Il 6 agosto del 1945 gli Stati Uniti d’America sganciano la bomba atomica su Hiroshima. Questo è uno di quei giorni che dobbiamo ricordare sempre, noi e tutte le generazioni future. Uno di quei giorni da non dimenticare mai. Dobbiamo parlarne ai nostri figli, ai nostri nipoti. Spiegargli dove l’odio e la cattiveria umana possono arrivare, nella speranza che non accada più nulla di simile.

Da quel terribile agosto il mondo è cambiato. È accaduto qualcosa che mai prima l’uomo aveva mai nemmeno pensato. L’utilizzo di un’arma così potente da strappare dalla Terra la vita di decine di migliaia di persone in pochi istanti e condannandone altrettante a sofferenze atroci per gli anni a venire.

 

Il 6 agosto del 1945 è venuta alla luce tutta la brutalità dell’uomo, incurante del destino dei suoi simili quando sul tavolo delle trattative c’è il potere e il dominio.

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Erano le 8:17 di un normalissimo giorno di una Hiroshima che, come tutte le città giapponesi, stava vivendo il più duro periodo dall’inizio della guerra contro gli americani. Il Giappone era sempre più in ginocchio, circondato dal nemico che ormai era alle porte e progettava la terribile e temuta “invasione”. A peggiorare le cose il gioco tra Generali – che volevano continuare a combattere – e Imperatore – che invece era indirizzato verso la resa – complicava ulteriormente la situazione di un paese che ormai era arrivato allo stremo delle forze.

E invece no! L’invasione non c’è stata. Dall’altra parte dell’Oceano avevano altri progetti. Le vite americane erano più importanti di quelle giapponesi (è una frase difficile da scrivere e da leggere ma in guerra, purtroppo, funziona così). A est del Pacifico da mesi stavano studiando la soluzione ultima, quella che avrebbe posto fine a tutto. Un’arma così potente da distruggere un’intera città in pochi istanti. Uno studio che stavano portando avanti tutti: americani, russi, tedeschi e perfino i giapponesi. Sì, anche loro avevano un progetto atomico.

I primi a completarlo sono stati, però, gli americani. Fieri del loro primato hanno deciso che era giunto il momento di provare la loro nuova arma sul campo di battaglia. E allora quale miglior posto di un Giappone che, nonostante un potenziale bellico sempre meno efficiente, continuava imperterrito a combattere e a creare problemi? E quale miglior momento se non quando anche i Russi iniziavano a muoversi sul fronte giapponese, dopo essersi liberati di quello tedesco in Europa?

I motivi che hanno portato gli Stati Uniti a decidere di utilizzare la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki sono ancora oggi motivo di studio e dibattito. C’è chi afferma che il motivo principale è stato quello di scongiurare l’invasione americana sul suolo giapponese così da evitare decine di migliaia di morti americani – visti i numeri che sono venuti fuori dopo l’operazione che ha portato alla conquista dell’isola di Okinawa. Altri affermano che l’obiettivo primario è cambiato radicalmente durante la Conferenza di Potsdam (17 luglio – 2 agosto 1945), dopo che il Presidente Truman ha avuto la conferma della “voglia di Giappone” di Stalin.

Potremmo star qui a parlare per ore, o giorni. Non sapremo mai veramente il perché. Possiamo però fare una cosa. Quella scritta all’inizio di questo articolo: ricordare!
Ricordare tutti insieme, uniti. Commemorare le vittime di questa immane tragedia. Ricordare tutti quelli hanno sofferto a causa della crudeltà umana, della cieca ricerca di supremazia.

Il 6 agosto del 1945 Hiroshima è stata completamente distrutta, sono stati letteralmente spazzati via tutti i suoi figli.
Il nostro dovere è quello di far sì che dal 7 agosto del 1945 l’umanità abbia capito che c’è un limite oltre il quale non bisogna più andare. Un limite da non attraversare mai più.

 

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