Invece del solito shopping natalizio o per sfuggire alle temibili cene coi parenti, fino al 14 gennaio potete visitare la mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro” al Museo dell’Ara Pacis a Roma.

La mostra propone un percorso nel favoloso mondo del grande maestro Hokusai (1760-1849). Nella prima parte, dedicata alle stampe di luoghi celebri, le famose meishoe, l’attenzione maggiore è rivolta al Monte Fuji. Sono presenti le tre famose stampe che ritraggono il sacro vulcano – La [grande] onda presso la costa di Kanagawa, Giornata limpida col vento del sud [Fuji rosso] e Temporale sotto la cima – e altre stampe della serie Trentasei vedute del monte Fuji, alcune delle quali erano presenti anche alla mostra dello scorso anno a Milano, “Hokusai, Hiroshige, Utamaro”.

Le due opere che più colpiscono in questa prima parte sono però due rotoli dipinti a inchiostro e colore su seta, uno di Hokusai e l’altro di Totoya Hokkei (1780-1850). Le due opere raffigurano entrambe il Monte Fuji e colpiscono per la loro delicatezza e per la bravura dei due artisti che, nel dipinto su seta, non potevano permettersi errori. Seguono, in questa prima parte, le stampe di Keisai Eisen (1791-1848) che si dedica al paesaggio a partire dal 1835.
Interessanti sono le sue rappresentazioni di luoghi celebri dove l’artista invece che dare spazio solo al paesaggio decide di abbinarli a delle beltà. In alcune stampe il luogo celebre occupa la parte superiore del foglio, in altre invece è relegato in una piccola cornice; le beltà diventano le vere protagoniste, impegnate a lavarsi, leggere, scrivere, suonare e dipingere, colpiscono per i loro kimono sgargianti e curati nei minimi dettagli.

La seconda parte della mostra è dedicata alla beltà, abbiamo non solo stampe ma anche dipinti su carta o su seta nel formato del rotolo verticale da appendere. Vengono rappresentate cortigiane e geisha nei quartieri di piacere ma anche donne comuni nelle loro attività quotidiane. Il confronto tra Hokusai e Eisen, ma anche con altri allievi del grande maestro, è continuo, per permettere al visitatore di comprendere diversità e similitudini tra i vari artisti. È interessante osservare lo stesso tema o la stessa scena interpretata da differenti personalità. Ciò che colpisce, come le già citate beltà abbinate ai luoghi celebri, sono le pettinature sfarzose delle donne rappresentate e i loro raffinati kimono, che diventano essi stessi un’opera d’arte. Una sottosezione è dedicata  alle abunae, le immagini pericolose, dove si lascia intuire la scena amorosa, spesso tra amanti clandestini senza però rappresentare l’atto sessuale, e alle stampe erotiche – shunga – dove invece l’atto sessuale è esplicito.   

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La terza parte è dediacata ai surimono. Si tratta di biglietti augurali, calendari, annunci e inviti a raduni di circoli artistici, letterali, incontri poetici, spettacoli teatrali e cerimonie del tè. Si tratta di un produzione commissionata da una cerchia ristretta, le immagini sono più pacate e dai colori meno sgargianti, non sono piene come le tradizionali stampe realizzate per il ceto medio e spesso sono accompagnate da versi in poesia o in prosa.

L’ultima parte è dedicata alla natura con una selezione di rotoli da appendere che rappresentano animali come aquile, tartarughe, tigri, galli e draghi, e ai Manga di Hokusai, realizzati dal maestro per essere utilizzati come manuali per imparare a disegnare e che permettono a noi di addentrarci nel suo variegato mondo.

Il percorso della mostra è molto confusionario ma seguendo le indicazioni sarà facile non perdere il filo dell’esposizione e potrete lasciarvi andare tra queste meraviglie. Inoltre il continuo confronto con Eisen e altri artisti, nonché la presenza di diverse tecniche artistiche permette al visitatore di comprendere un po’ più a fondo il variegato mondo dell’arte giapponese.

Dove

ROMA – fino al 14 gennaio 2018
Museo dell’Ara Pacis
lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)

La mostra di Hokusai a Roma, sulle orme del Maestro ultima modifica: 2017-11-28T23:22:02+01:00 da Marta Rovida
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