Quasi 10 anni dopo la prima importante mostra dedicata a Hiroshige a Roma, il maestro delle stampe della natura torna nuovamente nella capitale, con una ricca e importante mostra monografica che ci illustra tutta la sua produzione, dalle primissime stampe fino a quelle che l’hanno reso più celebre, come le Cinquantatré stazioni posta del Tōkaidō e le Cento vedute famose di Edo.

La mostra HIROSHIGE. VISIONI DAL GIAPPONE si svolge presso le Scuderie del Quirinale a Roma, ed è visitabile fino al 29 luglio.

La mostra, con una selezione di circa 230 opere appartenenti a prestigiose collezioni che provengono da Italia, Giappone e Stati Uniti, permette di ammirare il tema della natura declinato dallo stile affascinante e raffinato di Hiroshige: dalle più note serie di vedute, alle xilografie policrome di fiori insetti e animali tra le più ammirate, fino ai disegni originali ancora intatti.

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Il progetto è curato da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson e ci permette di ammirare il tema della natura declinato dallo stile affascinante e raffinato di Hiroshige: dalle più note serie di vedute quali Cento vedute della Capitale di Edo e Cinquantatre Stazioni di posta del Tokaidō, alle silografie policrome di fiori insetti e animali tra le più ammirate, fino ai disegni originali ancora intatti.

Con le xilografie policrome del Mondo Fluttuante Hiroshige è conosciuto come il “maestro della pioggia e della neve”, celebre per le illustrazioni di paesaggi e vedute del Giappone nelle quattro stagioni e nelle varie condizioni atmosferiche: immagini molto in voga nella cultura dell’epoca.

Le stampe ukiyo-e

Gli anni Trenta dell’Ottocento hanno segnato l’apice della produzione ukiyo-e: fu in questo periodo, infatti, che vennero realizzate le xilografie più famose, come I 108 eroi del Suikoden (1829) di Kuniyoshi, serie che lo rese famoso; le Trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai (1830-1832), a cui Hiroshige fece seguire, in risposta, la sua serie dedicata alle Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō, realizzata tra il 1833 e il 1834. Un filone artistico che esprimeva il gusto e la moda del momento.

Hiroshige entrò a 15 anni nella scuola Utagawa sotto Toyohiro, scuola specializzata nelle stampe di attori (yakushae) e beltà (bijinga); tuttavia la sua produzione si discostò da queste tematiche tradizionali, e si impose sul mercato con decine di serie che illustravano soggetti di natura, come fiori, pesci e uccelli, oltre che paesaggi e vedute celebri del Giappone (meisho) nelle quattro stagioni.

Ciò che rese famoso Hiroshige, distinguendolo nettamente dagli altri artisti ukiyo-e dell’epoca, fu il suo punto di vista alternativo con cui cercava di esaltare la bellezza delle località e la vivacità delle attività umane.

All’inizio si cimentò col formato orizzontale che portò alla sua massima espansione nel trittico, ma a partire dagli anni Cinquanta iniziò a prediligere il formato verticale, decisamente più efficace nella resa prospettica e più d’impatto come taglio, pertanto adatto alle costruzioni innovative di Hiroshige, che segnarono un cambio epocale all’interno del filone classico del paesaggio.

Hiroshige sfruttava l’asimmetria della composizione, in un equilibrio di pieni e vuoti che si controbilanciano nello spazio del foglio, ma anche la costruzione per strati sovrapposti dell’immagine e punti di vista multipli. Inoltre, utilizzava la tecnica per cui poneva un elemento in primissimo piano, come in una specie di close-up fotografico, lasciando gli altri elementi del paesaggio sullo sfondo. Una novità stilistica che lo contraddistinse nel ricco mercato delle stampe paesaggistiche del periodo.

La mostra

Grazie a questa magnifica mostra possiamo conoscere più da vicino l’intera produzione di Hiroshige, permettendoci di apprezzarla al meglio.

La mostra si apre presentando un’introduzione all’opera di Hiroshige con le primissime xilografie databili tra il 1820 e il 1830: vedute, parodie, surimono e l’esordio sui temi della natura. Hiroshige inizia già a dimostrare il suo talento nell’affrontare i temi legati alla tradizione di beltà con la tecnica della xilografia policroma (nishiki-e).

In seguito, ci vengono presentate le sue opere principali, dedicate al Tokaidō e Kisokaidō. Hiroshige, infatti, dedica oltre trenta serie alla via principale di transito che collegava Edo all’antica capitale Kyoto.

La prima serie delle Cinquantatré stazioni di posta del Tokaidō uscì intorno al 1833 e si compone di 55 stampe totali, essendo comprese nell’elenco anche la stampa della partenza, Nihonbashi a Edo e l’arrivo a Kyoto al ponte di Sanjō. I paesaggi proposti da Hiroshige nelle sue serie erano reali e divennero, con la diffusione delle sue immagini, dei luoghi celebri (meisho), riconosciuti e ricercati da tutti sia come meta da raggiungere sia come immagine ricordo da portare con sé.

Tra il 1834 e il 1842 Hiroshige pubblicò la serie delle Sessantanove stazioni di posta del Kisokaidō, l’altra via di comunicazione tra Edo e Kyoto che passava all’interno, attraverso le montagne.

La sezione successiva è dedicata alle Vedute dei luoghi lontani, con la serie delle Illustrazioni di luoghi celebri delle sessanta e oltre province, e altri paesaggi del Giappone, a cui Hiroshige si dedicò dagli anni Trenta fino alla fine degli anni Cinquanta.

Nel 1858 sperimentò il potenziale del formato verticale nella serie Trentasei vedute del Fuji, con cui fece eco all’opera di Hokusai, e in particolare alla Grande Onda di Kanazawa, con l’opera Il mare di Satta nella provincia di Suruga: qui possiamo notare un’impostazione grafica innovativa che risentiva delle tecnologie importate dall’Europa, che hanno anticipato la fotografia.

Non può ovviamente mancare la sezione dedicata alle immagini della natura: Fiori, Uccelli e Pesci che hanno caratterizzato e reso famoso in tutto il mondo Hiroshige. Qui possiamo ammirare in particolare la serie di xilografie dei “Grandi Pesci”.

Per la raffigurazione di fiori e uccelli Hiroshige predilige il formato verticale lungo e stretto, dove i due elementi tracciano una diagonale immaginaria sul foglio in un equilibrio di pieni e vuoti.

Spostandoci nella sezione successiva, ci viene presentato un aspetto per lo più inedito di Hiroshige, quello delle Parodie e delle stampe umoristiche, una produzione di xilografie a carattere comico basate sulla parodia di anti chi eventi o racconti classici, qui rappresentato da una selezione di opere realizzate tra il 1840 e il 1854.

Le ultime sale sono dedicate alle Vedute della Capitale Orientale. Qui Edo è il soggetto di una serie di dieci fogli dal titolo Luoghi celebri della Capitale Orientale, pubblicati tra il 1831 e il 1832 che segnarono il  debutto sul mercato di Hiroshige.

Ciò segnò l’inizio di una lunga serie di xilografie dedicate alla capitale orientale e ai suoi luoghi celebri che culminarono nel capolavoro che concluse la carriera di Hiroshige, le Cento vedute dei luoghi celebri di Edo, pubblicato a partire dal febbraio 1856 fino all’ottobre del 1858, poco dopo la sua morte, qui rappresentata con un’importante selezione di stampe.

A corollario di questa eccezionale mostra trovate un fitto calendario di incontri, attività culturali e laboratori didattici, per approfondire al meglio le tradizioni artistiche e culturali che fanno da sfondo alle immagini del mondo fluttuante, con incontri dedicati alla scoperta della Cerimonia del Tè e dell’Ikebana, un laboratorio di carta washi e attività dedicate al kimono e al sakè.

Informazioni Utili:

Hiroshige. Visioni dal Giappone.
Scuderie del Quirinale. Dal 1 marzo al 29 luglio

Le Scuderie del Quirinale in via XXIV Maggio 16

Orari di apertura al pubblico
Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura

Gli orari sono gli stessi anche per i giorni festivi

Biglietti

Tutti i biglietti includono l’audioguida in italiano e inglese

Intero € 15,00
Ridotto € 13,00

Cortesia €2,00
Ingresso gratuito fino ai 6 anni

Biglietto Open € 20,00 + prevendita €2.50 (valido per un ingresso in qualunque giorno e orario)

 

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