La corazzata Yamato era il fiore all’occhiello della Marina Imperiale Giappones ed incarna il puro spirito nipponico. Nasce per simboleggiare la grandezza e la potenza del Giappone e della sua ingegneria navale e muore in una missione suicida cercando di proteggere i suoi figli pronti a sacrificarsi per il bene della patria nelle prime fasi della Battaglia di Okinawa. La corazzata Yamato era (ed è tuttora) la nave da guerra più grande mai costruita, con le sue 73000 tonnellate a pieno carico e un potenziale bellico spaventoso.

La storia e il significato di questa nave sono molto interessanti. Considerata indistruttibile, ricalcava alla perfezione la considerazione che il Giappone e il suo esercito avevano di sé poco prima l’inizio della Guerra del Pacifico. Il progetto, che porterà alla sua realizzazione, nasce proprio negli anni in cui l’Impero nipponico è all’apice della sua impresa di conquista dei territori dell’Estremo Oriente. Si era addirittura diffusa la leggenda che l’Impero non sarebbe mai potuto essere sconfitto finchè la Yamato avesse solcati i mari.

Nel marzo del 1937 il primo disegno della Yamato, dopo una lunga sperimentazione su modelli in scala, fu consegnato e approvato. La costruzione iniziò il 4 novembre 1937 e il varo avvenne l’8 agosto 1940. Fu a disposizione della marina militare solo dal 16 dicembre 1941, pochi giorni dopo l’attacco a Pearl Harbour e lo scoppio della guerra contro gli Stati Uniti. La corazzata partecipò ad alcune delle più importanti battaglie navali della Seconda Guerra Mondiale: dalla battaglia delle Midway a quella delle Marianne, da quella di Leyte fino alla sua ultima apparizione durante la battaglia di Okinawa con la famosa Operazione Ten-Go.

La Yamato fu la nave ammiraglia del comandante Yamamoto. A causa della sua enorme stazza si rivelò però molto lenta e di difficile manovrabilità. Spesso rimaneva ferma nei vari porti militari giapponesi e, durante le battaglie, raramente è riuscita a entrare in contatto con il nemico.

- Advertisement -

OPERAZIONE TEN-GO

Con il nome  “Operazione Ten-go” si indica l’ultima significativa operazione militare navale intrapresa, nell’aprile del 1945, dalla Marina Imperiale giapponese. Questa operazione era stata studiata con il chiaro intento di difendere l’isola di Okinawa, divenuto obiettivo degli americani che già avevano preso il controllo di Saipan e Iwojima. Si trattava di un piano suicida che prevedeva l’utilizzo della forza marina senza l’aiuto e la copertura degli aerei. Gli scopi dell’azione erano due: allontanare le portaerei americane per favorire l’attacco dei Kamikaze e raggiungere la costa dell’isola dove, una volta arenatesi, le navi avrebbero iniziato una forte operazione di difesa contro l’attacco statunitense. Gli equipaggi avevano, inoltre, ricevuto l’ordine di fiancheggiare le forze di terra una volta che le loro navi fossero state distrutte. Punta di diamante dell’operazione era la nave corazzata Yamato rifornita con il solo carburante sufficiente per il viaggio di andata.
La squadra partì dal porto di Tokuyama nel pomeriggio del 6 aprile 1945. Si sperava di poter procedere il più possibile nell’anonimato così da sfruttare al meglio l’effetto sorpresa. Ogni speranza fu però abbandonata la mattina del 7 aprile quando un ricognitore e due sottomarini americani avvistarono il gruppo di navi giapponesi.

Il momento dell’esplosione della Yamato

Una volta venuti a sapere della posizione della flotta nipponica gli statunitensi ebbero gioco facile nel neutralizzarla. Intorno alle ore 12:00 iniziò l’attacco con una serie di ondate di più di 400 aerei che colpirono più volte la corazzata. Intorno alle 14:20 la Yamato si arrese, un deposito di munizioni esplose facendola inclinare da un lato. La nave affondò molto rapidamente portando con lei circa 2400 uomini. Il comandante della flotta, il viceammiraglio Seiichi Itō, si rifiutò di fuggire e si inabissò insieme a ciò che rimaneva della corazzata.

CONCLUSIONE

Il tragico destino della Yamato fu un contraccolpo terribile per la popolazione e per l’esercito giapponese. La nave, ritenuta inaffondabile, era stata facilmente sovraffatta dagli americani, sempre più vicini alla vittoria della guerra. Ma la cosa che più turbò le persone fu il significato simbolico che questo evento portava con sé: la parola Yamato viene spesso utilizzata per definire in modo elegante, raffinato, romantico il Giappone. La triste fine della nave corazzata era vista come una chiara metafora della fine dell’Impero e del progetto della Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale.

La corazzata Yamato (大和) e l’Operazione Ten-go (天号作戦) ultima modifica: 2018-03-16T10:34:27+01:00 da Francesco D'Andrea
- Advertisement -

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.