Le esplosioni nucleari, avvenute in Giappone nel ’45 a opera degli Stati Uniti, hanno cambiato radicalmente la storia dell’uomo. Un evento catastrofico che mai prima di allora aveva visto l’utilizzo di una forza così potente e distruttiva.

Migliaia di persone hanno perso la vita negli attimi successivi alla deflagrazione e molte altre l’avrebbero persa di lì a poco; giorni, mesi, anni.

Innumerevoli sono le storie che ci sono giunte. Storie di persone innocenti che si sono ritrovate nel bel mezzo di un’apocalisse, di qualcosa di molto più grande di loro. Storie di persone che in pochi secondi sono state letteralmente spazzate via. Quelle di altre che hanno dovuto combattere una guerra personale che sarebbe durata tutta la vita. Storie di altri che hanno lottato, ma non ce l’hanno fatta.

In quest’ultima categoria troviamo la storia di Sadako Sasaki (佐々木禎子), una ragazzina nata a Hiroshima (広島) il 7 gennaio del 1943, in pieno conflitto. Sadako viveva con la sua famiglia, cresceva sana e robusta.
Il 6 agosto del 1945 aveva poco più di due anni e si trovava a circa 1,5 km dal punto dell’esplosione della bomba atomica.
Quando la terribile onda d’urto colpì la sua casa, la piccola fu scaraventata fuori dalla finestra. Sua madre, immediatamente, tentò di fare il possibile per ritrovarla; Sadako era lì fuori, ancora viva. Con la casa distrutta e senza un riparo però le due donne furono facile bersaglio della pioggia nera (materiale altamente radioattivo coinvolto nell’esplosione che ricade sotto forma di cenere e pulviscolo).

Sadako crebbe sana e vivace, era una bambina come tutte le altre. Nel novembre del 1954, però, dopo uno svenimento, fu ricoverata e le fu diagnosticata una grave forma di leucemia.

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Nei giorni seguenti la dolorosa diagnosi, Sadako, bambina forte e che non si perdeva d’animo, venne a conoscenza di un’antica leggenda secondo la quale chiunque fosse riuscito a realizzare 1000 gru con la tecnica dell’origami (折り紙) avrebbe avuto a disposizione un desiderio. Da quel giorno – fino, purtroppo, a quello della sua morte – nella sua mente ci fu un unico e solo obiettivo. Sadako creò una gru dopo l’altra, utilizzando qualsiasi tipo di carta potesse avere a disposizione.
Il suo sogno però non si avverò: il 25 ottobre 1955, all’età di dodici anni, fu sconfitta dalla malattia e venne sepolta insieme a tutte le sue gru.

Esistono varie versioni sull’effettivo numero di gru create: chi afferma che sia riuscita a realizzarne più di 1300 chi invece è convinto che si sia fermata a 644 e che le gru restanti siano state fatte dai suoi amici.

Nel 1958, nel parco del Memoriale della Pace, è stata posta una statua di Sadako mentre alza una gru d’oro verso il cielo.

 

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4 Commenti

  1. Davvero molto toccante. Conoscevo questa storia per sentito dire, ma grazie a te ho potuto colmare la mia lacuna. Grazie mille

  2. Ciao Francesco (e bravo!) e ciao a tutti.
    Ho conosciuto anche io questa storia un giorno che cercavo ispirazioni musicali e con un mio collega musicale in poche ore abbiamo fatto nascere un omaggio a questa fenomenale bimba e alla sua commovente storia collegandoci alla versione che racconta di una gru sulla quale lei aveva scritto quel suo desiderio.

    Lascio un link qui sotto al video che ne è nato.
    Non è pubblicità, solo pura condivisione col Cuore.
    Spero possa ispirare e far riflettere…e, se piace, essere condiviso.

    https://youtu.be/qqzqYboGNaQ

    Claude

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