Home Cultura 6 attività da fare a Tokyo per immergersi nella vecchia Edo

6 attività da fare a Tokyo per immergersi nella vecchia Edo

Volete provare qualcosa di diverso, immergervi nella storia di Tokyo e magari portare a casa un souvenir speciale, creato da voi stessi? Infilatevi nelle strade e stradine tra Asakusa, Ueno e Akihabara per scoprire l’antica Edo e le sue tradizioni artigianali.
Il periodo Edo (1603-1868) indica quella fase della storia del Giappone caratterizzata dal regime della famiglia Tokugawa, che vide la chiusura del Giappone a contatti esterni, ma anche e soprattutto la fioritura delle arti e della cultura. Alcune di queste arti sopravvivono ancora, grazie a pochi artigiani, che organizzano spesso delle vere e proprie classi a cui chiunque può partecipare: tra queste, ecco quelle i cui prodotti non appesantiranno troppo la valigia, partecipa ai corsi di artigianato tradizionale giapponese a Tokyo!

1Intagliare il vetro (Edo Kiriko)

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L’Edo Kiriko è un tipo di lavorazione del vetro, che viene intagliato seguendo dei motivi dettagliati. “Kiriko” significa “sfaccettato” in giapponese e si riferisce alla moltitudine di motivi decorativi che possono essere incisi sulla superficie del vetro usando mole e altri strumenti. Si dice che il creatore di quest’arte sia stato Kagaya Kyubei, il quale, dopo aver appreso il mestiere a Osaka, l’allora principale centro di produzione di oggetti di vetro del Giappone, decise di tornare a Edo e aprire un negozio in città, dove vendeva diversi oggetti per la casa. Pian piano l’Edo Kiriko divenne un’arte molto apprezzata, fino a raggiungere l’apice della popolarità intorno al 1940. Oggi la maggior parte degli artigiani di Edo Kiriko lavora nei distretti di Koto e Sumida.

Gli oggetti in vetro Edo Kiriko vengono utilizzati per il sake o il tè, nelle composizioni floreali, oltre a essere apprezzati come doni. Rispetto ad altre lavorazioni del vetro, l’Edo Kiriko si contraddistingue per la delicatezza del materiale e per la dettagliata lavorazione del design, che ne alza di molto il prezzo.

La procedura iniziale per creare il disegno è molto semplice: una volta scelti la forma e il colore del bicchiere di vetro da intagliare, si creano delle linee indicative del motivo decorativo preferito, per poi passare all’intaglio vero e proprio. La parte difficile è azzeccare la pressione da esercitare sul vetro per creare le linee giuste e avere la mano ferma per evitare sbavature e tracciare linee pulite.

Sokichi, una fabbrica di vetro che espone e vende oltre 800 tipi di vetro, organizza workshop sull’Edo Kiriko sia per singoli che per gruppi (fino a 24 persone) e le prenotazioni possono essere effettuate online. Per i corsi interattivi di Edo Kiriko, si può scegliere tra il Tomei Glass (vetro trasparente) e Irokabuse Glass (vetro con rivestimento colorato).

Informazioni

Costo: 3240 yen bicchiere trasparente; 4860 yen bicchiere colorato
Durata: circa 90 minuti
Prenotazioni: kiriko@sokichi.co.jp

Dove: Sokichi, 2-1-14, Kaminarimon, Taito-ku, Tokyo.
Metro: stazione di Asakusa, uscita 4

2Dipingere i campanellini a vento

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I Furin, o campanellini a vento, vennero introdotti dalla Cina dai monaci buddhisti, che credevano che il suono potesse tenere lontano gli spiriti maligni. È facile vedere i campanellini appesi alle finestre o alle verande delle case giapponesi, soprattutto in estate, poiché si pensa che semplicemente udendone il suono ci si possa sentire rinfrescati dal caldo e dall’umidità estivi. Poiché il vetro viene soffiato artigianalmente, ogni campanellino ha un suono leggermente diverso: il lato divertente è che, oltre ai disegni e ai colori, si può scegliere il furin anche in base al suono. Nel periodo Edo i campanellini arrivano alla portata di tutti, raggiungendo la popolarità che li contraddistingue ancora oggi.

Il vetro per creare il furin viene soffiato a mano e in seguito dipinto con motivi beneaugurali: i colori sono ad acqua, quindi si può ricominciare a dipingere se il risultato non soddisfa. La peculiarità di questi campanellini è che vengono dipinti dall’interno, in modo che il colore si conservi meglio e non venga lavato via dalla pioggia. Niente paura, si può creare uno sketch all’esterno in modo da avere i contorni delle figure ben definiti e poi cancellarlo una volta completato il disegno internamente.

Informazioni

Costo: 2000 yen soffiatura e pittura; 1500 yen solo pittura
Durata: 60-90 minuti
Prenotazione: maruyosi@sam.hi-ho.ne.jp

Dove: Shinohara Maruyoshi Furin, 4-25-10 Taito, Taito-ku, Tokyo-to 110-0016.
Metro: stazione di Shin-Okachimachi, uscita A2

3Dipingere la stoffa con la tecnica aizome

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Si dice che la tintura all’indaco (aizome) sia stata introdotta da dall’India Giappone attraverso la via della Via della Seta. Anche se all’inizio veniva usata solo per aristocratici o samurai, durante il periodo Edo si era diffusa a tutte le fasce della popolazione e nella vita di tutti i giorni, per esempio per i tessuti per kimono e biancheria da casa. La tintura all’indaco è tuttora apprezzata per le proprietà antibatteriche, per la capacità di prevenire gli odori e di repellere gli insetti. Inoltre, è completamente naturale, poiché viene ottenuta facendo fermentare le foglie di una pianta, la Persicaria tinctoria, per circa tre mesi: più passa il tempo e più il colore che si otterrà sarà scuro. Esistono infatti 48 sfumature diverse di aizome, che oggi si possono trovare dappertutto, dalla tinteggiatura della Tokyo Sky Tree agli emblemi delle Olimpiadi e Paralimpiadi 2020.

L’attività comprende una veloce lezione sulla storia dell’aizome e delle principali tecniche che si possono utilizzare per ottenere i disegni; una volta scelto il capo di abbigliamento da tingere, dovrete scegliere come posizionare gli elastici e piegare la stoffa, e poi passerete alla tintura vera e propria. Nonostante vi verranno offerti dei guanti, il consiglio è di vestirsi di nero, perché la tintura macchia indelebilmente, basterà notare le mani del vostro istruttore.

Informazioni

Costo: a partire da 1920 yen (dipende dal capo scelto)
Durata: 45 minuti
Prenotazione: mail@wanariya.jp

Dove: Wanariya, 1-8-10 Senzoku, Taito-ku, Tokyo-to 111-0031
Metro: stazione di Iriya, uscita 1; stazioni di Asakusa, uscita 1

4Dipingere una lanterna chochin

lanterna Chochin

Presenti già nel periodo Muromachi (1337-1573), le lanterne chochin acquistarono popolarità durante il periodo Edo. Lo scheletro della lanterna è costituito da bambù o fili metallici a formare una spirale, che viene poi coperta con carta giapponese. Le dimensioni e gli stili riflettevano il rango della persona a cui apparteneva la lanterna, che spesso era contrassegnata con lo stemma o il nome della famiglia. Queste lanterne personalizzate potevano essere ripiegate e poste all’interno di borse e vestiti, in modo da non ingombrare durante il giorno, ma essere a portata di mano la sera. Oggi le candele sono spesso sostituite da elementi elettrici o a pile.

I caratteri giapponesi sulle lanterne chochin sono generalmente scritti nello stile Edo moji (stile delle lettere Edo), per cui molti calligrafi creano anche senjafuda, tavolette con i nomi dei fedeli, che vengono apposti all’interno di templi e santuari.

Si procede dapprima allo schizzo del kanji prescelto su un foglio di carta, per poi passare alla fase di pittura della lanterna, con pennelli sottili intinti nell’inchiostro nero. Se bucate la carta, chiedete all’istruttore di ricomporre la parte mancante. Una volta terminata la lanterna, asciugate l’inchiostro per evitare sbavature.

Informazioni

Costo: 1500-3000 yen
Durata: 60 minuti
Info: https://ja-jp.facebook.com/chouchinya/

Dove: Atelier Sogeikan, 3-8-2 Yokokawa, Sumida, Tokyo-to 130-0003
Metro: stazione di Kinshicho, uscita 3

5Creare wagashi e partecipare alla cerimonia del tè

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I dolci wagashi e la cerimonia del tè si sono sviluppati parallelamente a partire da tempi antichi, a seguito di importazioni di prodotti dalla Cina, ma è solo nel periodo Edo, con l’introduzione dello zucchero nella lavorazione e la possibilità per gli artigiani di avere tempo per creare stili diversi, che iniziarono veramente a diffondersi come usanze. Durante il periodo Edo, infatti, la produttività agricola migliorò in modo significativo, compresa quella della canna da zucchero a Okinawa e lo zucchero bianco divenne ampiamente disponibile. Fu perfezionato anche un tipo di zucchero chiamato wasanbon esclusivamente per produrre wagashi. Contemporaneamente, il periodo Edo vide lo sviluppo della cerimonia del tè: servire buoni dolci iniziò a costituire uno degli aspetti più importanti della cerimonia, tanto da creare vere e proprie sfide tra i pasticceri wagashi. Dopo la Restaurazione Meiji, grazie all’importazione del forno, la gamma di dolci si ampliò notevolmente fino ai wagashi che conosciamo oggi.

La tipologia di wagashi differisce a seconda della stagione, ma le cose più importanti sono la forma e il colore: bisogna affinare i sensi per godere appieno di questi dolci.

Informazioni

Dove: L’espoir Sendagi 307, 3-38-9 Sendagi, Bunkyō, Tokyo-to 113-0022
Metro: stazione di Sendagi, uscita 2

Costo: 3500-5000 yen
Durata: 90-150 minuti
Info: https://wagashi3.jimdo.com/about-our-class/

6Create i vostri accessori con la tecnica dello smalto cloisonné

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Si dice che durante il primo periodo Edo, Hirata Hikoshiro imparò l’arte degli smalti cloisonné (shippo) da un visitatore coreano in Giappone, e che successivamente sviluppò quest’arte nel mestiere dell’Edo shippo, lavorando al servizio dello shogunato Tokugawa. Le successive generazioni della famiglia Hirata hanno custodito le loro tecniche segrete fino al primo periodo Meiji.

Per l’Esposizione Universale di Parigi del 1868, lo Shogunato inviò una delegazione per rappresentare il Giappone e affermare l’influenza del paese all’estero. Questa è stata effettivamente l’occasione per far conoscere l’Edo shippo, i cui decoratori ricevettero diverse onorificenze e riconoscimenti. Il governo giapponese colse al volo l’occasione per creare un sistema di onorificenze, oltre che una zecca che producesse medaglie per tale sistema: tuttavia, i lavoratori della zecca non avevano esperienza nelle tecniche di produzione degli smalti, perciò il governo richiese l’esperienza della famiglia Hirata.

Oggi, con la tecnica Edo shippo vengono realizzati accessori in diverse categorie, dalla bigiotteria alle spillette-logo delle aziende, a badge scolastici. L’atelier consigliato offre corsi annuali per chi voglia imparare il mestiere, oltre a lezioni giornaliere in cui è possibile realizzare un accessorio a scelta, da ciondoli a spille e bracciali, col costo dei materiali incluso.

Informazioni

Costo: 1620-2500 yen
Durata: 40-120 minuti
Info: https://www.sakamori-shippo.com/school.html

Dove: Sakamori Shippo Kogeiten (坂森七宝工芸店), Motoasakusa 1-2-1, Taito-ku, Tokyo-to, 111-0041
Metro: stazione di Shin-Okachimachi, uscita A3

6 attività da fare a Tokyo per immergersi nella vecchia Edo ultima modifica: 2019-01-20T21:34:04+01:00 da Eleonora D'Uva

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