Arnold Genthe (1869 – 1942) fu un fotografo nato in Germania ed emigrato in America a 26 anni. Si fece un nome fotografando la Chinatown di San Francisco, ma anche con le foto dell’alta società. Nel 1908 Genthe seguendo il suo interesse per le stampe ukiyo-e, nato dall’incontro con lo studioso di arte giapponese Ernest Fenellosa, passò sei mesi a visitare e fotografare il Giappone. 

Le fotografie, parte di una collezione più vasta, sono state acquisite dalla Libreria del Congresso Americano, dove sono tuttora conservate, e offrono un raro ed autentico punto di vista su come il Giappone appariva 100 anni fa.

In ogni caso fotografare il Giappone come fece Genthe non fu di certo stato facile. Come dice Terry Bennet (autore del libro Fotografia in Giappone 1853-1912), Genthe era “naturalmente portato per le lingue” e “aveva un ottimo livello del Giapponese parlato, oltre ad aver studiato ed imparato 300 Kanji”. Tuttavia la metodica preparazione di Genthe non fu sufficiente e gran merito del suo successo è da attribuire alla fortuna. Per caso Genthe incontrò un “anziano signore in vacanza con suo figlio e la nuora” e fu capace di convincerli ad accompagnarlo nel suo viaggio offrendosi di pagare tutte le spese. Nella sua autobiografia Genthe dice che fu grazie alla loro presenza che lui vide e visse molte cose del vero Giappone e che senza i suoi nuovi amici, tantissimo gli sarebbe rimasto sconosciuto.

Sfortunatamente l’itinerario di Genthe non è molto dettagliato e non c’è modo di sapere dove molte delle foto siano state scattate, ma lui menziona di aver visitato Kyoto, lo Shikoku e l’Hokkaido, passando molto tempo con l’amichevole popolo Ainu.

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Un altro dettaglio succoso dal libro di Bennett:

“Genthe ottenne dall’allora ministro della Guerra Giapponese un permesso ufficiale di fotografare, ma tale permesso aveva una lunga lista di restrizioni.  Prima di tutto gli era proibito fotografare a meno di 30 miglia (48Km) da una qualsiasi fortificazione e non gli era consentito fotografare un qualunque luogo visitato dall’imperatore. Inoltre non poteva scattare foto prima di aver avvertito il capo della polizia locale che avrebbe istruito un ufficiale per accompagnarlo.  Genthe scoprì che questi ufficiali, per quanto cortesissimi, non gli avrebbero permesso il minimo sgarro dalle regole”.  Veramente il Giappone non cambierà mai!

 

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