Il Mondiale di calcio Russia 2018 si è concluso ieri sera, al novantaquattresimo minuto di una partita a cui non ci si aspettava che il Giappone riuscisse ad accedere, contro un avversario che tutti hanno dichiarato subito forte. Che i samurai blu fossero diversi dalla squadra dei cartoni di Capitan Tsubasa ce lo aspettavamo tutti ma questo mondiale ha lasciato mezzo mondo a bocca aperta, insegnandoci un paio di cose in modo inaspettato. 

1. Lasciare il mondo migliore di come lo si è trovato

Il Giappone è un paese civile e i suoi cittadini sono persone educate in un modo che tutti abbiamo appreso fin da piccoli con le buone maniere, ma che da adulti ci siamo dimenticati. Ha fatto notizia dopo la prima partita col Senegal il gesto dei tifosi giapponesi di pulire gli spalti al termine della partita. La cosa che mi stupisce è che ha fatto notizia. Mi hanno insegnato che la spazzatura che uno produce, se la porta via per buttarla negli appositi contenitori. I giapponesi ce lo hanno solo ricordato, perchè dovresti lasciare le bottiglie di cocacola per terra alla fine della partita? 
Ricordiamocelo la prossima volta che andiamo al cinema e ci alziamo senza portare via il cartone vuoto dei popcorn. 

2. Il calcio è uno sport e la sportività conta

Il Giappone è passato agli ottavi di finale nonostante i punti di partite vinte/pareggiate e differenza reti con il Senegal fossero identiche. E’ passato agli ottavi perchè ha vinto il Fair Play, con meno cartellini rossi ed espulsioni dirette. Sebbene si possa anche discutere sul fatto che un arbitro possa avere un metro di giudizio diverso da un altro, il messaggio importante che è passato è che GIOCARE SPORTIVO è GIOCARE LEALE e questo comportamento è da premiare. 
Il Giappone è passato perchè ha avuto un comportamento in campo più leale e meno falloso del Senegal, questo è un buon esempio da mostrare con orgoglio specie ai più piccoli, perchè imparino che lo spirito di sportività viene prima del risultato finale. 

3. I samurai blu hanno unito gli italiani

Il mondiale orfano della squadra italiana ha unito le persone scegliendo il Giappone come squadra da tifare. Ne hanno parlato anche i giornali nazionali, la maggior parte dei tifosi italiani hanno sostenuto il Giappone a questi mondiali. Noi nel nostro piccolo abbiamo perfino creato un gruppo Facebook per commentare le partite e discuterne tra noi. Abbiamo gioito, pianto, ci siamo emozionati insieme, abbiamo guardato increduli il contropiede del Belgio che ha sancito la fine della favola mondiale del Giappone. Il tifo ci ha uniti, facendoci divertire. Non è in fondo lo scopo dello sport?

4. I giapponesi sono nerd e se ne vantano

E’ quello che ho pensato quando ho visto apparire il bandierone con l’effigie di Capitan Tsubasa (Holly di Holly e Benji) alla fine della partita col Belgio. Solo loro avrebbero potuto tirare fuori un drappo del genere, e diciamoci la verità.. quanto ci è piaciuto? 😀

5. I Samurai blu hanno vinto il mondiale dell’onore e della dignità

 

Avranno perso la partita contro il Belgio, ma i Giapponesi ci hanno regalato quindici giorni di emozioni e bel calcio. Nessuno credeva che riuscissero ad arrivare così avanti, eppure sono riusciti a giocare gli ottavi. Il secondo tempo della partita col Belgio ci ha regalato emozioni incredibili coi due gol infilati nel giro di pochi minuti, la rocambolesca parata doppia, il palo del Belgio e una serie di belle azioni. 
La foto qui sopra ritrae lo spogliatoio giapponese a Rostov dopo la partita. Non c’è una carta per terra, è tutto pulito e in ordine e i samurai hanno lasciato un biglietto con scritto “grazie” in cirillico. Un gesto delicato, immaginando il morale e i pensieri del dopo partita. I Giapponesi avranno anche perso l’occasione di arrivare in finale, ma sono sicuramente usciti vincitori e a testa alta dimostrando di essere pericolosi avversari ed educati cittadini. 

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