Tra i più spettacolari del Giappone, il castello di Himeji fa parte del Patrimonio Culturale dell’Umanità UNESCO fin dal 1993. A metà strada tra Kyoto e Hiroshima, il castello di Himeji si trova nella prefettura di Hyogo ed è facilmente visitabile in mezza giornata scendendo con lo shinkansen e lasciando i bagagli nei coin locker alla stazione. Andiamo alla scoperta di questo mirabile esempio di architettura giapponese antica, che è insieme ai castelli di Matsumoto e Kumamoto, parte dei tre più bei castelli del Giappone.

Storia del Castello di Himeji

Quello che vediamo oggi è un insieme di edifici costruiti nel diciassettesimo secolo e miracolosamente rimasti intatti senza subire crolli in seguito a terremoti o danni dovuti a battaglie furiose.

Il protocastello per la difesa della provincia di Harima

In realtà la sua origine è più antica e risale circa al 1333 quando il samurai Akamatsu Norima costruì una fortificazione su questa collinetta, già sede di un tempio. Il samurai era stato incaricato governatore della provincia di Harima dallo shogun Ashikaga Takauji, all’inizio del periodo Ahikaga/Muromachi dopo il tentativo dell’imperatore di riprendersi il potere, scatenando la rivolta dei daimyo che cercarono di rafforzare la figura dello shogun. 

mappa del castello di Himeji del 1700

Il figlio di Norima, Sadonori, trasformò la fortificazione nel primo vero castello nel 1346 allo scopo di proteggere la provincia dai signorotti avversari. Successivamente il castello passò di mano in mano, mentre lo shogunato perdeva sempre più potere. Nel 1573 gli Ashikaga furono definitivamente sconfitti da Nobunaga Oda, che capeggiando la ribellione dei daimyo deposti dallo shogun, riuscì a riunificare gran parte del Giappone.
Nobunaga piazzò nel 1580 uno dei suoi samurai più fedeli a gestire la prinvicia di Harima, Toyotomi Hideyoshi, che distrusse il vecchio castello per ricostruirne uno più moderno e ampio con 30 torrette, una fortezza mirabile per quei tempi. 

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©JNTO

Come nacque l’airone bianco

Toyotomi successe a Nobunaga e Tokugawa Ieyasu successe a Toyotomi sconfiggendolo nella battaglia di Sekigahara nel 1600, dando inizio allo shogunato Tokugawa e al periodo Edo. Al castello di Himeji arrivò Terumasa Ikeda, uno dei signorotti di Tokugawa. 
Terumasa si trovava a difendere il potere dei Tokugawa in una provincia ancora pullulante di sostenitori di Toyotomi, decise quindi di ricostruire il castello che richiese nove anni di lavori per produrre oltre 80 costruzioni e un intricato labirinto di passaggi per disorientare potenziali invasori.

Il Castello di Himeji di Terumasa Ikeda fu costruito per comunicare la grandezza del potere e lo splendore di daimyo e shogun, con le bianche pareti e le sue grondaie flessuose era nata la leggenda dell’airone bianco.

Nel 1617 la famiglia di Honda Tadamasa ereditò il castello e Honda aggiunse diversi edifici al complesso, inclusa una speciale torre per sua nuora la principessa Sen, figlia dello shogun Tokugawa.

L’età moderna

Per i successivi 250 anni il Castello e il potere furono mantenuti dallo shogun e dai suoi sostenitori, fino alla caduta dei Tokugawa a metà dell’ottocento, quando finì il periodo feudale del Giappone e la nazione cominciò a modernizzarsi. Il Castello fu abbandonato nel 1871 e finì sotto la proprietà statale. Al posto delle case dei samurai apparvero acquartieramenti militari e uffici governativi. Un rogo distrusse parte dell’edificio principale delle residenze nel 1882. 
Nel 1931 il castello entrò nell’elenco dei Tesori Nazionali e cominciarono i lavori di restauro. Furono eseguiti interventi negli anni 50 e 60 cercando di mantenere il castello il più originale possibile, nonostante l’utilizzo di cemento nelle fondamenta come contromisura per i terremoti. Himeji fu bombardata durante la seconda guerra mondiale ma il castello non fu colpito. Non lo distrusse nemmeno il grande terremoto Hanshin del 1995, dimostrando la resistenza della costruzione. Pare che perfino la bottiglia di sake posta sull’altare all’ultimo piano non si mosse di un millimetro.
Nel dicembre del 1993 il Castello fu designato Patrimonio UNESCO.

Tegole del castello
Particolari dei terminali delle tegole al castello di Himeji

Struttura e caratteristiche del Castello di Himeji

I tratti distintivi del castello di Himeji sono le sue bianche pareti di gesso e la posizione del corpo principale del castello, la cui struttura che vede i tre edifici sovrapporsi leggermente ne enfatizza la presenza l’un l’altro. Inoltre l’utilizzo alternato nei tetti di mantovane chidori e kara contribuiscono a rendere dinamica l’intera immagine. Nonostante l’impianto dell’edificio sia maestoso, la delicatezza dei dettagli è incredibilmente fine. 

Il castello è costruito su una collina chiamata Himeyama dell’altezza di 45 metri circa sul livello del mare. Il complesso del castello con tutti gli edifici misura circa 4 chilometri e duecento metri di circonferenza e copre un’area di 233 ettari, 50 volte più grande del Tokyo dome. 

himeji castello sezione
Sezione del corpo centrale del Castello – clicca per ingrandire

L’edificio centrale

La pianta del castello presenta tre edifici più piccoli posti a est, ovest e nordovest per proteggere il corpo centrale principale, detto tenshushaku. Le strutture sono connesse tra di loro da corridoi ed è un esempio mirabile e rimasto intatto della struttura a corpi combinati. 
Insieme, queste otto strutture fanno parte del Tesoro Nazionale giapponese, oltre agli edifici infatti anche i corridoi I, Ro, Ha e Ni sono inclusi.

castello di himeji
©JNTO

I castelli in Giappone vengono classificati a seconda della forma del territorio sul quale sono costruiti, quello di Himeji viene definito hirayamajiro, ovvero costruito in collina circondata da pianure. Questo tipo di castello non ha forti protezioni naturali come un castello di montagna, allo scopo di proteggerlo veniva costruito con cerchi concentrici di mura e molte torrette fortificate.

Interni del corridoio
Interni del castello

L’altezza dell’edificio principale è di 92 metri sul livello del mare in tutto, si compone di 7 piani con 5 tetti visibili all’esterno. L’interno, come tutti i castelli giapponesi, è spoglio, ci sono esposti oggetti e armature dell’epoca, si sale all’interno a piedi, tramite le scale in legno originali. L’edificio in sè è alto 46,4 metri.

La torre principale ha due piloni a est e a ovest. Il pilone est ha un diametro alla base di 97 centimetri ed ora originariamente un singolo tronco di abete, quello ovest misura 85×95 cm ed è fatto di cipresso giapponese. Durante i restauri tra lgi anni 50 e 60 un albero della lunghezza di 26 metri circa fu trasportato dalle montagne Kiso per sostituire il vecchio pilone ma si ruppe nel processo, quindi si prese un altro albero dal monte Kasagata e i due alberi furono collegati insieme al terzo piano.

mappa castello himeji
La planimetria del castello dall’alto

I piani dell’edificio principale

Il primo piano ha un’area di 554 metri quadri e spesso viene definita la stanza dai mille tatami, poichè ne contiene oltre 330. Le mura del primo piano sono attrezzate con rastrelliere per tenere lance e moschetti, la sala poteva contenerne rispettivamente 90 e 280. 
Il secondo piano ha un’area di 550 metri quadrati. 
Il terzo piano misura 440 metri quadri, mentre il quinto si riduce a 240. Entrambi hanno caditoie (石打棚 ishiuchidana) e stanzette nascoste chiamate  mushakakushi 武者隠し, dove i guerrieri potevano nascondersi e attaccare i nemici a sorpresa qualora fossero riusciti a superare le difese esterne. 

Vista dall’alto
La vista dai piani superiori arriva fino alle colline circostanti
Edifici del complesso visti dall’ultimo piano
Dall’alto si vedono molto bene anche gli edifici e i giardini del complesso

L’ultimo piano, il sesto, conta circa 115 metri quadrati e sebbene ora le finestre siano provviste di sbarre, una volta la vista panoramica che si godeva da lassù era senza ostacoli. Consigliamo comunque di farci un salto fino in cima, la vista è tutt’ora spettacolare.

Nella base in pietra si trova un’area di 385 metri quadri che contiene locali mai visti prima in un castello: bagni, fogne e un corridoio per le cucine. 

La porta Hishi

La più grande porta del castello si chiama Hishi ed il suo nome deriva dal legno di castagna d’acqua (hishi) di cui sono fatti i cimieri e gli stemmi in cima alle colonne. 
Questa porta ha delle caratteristiche distintive, come le finestre a forma di “fuoco” (kato-mado) che si ritrovano anche sull’ultimo piano del corpo principale del castello. La porta dista solo 130 metri dal castello ma il percorso per arrivarci ne misura ben 325 a causa dei percorsi labirinto.

Le porte del castello originario erano 84 di cui rimangono preservate solo 21. 15 delle porte originali erano nominate con le sillabe del sillabario Iroha (I, Ro, ha, Ni, Ho, He, To…), ne rimangono oggi solo 13.

porta hishi al castello himeji
La porta Hishi

Le pareti bianche in gesso

La struttura delle famose mura bianche del castello di Himeji è in legno a cui sono stati applicati strati di colla mischiata a calce spenta. Questo materiale è stato scelto per proteggere il castello dal fuoco, non solo accidentale ma anche procurati dai moderni fucili a miccia che generavano scintille pericolose e che erano la novità tecnologica dei tempi in cui fu costruito il castello. 

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Schema delle caratteristiche del castello di Himeji – clicca per ingrandire

Il castello inespugnabile

Abbiamo detto che il castello di Himeji è stato costuito non solo per lo splendore dello shogunato ma anche per rendere difficile attacchi dei signorotti locali nemici da cui era circondato. Gli interni sono così complessi da sembrare un labirinto, per disperdere grandi legioni di soldati. La fortezza possiede inoltre numerosi elementi architettonici volti a renderla impenetrabile. 

Feritoie di mura e torri
Feritoie di mura esterne e torri

Le feritoie (狭間 sama) delle torrette e delle mura di terra ad esempio sono di diverse forme: rotonde, triangolari e quadrate per accomodare diversi tipi di armi e fucili, rendendo allo stesso tempo la struttura elegante. 
Tutti gli edifici, le torrette e perfino le mura stesse sono provvisti di caditoie (石落窓 ishi-otoshi-mado), fessure attraverso i quali far cadere pietre o sparare ai nemici che cercavano di scalare le mura. Gli angoli delle mura stesse sono costruiti con una forma a ventaglio che diventa ripida verso l’alto per impedire di essere scalate. 

Particolari del Castello di Himeji
Particolari del Castello di Himeji

Infine i corridoi interni che portano da un edificio all’altro furono progettati con percorsi molto complessi per far perdere l’orientamento ai nemici, con possenti porte in ferro difficili da abbattere e restringimenti in grado di far passare una sola fila di uomini lungo il percorso allo scopo di rallentare i nemici.
Il castello di Himeji è davvero un esempio di grazia e sicurezza allo stesso tempo!

Il fossato

Il castello comprende un sistema di tre fossati, uno dei quali ora riempito di terra, la cui larghezza media è di 20 metri e profondità di 2,7 metri.
Il 三国堀 sangoku-bori ha una capienza di 2500 metri quadri ed esisteva come bacino di raccolta delle acque da usare in caso di incendio.

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Le finestre kato-mado in una delle torrette laterali

Altri edifici

Il complesso del castello comprendeva altri edifici che venivano usati per le esigenze di immagazinaggio del castello in caso di assedio: è stimato che la 塩櫓 shioyagura – torre del sale – contenesse circa 3000 sacchi di sale quando il castello era in uso. Erano presenti anche 33 pozzi per l’acqua, 13 dei quali esistono tutt’oggi e di cui il più profondo misura 20 metri di profondità. 

I restauri

Le sembianze del castello, simili a quelle di un airone che sta per spiccare il volo, hanno reso la struttura cara ai giapponesi, che lo hanno rinominato quasi immediatamente Shirasagi-jo ovvero il Castello dell’Airone Bianco. 
Molto lavoro è stato fatto per preservare al meglio negli anni questo capolavoro completamente costruito in legno, che utilizza un complesso sistema di incastri e tecniche di carpenteria giapponese. 

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Lavori di restauro del castello di Himeji nel 1964

Negli anni 50 e 60 furono eseguiti molti lavori di restauro della struttura principale, compreso il rinsaldamento delle fondamenta con il calcestruzzo, ma un grosso progetto di interventi duranto ben cinque anni si è concluso nel 2015, in cui sono state rispristinate le pareti in gesso e sostituite tutte le tegole dei tetti per la prima volta in cinquant’anni. Il castello di Himeji è tornato a splendere di un bianco accecante!

castello himeji restauro
I lavori di restauro del 2010-2015

Per l’occasione è stato anche inaugurato un nuovo sistema che permettere di visitare il castello in realtà aumentata sfruttando la wifi gratuita e il vostro smartphone: verrete guidati da Shiromaruhime, la simpatica mascotte del castello di Himeji.

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La simpatica mascotte del castello di Himeji Shiromaruhime (letteralmente la tonda principessa bianca)

Leggende e curiosità sul castello di Himeji

Il castello è associato a una serie di leggende locali tra cui quella chiamata Banshū Sarayashiki (播州皿屋敷) ovvero la “dimora dei piatti della provincia di Harima”. 
Secondo la leggenda la serva Okiku ascoltò per caso dal suo padrone i piani per una rivolta contro il signore locale. Okiku lo riferì al suo compagno, un samurai fedele e la rivolta fu domata. Il padrone scoprì il tradimento di Okiku e le tese una trappola incolpandola di aver rubato 10 preziosi piatti. Fu torturata a morte e gettata nel pozzo – si dice – del castello di Himeji. Il suo fantasma rimase legato al pozzo, dove si può ascoltare la sua voce di notte, che conta i piatti in tono dimesso. 

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Okiku ritratta come fantasma in questa stampa di Yoshitaki Utagawa (1841-1899) nella scena di uno spettacolo kabuki

Un’altra leggenda riguarda le pietre del castello – 姥が石 Ubagaishi ovvero la pietra della vecchia vedova: durante la costruzione  dell’edificio a 3 piani Toyotomi Hideyoshi finì le pietre. Una vecchia ascoltò i suoi problemi e gli diede la sua pietra da macina, sebbene gli servisse per lavorare. La gente che sentì questa storia si commosse a tal punto che donarono anche loro pietre per terminare la costruzione del castello. Si dice che questa pietra da macina possa essere quella ricoperta dalla rete metallica nel mezzo di una delle mura di pietra del complesso del castello.

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Anche i tombini celebrano l’airone bianco a Himeji

Un’altra storia di folklore locale narra di Sakurai Genbei, il mastro carpentiere di Ikeda Terumasa che, scontento della sua costruzione che secondo lui pendeva verso sudest, sconvolto si arrampicò fino alla cima del castello e saltò nel vuoto con il suo scalpello in bocca.

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James Bond e il castello di Himeji

Il castello di Himeji è stato anche raffigurato in innumerevoli opere artistiche, tra cui il film di James Bond “Si vive solo due volte” del 1967, Kagemusha (1980) e Ran (1985) entrambi di Akira Kurosawa. Perfino nel videogioco Civilisation (Revolution e V), il castello di Himeji è disponibile come “meraviglia” da costruire.

Visitare il castello di Himeji

Arrivare al castello di Himeji è semplice, in treno la stazione di Himeji si trova sulla direttrice Kyoto-Hiroshima e si può raggiungere sia in shinkansen che via JR rapid express. 
Himeji dista circa 55 minuti da Hiroshima, 19 da Okayama, 28 da Osaka e 43 da Kyoto in shinkansen, ed è una buona idea scendere e visitare il castello per spezzare il viaggio di traferimento da o verso Hiroshima lasciando i bagagli alla stazione, nei coin lockers. 
Il castello si raggiunge a piedi in pochi minuti percorrendo il viale principale che parte proprio di fronte alla stazione. 

castello himeji in primavera sakuraOltre al castello si possono visitare i giardini del castello – Koko-en – molto belli e caratteristici, con uno stagno di carpe koi estremamente suggestivo, creati nel 1995 per i 100 anni della città di Himeji. 
Il castello di Himeji diventa particolarmente spettacolare in primavera con la fioritura dei ciliegi, i cui dintorni sono piantumati ad arte per ottenere l’effetto di un castello che galleggia in una nuvola rosa. 
La visita al castello dura due ore circa, potete calcolare una visita di mezza giornata per Himeji per il vostro programma di viaggio. 

giardini di himeji
Giardini Koko-en

Accesso e orari

Aperto tutti i giorni
Inverno: dalle 9 alle 16 (il portone chiude alle 17)
Estate: (27 aprile-31 agosto) dalle 9 alle 17 (il portone chiude alle 18)
Chiuso il 29 e 30 dicembre.

Biglietti: 1000 yen per adulti, 300 yen per bambini e alunni di scuole elementari, medie e superiori (fino a 18 anni).
800 yen per gruppi di 30 o più persone.
I bambini fino a 6 anni entrano gratis.

Si può acquistare un biglietto combinato per castello e giardini a 1050 yen (adulti, 360 yen per i bambini). 

Sono disponibili anche tour guidati in inglese per maggiori informazioni visitare il sito del castello: Himejicastle.jp


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Castello di Himeji: storia e visita ultima modifica: 2019-10-20T21:00:32+00:00 da Chiara-san
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