Worries on the Recruit Front (1991)

Diretto da Shusuke Kaneko
Titolo giapponese: 就職戦線異状なし(Shūshoku sensen ijōnashi)

Questo è il film perfetto nel descrivere il mondo degli yuppies nel periodo della bolla economica. Nonostante sia stato realizzato nel 91 (anno di scoppio della bolla), il film urla la positività degli anni 80 in ogni dettaglio: negli stupidi gadget, nelle brutte macchine, nei pessimi tagli di capelli. Godetevi la salita di due giovani amici sulla scala aziendale grazie al regista di numerosi Gamera e dell’originale Death Note. Probabilmente il film è noto per la canzone che gli fa da tema, un classico pezzo da karaoke il cui solo video trasuda nostalgia. 

Organ (1996)

Diretto da Kei Fujiwara
Titolo giapponese: オルガン(Orugan)

I film horror giapponesi hanno una meritata reputazione per essere estremi. La sanguinosa violenza di film come Ichi the killer o Flowers and Flesh and Blood (studiata al momento del rilascio indipendentemente dal fatto che fosse uno snuff movie) differisce molto dai film americani basati su clichè.  Molti di questi film sono lineari con trame spesso bizzarre e surreali. Un esempio degno di nota è il lavoro di Kei Fujiwara, precedentemente collaboratrice di Shinya Tsukamoto nel classico Tetsuo Iron Man. Key Fujiwara ha scritto, diretto ed è co-protagonista di questa violenta pellicola riguardanti le indagini della polizia su dei ladri d’organi. I film splatter giapponesi non sono per tutti, ma quelli che cercano qualcosa di scioccante apprezzeranno sicuramente Organ.

10 film giapponesi vintage che dovete vedere ultima modifica: 2018-10-14T17:12:00+02:00 da nicola
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2 Commenti

    • Prego!! Mi dicono che mancherebbe Tampopo, ma Nicola insiste che e’ un film che e’ riuscito ad arrivare in italia quindi non è proprio un film sconosciuto. Io lo adoro, è divertente e a tratti inquietante, assimilabile alle commedie sexy anni 70 italiane, da cui Tarantino ha attinto a piene mani. Lo conosci?

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