Masanori Muraoka, 85 anni, sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki, effettuato dagli americani il 9 agosto del 1945, ha scritto un quaderno che riporta in dettaglio tutti i suoi sforzi compiuti per riuscire a trovare l’identità del bambino e il luogo in cui venne fotografato poco dopo l’esplosione.

Sebbene l’autore del quaderno non sia stato in grado di confermare le informazioni sul ragazzo, il taccuino mostra quanto Masanori ha proiettato il suo desiderio di pace sulla significativa immagine del ragazzo.

Ad oggi si crede che la foto, nota come “Il ragazzo in piedi accanto al crematorio”, sia stata scattata a Nagasaki dal fotografo americano Marine Joe O’Donnell, morto nel 2007 all’età di 85 anni. L’immagine ci mostra il ragazzo in piedi sull’attenti con il corpo di un bambino (alcuni pensano sia suo fratello n.d.r.) legato alla schiena, apparentemente in attesa della cremazione.

Quando l’immagine fu resa pubblica, nel 1989, Muraoka si rese conto di ricordare il volto del ragazzo. Affermò di averlo incontrato per la prima volta alla Scuola elementare nazionale di Zenza, nella primavera del 1945, e che ha giocato insieme a lui in più occasioni. Muraoka non ricorda però il suo nome, ma vedendo i suoi vestiti e la sua costruzione si è accorto che il bambino con cui giocava assomigliava a quello nella foto.

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Masanori aveva 11 anni quando la bomba fu lanciata su Nagasaki. Ricorda di aver incontrato di nuovo il ragazzo dopo quegli eventi, sulla montagna dietro casa sua, il ragazzo portava un bambino di circa 1 anno sulla schiena e disse che sua madre non era lì con lui. Quando Muraoka gli disse che forse lo stava cercando il ragazzo distolse gli occhi e continuò a scendere dalla montagna.

Nel gennaio 2018, il Mainichi Shimbun ha pubblicato un articolo sugli sforzi compiuti da Yoshitoshi Fukahori, 90 anni, capo del Comitato di ricerca per i registri fotografici dei bombardamenti atomici di Nagasaki presso la Fondazione Nagasaki per la promozione della pace, nel tentativo di trovare il ragazzo dell’immagine . Fukahori però non è riuscito a capire né dove fosse stata scattata la foto, né l’identità del ragazzo. Muraoka, una volta letto l’articolo, ha pensato che potesse essere il ragazzo che incontrò su quella montagna e decise così di provare a risolvere lui stesso il mistero.

Masanori Muraoka con la foto

Ha iniziato le sue indagini basandosi sui suoi ricordi e sui libri scritti sul bambino. I registri degli alunni della Zenza National Elementary School andarono persi nel fuoco. Muraoka provò allora a consultare i registri attuali delle scuole al di fuori della città di Nagasaki, ma la ricerca non portò ad alcun risultato.

Ha anche incontrato una persona che gli ha detto di conoscere il nome del ragazzo, ma nessuna delle informazioni ha portato a indizi precisi.

Il 9 agosto 1945, Muraoka era a casa, a circa 1,6 chilometri dall’epicentro della bomba. Subì pesanti ustioni a entrambe le gambe e al braccio sinistro. Per sfuggire agli incendi provocati dall’esplosione, lui e sua madre trascorsero alcuni giorni in una boscaglia di bambù sulle montagne.

Il quaderno che riporta tutti i suoi sforzi per trovare l’identità del ragazzo è stato donato alla Nagasaki National Peace Memorial Hall per le vittime della bomba atomica, che raccoglie e conserva oggetti di tutti i sopravvissuti alla bomba atomica.

La conclusione del quaderno recita: “Chiunque fosse il ragazzo in piedi davanti al crematorio, ci continua a dire quanto sia preziosa la pace e i disastri provocati dalla guerra”.

(Traduzione dell’articolo: Nagasaki survivor donates notebook on his bid to identify boy in A-bomb photo)

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