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Il Rinascimento giapponese. La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo @ Firenze
Ott 3 2017–Gen 7 2018 giorno intero

Il Rinascimento giapponese. La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

Lo splendore della cultura artistica giapponese e il suo profondo rapporto con la natura si dispiegano in 39 straordinari dipinti su paravento, forma caratteristica dell’arte giapponese, alcuni dei quali visibili al pubblico per la prima volta

Si apre agli Uffizi una grande mostra, la prima del suo genere in Europa, sull’arte giapponese corrispondente al periodo italiano dal primo Rinascimento agli inizi del Seicento: si tratta di paraventi pieghevoli e porte scorrevoli, molti dei quali Tesori Nazionali e Proprietà Culturali Importanti e provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. Le opere, su carta e perciò delicatissime, saranno esposte in tre rotazioni di 13 alla volta, al fine di garantirne la conservazione dall’esposizione alla luce.

Questo evento corona il centocinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali tra Italia e Giappone intraprese con la firma del Trattato di Amicizia e di Commercio il 25 agosto 1866. « Italia e Giappone si incontrano quindi agli Uffizi e la cultura si rivela così un ponte sul quale due grandi Paesi, eredi di antiche civiltà forti di solide tradizioni, rinnovano la propria amicizia. Un legame antico, consolidato dalle numerose iniziative culturali realizzate nei due Paesi per celebrare questa importante ricorrenza.» (Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo).

Si tratta di una selezione di 39 grandi pitture di paesaggio e natura, molte delle quali difficili da vedere anche in Giappone perché non esposte al pubblico, nel classico formato del paravento pieghevole (byōbu) e delle porte scorrevoli (fusumae). Con questa rassegna si mette in scena il periodo d’oro della produzione artistica giapponese, tra l’epoca Muromachi e l’inizio dell’epoca Edo (XV – XVII secolo), in cui emergono ideali estetici tra loro opposti, e ancora oggi riconoscibili nel paese. Da una parte infatti abbiamo la pittura monocroma ed evocativa, fatta di vuoti interrotti da linee essenziali e veloci, legata alla filosofia zen e alla cultura cinese: non è un caso che questo tipo di bellezza severa abbia incontrato i gusti della classe guerriera a partire già dall’epoca Kamakura, (1185–1333), e che quello stile fosse utilizzato per decorare templi e residenze di samurai. Di segno opposto è la pittura più squisitamente giapponese, con fondi oro e campiture piatte di colore su cui si stagliano delicati elementi naturali: più esplicita e narrativa, essa era adatta a decorare grandi residenze aristocratiche e borghesi, castelli e palazzi. In mostra, paesaggi dalle  atmosfere rarefatte e simboliche – di sommi artisti quali Hasegawa Tōhaku, Kaihō Yūshō, Unkoku Tōgan – si confrontano con dipinti della tradizione Kanō, rappresentanti fiori e uccelli, le quattro stagioni, luoghi divenuti celebri grazie alla letteratura e alla poesia rappresentati con colori brillanti secondo le modalità dello yamatoe. Queste gioiose atmosfere, traboccanti gratitudine per le bellezze del creato, così come i caratteri zen riconducibili all’austerità, alla povertà, all’imperfezione, all’irregolarità di forme e materiali, esprimono una concezione della natura come specchio dell’animo umano già presente da secoli e definita con il termine mono no aware, “il sentimento per le cose”. Un insegnamento prezioso e uno spunto di riflessione anche per l’Occidente, per una riconsiderazione dell’ambiente e del rapporto dell’uomo con esso.

La bellezza e la mutevolezza dell’universo che ci circonda – espresse nelle dimensioni imponenti di uno o più spesso due paraventi, a due o sei ante, affiancati l’uno all’altro, o nei pannelli delle porte scorrevoli che dividevano le stanze – comunicano il profondo legame che lega il popolo giapponese alla natura. L’uomo ne diventa parte integrante, immergendosi nel paesaggio con l’attitudine panteistico shintoista che sta alla base di tutta la cultura letteraria e visiva del Giappone.

Come afferma Miyata Ryōhei Commissario del Bunkachō (Agenzia per gli Affari culturali del Giappone) «questa rassegna offre al pubblico italiano la possibilità di ammirare lo splendore della cultura artistica giapponese e comprenderne la profonda sensibilità nei confronti della natura.»

Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, rileva altresì «che i meccanismi di committenza in Oriente non erano diversi da quelli di una qualsiasi corte rinascimentale e barocca in Europa, né da quello che vediamo ora nella nostra società capitalistica: i paraventi che decoravano residenze, castelli e templi giapponesi erano manifestazione del prestigio del proprietario o del donatore e dovevano rispecchiarne l’autorità, la ricchezza, il potere culturale, il livello d’istruzione. Nel Giappone delle epoche Muromachi, Momoyama e dell’inizio di quella Edo – dal secondo Trecento al primo Seicento, dunque quasi esattamente nello stesso periodo in cui in Europa si affermano Masaccio, Piero della Francesca, Raffaello, Michelangelo, Grünewald, Tiziano, Caravaggio – si assiste a uno sviluppo di committenze che porterà a un’altrettanto grande fioritura delle arti, che possiamo senz’altro definire “rinascimento giapponese”.»

La mostra curata, come il catalogo edito da Giunti, da Rossella Menegazzo (professore dell’Università degli Studi di Milano) con la con la collaborazione di  Asaka Hiroshi, Watada Minoru, Tsutsui Tadahito è organizzata dalla Gallerie degli Uffizi in collaborazione con l’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e con il supporto dell’Ambasciata del Giappone in Italia e promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le Gallerie degli Uffizi, il Bunkachō (Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone), l’Ambasciata del Giappone, l’Università degli Studi di Milano e Firenze Musei.

Enti promotori

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Gallerie degli Uffizi
Bunkachō (Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone)
Ambasciata del Giappone
Università degli Studi di Milano
Firenze Musei

Sede espositiva 
Aula Magliabechiana, Uffizi

Periodo della mostra                
3 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

Prezzo del biglietto
La mostra è inclusa nel biglietto degli uffizi info

La mostra è stata organizzata dalle Gallerie degli Uffizi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone

Orario
La mostra segue l’orario degli Uffizi info

Ott
4
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Kuniyoshi Utagawa – Il visionario del mondo fluttuante @ Milano
Ott 4 2017–Gen 28 2018 giorno intero
Kuniyoshi Utagawa - Il visionario del mondo fluttuante @ Milano

Al Museo della Permanente di Milano i capolavori del Maestro dell’ukiyoe

dal 4 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018

KUNIYOSHI

Il visionario del mondo fluttuante

La mostra, la prima monografica dedicata all’artista in Italia, vuole presentare la produzione di Kuniyoshi nella sua interezza, evidenziando la strabiliante capacità tecnica e la capacità inventiva di questo maestro visionario attraverso una selezione di 165 silografie policrome tutte provenienti dal Giappone. Il percorso si divide in sezioni tematiche: Mushae (immagini di guerrieri ed eroi), Fantasmi e creature immaginarie, Beltà femminili, Paesaggio, Giochi e ombre. Due approfondimenti sono inoltre dedicati alle grandi passioni di Kuniyoshi: gli eroi del Suikoden e i gatti, costante presenza in tutta la sua opera per cui viene ancor maggiormente apprezzato e considerato il genio dell’ukiyoe.

INFORMAZIONI

Milano, Museo della Permanente, via Filippo Turati 34

ORARI
tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 19,30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

GIORNI E ORARI STRAORDINARI

1 – 2 novembre; 8 dicembre; 25 – 26 dicembre; 1 e 6 gennaio
dalle ore 9,30 alle 19,30

BIGLIETTI (audioguida inclusa)

Intero: € 13
Ridotto: € 11

INFOLINE E PREVENDITE: tel. 0299901905 – www.vivaticket.it

PRENOTAZIONI VISITE GUIDATE GRUPPI E SCUOLE:
info@adartem.itwww.adartem.it

Mondi bizzarri, paesaggi visionari, donne bellissime, ma anche attori kabuki, gatti, carpe e animali mitici e fantastici, oltre a leggendari eroi, samurai e briganti. Sono i protagonisti delle opere di  Utagawa Kuniyoshi (1797-1861) a cui, negli ultimi anni, in Giappone e nel mondo, son state dedicate numerose mostre.

E ora anche l’Italia, per la prima volta, rende omaggio a Kuniyoshi, maestro indiscusso di inizio Ottocento dell’ukiyoe –  genere di stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno – e che così tanta influenza ha avuto sulla cultura dei manga, degli anime (film di animazione giapponesi e non), dei tatuaggi e della cultura pop in generale contemporanea.

La mostra Kunyioshi. Il visionario del mondo fluttuante, prodotta da MondoMostre Skira e curata da Rossella Menegazzo, che si apre il 4 ottobre al Museo della Permanente di Milano (fino al 28 gennaio 2018), presenterà la produzione di Kuniyoshi nella sua interezza, evidenziando la strabiliante capacità tecnica e inventiva di questo maestro visionario attraverso una selezione di 165 silografie policrome, tutte provenienti dal Giappone.

Dopo l’esposizione dello scorso anno che ha reso omaggio a Hokusai, Hiroshige e Utamaro, e  che ha riscontrato un notevole successo di pubblico e critica, era doveroso dedicare a Kunyioshi una mostra tutta sua, per il suo carattere estremamente particolare e personalissimo e per l’originalità delle opere e dei temi rispetto agli altri tre Maestri del mondo fluttuante giapponese.

Il percorso si divide in 5 sezioni tematiche: “Beltà”; “Paesaggi”; “Eroi e guerrieri”, con una speciale sotto sezione (“Eroi Suikoden”) dedicata ai 108 eroi Suikoden;  “Animali e parodie” e “Gatti”. Questa ultima sezione, Gatti, è dedicata alla passione forse più grande di Kuniyoshi, per la quale moltissime persone lo conoscono, e che, insieme agli eroi, costantemente presenti in tutta la sua opera, è uno dei temi che rendono la sua personalità ancora più misteriosa ed eccentrica.

La fama di Kunyioshi è fondamentalmente legata alla serie di silografie policrome che illustrano i 108 eroi del romanzo Suikoden (pubblicato in italiano con il titolo I briganti), divenuto un vero e proprio best seller in Cina e in Giappone alla fine del Settecento e in cui si ritrovano le avventure  di una banda di briganti che si muovono a difesa del popolo stremato dalle ingiustizie e dalla corruzione governativa: personalità violente, potenti, armati, dai corpi muscolosi e coperti di tatuaggi che oggi ispirano manga, anime, tatuatori e disegnatori a livello internazionale. Ed è proprio con Kuniyoshi, formatosi sotto il maestro Utagawa Toyokuni, che si afferma il genere delle stampe di guerrieri (mushae).

Kunyioshi si dedica anche ai ritratti di donne, bambini, attori kabuki – particolare rappresentazione teatrale sorta all’inizio del XVII secolo – e di fantasmi, altro genere amatissimo in Giappone e oggi più che mai di moda. 

Tuttavia il suo nome è soprattutto associato ai giochi illusionistici, fatti di ombre e di figure composite alla maniera di Arcimboldo, ovvero figure inserite in altre figure, e parodie di storie e battaglie con protagonisti animali, oggetti, dolci, cibi. Opere ironiche e umoristiche che giocano sui sentimenti e le emozioni come nessun altro artista ha saputo fare prima di lui.

Le sue immagini sono fantasiose, barocche, ricche di colori e densi di particolari minuti. I suoi personaggi sono imponenti, le azioni roboanti e occupano tutta la superficie illustrata: sia essa nel classico formato rettangolare, o in quello di un ventaglio rotondo (uchiwa) o che si tratti del più grande formato del trittico, da lui prediletto al punto di arrivare all’esattico.

L’abilità e la curiosità di Kuniyoshi lo portano a importanti novità in campo tecnico: attingendo a piene mani dalla pittura occidentale, arriva a imitare la resa dell’incisione da lastra di rame anziché da matrice in legno, distinguendosi così dai maestri del paesaggio Hiroshige e Hokusai.

Ma anche l’Occidente lo ha molto amato, dall’arrivo delle riproduzioni delle sue opere in Europa e particolarmente in Francia (Monet ne aveva alcune appese nella cucina della sua famosa casa a Giverny), fino ai giorni nostri e alla cultura pop contemporanea.

La sua è stata una figura poliedrica e intrigante, sia per la varietà dei soggetti, sia per la ricchezza della tecnica, che ha dato vita a una scuola portata avanti per generazioni anche dopo di lui.

Ott
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HOKUSAI. Sulle orme del Maestro @ Roma
Ott 12 2017–Gen 14 2018 giorno intero

HOKUSAI. Sulle orme del Maestro

12 ottobre 2017 – 14 gennaio 2018
Roma, Museo dell’Ara Pacis

Attraverso circa 200 opere la mostra racconta e confronta la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe.

Deve la sua fama universale alla Grande Onda parte della serie di Trentasei vedute del monte Fuji e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. L’opera di Katsushika Hokusai (1760-1849), maestro indiscusso dell’ukiyoe, (che letteralmente significa “immagini del Mondo Fluttuante”), attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, è vastissima e versatile, ed ebbe grande diffusione nel tempo grazie ai numerosi seguaci.

Informazioni

Tel. 060608 tutti i giorni ore 9.00-19.00 

Twitter:     @museiincomune  #HokusaiRoma

Luogo

Museo dell’Ara Pacis

Orario

Dal 12 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018 
Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00
La biglietteria chiude un’ora prima  
Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

N.B. Per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli     avvisi

Biglietto d’ingresso

Biglietto solo mostra:
€ 11,00 intero;
€ 9,00  ridotto
+ prevendita € 1,00

In prevendita dal 1° giugno

Promossa da 
Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali  con il supporto dell’Ambasciata Giapponese

Organizzazione
MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura 

A cura di 
Rossella Menegazzo

(Disascalia in apertura: Katsushika Hokusai La [grande] onda presso la costa di Kanagawa, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma, (…) Kawasaki Isago no Sato Museum)

Katsushika Hokusai
Veduta del tramonto presso il ponte Ryogoku dalla sponda del pontile di Onmaya, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 Silografia policroma, (…) Kawasaki Isago no Sato Museum

Katsushika Hokusai
Il Fuji da Gotenyama presso Shinagawa sul Tōkaidō, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma, (…) Kawasaki Isago no Sato Museum

Hokusai deve la sua fama universale alla Grande Onda, parte della serie di Trentasei vedute del monte Fuji, e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. L’opera di Katsushika Hokusai (1760-1849), maestro indiscusso dell’ukiyoe, (che letteralmente significa “immagini del Mondo Fluttuante”), attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, è vastissima e versatile, ed ebbe grande diffusione nel tempo grazie ai numerosi seguaci.
Hokusai. Sulle orme del Maestro si apre il prossimo 12 ottobre al Museo dell’Ara Pacis di Roma– promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese, organizzata da MondoMostre Skirae Zètema Progetto Cultura e curata da Rossella Menegazzo– e intende dar conto dell’opera e dell’eredità del grande maestro.

Attraverso circa 200 opere (100 per ogni rotazione della mostra per motivi conservativi legati alla fragilità delle silografie policrome) provenienti dal Chiba City Museum of Art e da importanti collezioni giapponesi come Uragami Mitsuru Collectione Kawasaki Isagono Sato Museum, oltre che dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, la mostra racconta e confronta la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe.

Hokusai ha esplorato soggetti di ogni tipo: dal paesaggio alla natura, animali e fiori, dal ritratto di attori kabuki a quello di beltà femminili e di guerrieri, fino alle immagini di fantasmi e spiriti e di esseri e animali semileggendari.

Era uno sperimentatore che variava formati e tecniche: dai dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale e orizzontale, alle silografie policrome di ogni misura per il grande mercato, fino ai più raffinati surimono, usati come biglietti augurali, inviti, calendari per eventi e incontri letterari, cerimonie del tè, inviti a teatro.

I volumi dei Manga, che raggruppano centinaia di schizzi e disegni tracciati dal maestro e stampati in solo inchiostro nero con qualche tocco di vermiglio leggero, rappresentano il compendio di tanta eccentricità e genialità messa a disposizione di giovani artisti e pittori quali modelli per ogni genere di soggetto. Tra i suoi allievi ci sono Hokuba, Hokkei (1790-1850), Hokumei (1786-1868) che segnano la generazione successiva di artisti, insieme a Keisai Eisen (1790-1848), allievo non diretto di Hokusai, ma che da lui è stato influenzato, che ha determinato gli sviluppi delle stampe di bellezze femminili e paesaggio degli anni 1810-1830. Proprio a Eisen, presentato in Italia per la prima volta in questa mostra, appartiene la bellissima e imponente figura di cortigiana rappresentata nella silografia che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy e utilizzata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

Il Fuji da Gotenyama presso Shinagawa sul Tōkaidō, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa

La mostra si compone di cinque sezioni che toccheranno i temi più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca:

1- MEISHŌ: mete da non perdere

Presenta le serie più famose di Hokusai: le Trentasei vedute del Monte Fuji, le Otto vedute di Ōmi, i tre volumi sulle Cento vedute del Fuji e un dipinto su rotolo del Monte Fuji, presentato per la prima volta in Italia e in anteprima assoluta.

Questa sezione illustra le mete di viaggio e i luoghi celebri che un giapponese di epoca Edo non doveva assolutamente perdere o perlomeno doveva conoscere: cascate, ponti e luoghi naturali delle province più lontane, vedute del monte Fuji da località rinomate, locande e ristoranti e stazioni di posta lungo la via del Tōkaidō che collegava Edo (Tokyo) a Kyoto.

Non manca la “Grande Onda” di Hokusai, che si potrà apprezzare in ben due versioni differenti, che si alterneranno a metà del periodo espositivo per motivi conservativi: una proveniente dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, l’altra dalla collezione Kawasaki Isago no Sato Museum, così come tante altre importanti silografie della serie Trentasei vedute del Monte Fuji confrontabili in doppia versione.

2- Beltà alla moda

Una serie di notevoli dipinti su rotolo e silografie policrome dedicate al ritratto di beltà femminili e cortigiane delle famose case da tè del rinomato quartiere di piacere di Yoshiwara mettono a confronto lo stile del maestro Hokusai con quello di alcuni tra i suoi allievi più famosi tra cui Gessai Utamasa, Ryūryūkyō Shinsai, Hokumei, Teisai Hokuba.

In particolare si sottolinea la novità della composizione di Keisai Eisen, grande personalità nel campo del ritratto femminile, che redige un vero reportage di moda, avvolgendo le sue donne e mettendole in posa così da evidenziarne i kimono e gli obi imponenti, i tessuti raffinatissimi dai motivi ricercati, coloratissimi e sempre studiati nel particolare più minuto.

In questo contesto è stata pensata anche una piccola ma raffinata raccolta di immagini legate alla seduzione e al mondo del piacere e dell’erotismo che mettono a confronto Hokusai ed Eisen attraverso silografie “pericolose” (abunae), in cui si intuiscono situazioni di scambio amoroso senza svelarne l’aspetto sessuale, sublimato attraverso la bellezza di stoffe e abiti che coprono i corpi e fanno sognare, e le famose pagine del volume erotico di Hokusai “Kinoe no Komatsu”.

3- Fortuna e buon augurio

Nel formato della silografia, di Eisen in questo caso, e attraverso una serie di undici dipinti su rotolo di Hokusai che rappresentano le divinità popolari della fortuna, si evince uno dei soggetti in voga all’epoca come portafortuna, protezione, augurio per occasioni speciali. Tutte opere esposte per la prima volta in Italia.

4- Catturare l’essenza della natura

Hokusai e allievi a confronto attraverso una serie di dipinti su rotolo provenienti dal Giappone sul tema della natura e degli animali per sottolineare i motivi classici della pittura di “fiori e uccelli” e la valenza simbolica di alcuni animali quali il drago, la tigre, la carpa, il gallo riproposti nello stile di ciascun artista.

5- Manga e manuali per imparare

La serie completa dei 15 volumi di Manga di Hokusai sono esposti in questa sezione e rimandano ai tratti e alla forza che il maestro sa dare a ogni creatura che decide di rappresentare ma anche alla sua volontà di insegnare le regole della pittura ad artisti e appassionati. A fianco dei volumi di Hokusai, un album dell’allievo Shotei ripercorre i soggetti e le forme del maestro proponendo pagine simili fitte di disegni e schizzi.

Ott
21
sab
LE IMMAGINI DELLA FANTASIA 35 – Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia @ Sàrmede,TV
Ott 21 2017–Gen 28 2018 giorno intero

La Fondazione Štěpán Zavřel inaugura presso “la casa della fantasia” a Sarmede (TV) la mostra:

Le immagini della fantasia 35

 

Sabato 21 ottobre 2017 si aprirà la 35^ edizione de Le immagini della fantasia. Questa edizione della mostra sarà dedicata al Giappone: avrà come ospite d’onore Philip Giordano e offrirà un panorama di oltre 30 illustratori a livello mondiale, riunitisi per l’occasione a Sarmede.

La Casa della fantasia accoglie ogni anno centinaia di illustratori, autori, editori, e migliaia di bambini, confermando il valore del libro illustrato come strumento di conoscenza e veicolo di bellezza. 

La Mostra offre un ampio sguardo sul mondo dell’illustrazione per l’infanzia e invita all’incontro con pubblicazioni di spicco per innovazione estetica e ricchezza narrativa.
La Casa della fantasia accoglie ogni anno centinaia di illustratori,
autori, editori, e migliaia di bambini, confermando il valore del libro illustrato come strumento di conoscenza e veicolo di bellezza.
Momonoko Taro con i suoi tre compagni di avventura è l’icona dell’anno. È il bambino nato da una pesca, un miracolo come ogni nascita, nutrito dai genitori con le più buone focacce di miglio del Giappone, parte a caccia degli orchi che infine sconfiggerà! Leggiamo, cresciamo e ci divertiamo, come piccoli eroi, con Le immagini della fantasia!

Storie dall’arcipelago sottosopra è la personale dedicata all’Ospite d’onore Philip Giordano, l’inizio di un viaggio che vedrà i visitatori intenti a esplorare il Giappone: si potrà entrare in grandi scenari invernali in cui fioccano meduse e aleggiano draghi, ammirare fluttuanti mobile, comporre creature dalle fantastiche geometrie su pareti magnetiche e, soprattutto, si leggeranno le sue storie di avventura e amicizia.
Panorama è la collettiva di oltre 30 libri dal mondo: una vera migrazione per attraversare il cosmo intero, annotando i mirabilia della natura, riflettendo su coloro che lasciano il proprio Paese in cerca di una nuova casa e, passo dopo passo, dall’illustrazione si arriva al fumetto, di fiaba, di poesia, di ricordi d’infanzia.
Nel Planetarium la stella che brilla è Rocío Araya che racconta come creare i pezzi di un puzzle sempre nuovo: pastelli a olio da graffiare, fotografie da ritagliare, impronte da scoprire.

Mukashi Mukashi, che vuol dire C’era una volta in Giappone è il titolo del nostro albo illustrato –il 13°!– e dell’appuntamento con fiabe, giochi, libri e poesie. Tre sono i progetti nati appositamente per la Mostra: gli haiku di Bashō e Issa illustrati dalla Scuola, l’albo Mukashi Mukashi, fiabe dal Giappone edito da Franco Cosimo Panini e il Memory giapponese dedicato ai Mostri in serigrafia di Else.

E infine, direttamente dal Giappone, c’è anche la mostra Nihon no Ehon: libri illustrati giapponesi, che sapremo leggere, sì, perché le immagini non conoscono barriere  linguistiche.
A Sàrmede le sorprese non finiscono mai, vi aspettiamo! (Monica Monachesi – Curatrice della mostra)

Scarica il programma della mostra

Storie dall’arcipelago sottosopra: il mio mondo disegnato ma anche il Giappone e le sue contraddizioni. Vivere a Tokyo è stato come guardare il mondo attraverso uno specchio che restituisce le immagini al contrario; negli ultimi 7 anni mi è sembrato di vivere in un mondo sottosopra. In sospensione, dentro una bolla, circondato dal mare e lontano da tutti; consapevolmente isolato, parcheggiato in una realtà parallela.
Quando penso alla mia vita in Giappone provo una certa malinconia, forse è riconducibile a quella sensazione che i giapponesi chiamando Wabi-sabi (nostalgia per qualcosa che è ormai passato, lontano e che non tornerà più). Un mondo perduto che esiste e resiste solo nei ricordi e in qualche oggetto impolverato dalla patina del tempo.
Il Giappone è un mondo al quale avrei voluto, molto ingenuamente, appartenere.
Philip Giordano

Le immagini della fantasia 35

22.10.2017—28.01.2018
Casa della fantasia
via Marconi, 2⁄A – 31026 Sàrmede (TV)

Orari: feriali 9—17 (dal lun. al ven.);
festivi e prefestivi 10—19;
dal 26.12.2017 al 05.01.2018: 10.30—19
Giorni di chiusura: dal 21 al 25 dicembre,
31 dicembre 2017
Ingresso: intero 4 euro; ridotto 3,50
euro (soci Banca Prealpi, soci Coop);
gratuito per bambini fino alla scuola
dell’obbligo (14 anni)
Visite guidate per le scuole:
40 euro a gruppo (fino a 26 alunni) con
ingresso gratuito. Durata: un’ora.
Laboratori didattici per le scuole:
90 euro a gruppo (fino a 26 alunni).
Durata: un’ora.
Ingresso omaggio per gli insegnanti.
Accesso e servizi per disabili.
Le attività per le scuole si prenotano
on-line su: www.sarmedemostra.it
Laboratori creativi del fine settimana
per bambini (4-13 anni): 4 euro
a partecipante. Durata: un’ora.
Su prenotazione.

Ott
27
ven
Fotografia Giapponese Settanta/Duemila @ Roma
Ott 27 2017–Gen 5 2018 giorno intero
Fotografia Giapponese Settanta/Duemila @ Roma

Fotografia Giapponese Settanta/Duemila
lo sguardo sul mondo contemporaneo

mostra a cura di Rei Masuda, The National Museum of Modern Art, Tokyo

Daido MORIYAMA, Shomei TOMATSU, Nobuyoshi ARAKI, Kazuo KITAI, George HASHIGUCHI, Mitsugu OHNISHI, Tokuko USHIODA, Hiromi TSUCHIDA, Hiroh KIKAI, Masato SETO, Shuji YAMADA, Akihide TAMURA, Eiji INA, Hitoshi TSUKIJI, Toshio SHIBATA, Norio KOBAYASHI, Toshimi KAMIYA, Yutaka TAKANASHI, Kikuji KAWADA, Ryuji MIYAMOTO, Takashi HOMMA, Miyuki ICHIKAWA, Risaku SUZUKI

giovedì 26 ottobre 2017 ore 17 visita guidata d‘apertura

27 ottobre 2017 – 5 gennaio 2018

orari: lun-ven 9-12.30/13.30-18.30 merc fino alle 17.30 sab 9.30-13

Istituto Giapponese di Cultura
via Antonio Gramsci 74 00197 Roma
tel 06 3224754 / 94
www.jfroma.it
ingresso libero

visite guidate gratuite su prenotazione allo 06 3224754 (in orario di mostra)

MAR 7/11 ore 17.30; GIO 23/11 ore 11.30; MAR 5/12 ore 17.30; LUN 18/12 ore 11.30
prenotazioni per scuole e gruppi (minimo 15 persone): gruppi@jfroma.it

76 immagini per 23 autori, più o meno noti alle platee occidentali, tutti alle prese con la realtà in trasformazione, sia essa paesaggio, sia essa società, ovvero le due sezioni che con schiettezza ripartiscono le opere. Il volere della curatrice Masuda, il sentire degli autori, il divenire di uomini e luoghi, l’interpretazione del pubblico: il cambiamento è ineluttabile, tutto si trasforma. Figurarsi in trent’anni, figurarsi in Giappone.

La fotografia giapponese è da sempre apprezzata dalle platee internazionali. Non si tratta semplicemente della curiosità nei confronti di un mondo poco conosciuto, o della ricerca di alternative a una storia della disciplina dominata dall’Europa e dall’America, ma è il segno che la fotografia giapponese riesce a essere accettata e recepita come prodotto di artisti che esprimono la contemporaneità con un linguaggio condiviso, oltre le differenze nazionali e culturali. La mostra, 76 immagini per 25 artisti ripartiti nelle due sezioni “Società in trasformazione” e “Paesaggio in trasformazione”, intende fornire una veduta d’insieme sulla scena contemporanea giapponese a partire dal periodo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, una stagione ricca di cambiamenti nel mondo della fotografia e che costituisce il punto di partenza delle forme espressive attuali. Una pluralità di punti di vista sui fenomeni sociali del Giappone tra la fine del boom economico e l’inizio del nuovo secolo sprigionerà dunque la comprensione dello sguardo con cui gli autori si sono confrontati con questa realtà.

Osservare il contemporaneo
di Rei Masuda

L’oggetto della mostra è la fotografia contemporanea giapponese a partire dagli anni ’70 presentata attraverso le opere degli autori più rappresentativi. Le immagini selezionate si possono suddividere, a seconda del soggetto, in figure umane e paesaggi, due categorie che naturalmente non esauriscono la varietà dell’espressione artistica: le opere di questi 23 autori non intendono rappresentare una sintesi completa della fotografia giapponese dagli anni ’70 a oggi, e nemmeno servono a ricostruire un percorso evolutivo sia pure limitatamente alle due categorie prese in considerazione. Del resto, osservando le opere esposte, ci si accorge di quanto questo stesso criterio di classificazione risulti labile. Da una riflessione complessiva sulle immagini raccolte nei due gruppi può però emergere l’aspetto della società in un’epoca e la natura dello sguardo che i fotografi le hanno rivolto, ed è questo che qui ci interessa realmente.

Non essendo una semplice registrazione meccanica del mondo né la pura espressione della soggettività dell’autore, l’immagine fotografica nasce necessariamente come sintesi dell’interazione tra l’oggetto ritratto, il fotografo e l’ambiente in cui entrambi sono immersi. Se le opere realizzate nell’arco di un trentennio e qui raccolte riusciranno a far emergere non solo le trasformazioni della società giapponese, con i suoi uomini e i suoi paesaggi, ma anche la varietà e l’inquietudine dei fotografi stessi di fronte a tali trasformazioni, vuol dire che lo sguardo è stato serio, rigoroso e alla giusta distanza.

Nov
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mer
Mostra Fumitaka Kudo – Shinkai. Abissi @ Milano
Nov 29 2017–Gen 27 2018 giorno intero

Spazio Aperto San Fedele
 

Fumitaka Kudo
Shinkai. Abissi
 

A cura di Chiara Gatti

INAUGURAZIONE mercoledì 29 novembre 2017, ore 18.30

L’artista giapponese Fumitaka Kudo (Niigata, 1981), torna ad esporre in una mostra personale al San Fedele, sette anni dopo aver partecipato allo storico Premio Artivisive nell’edizione “Il segreto dello sguardo” del 2010.

A cura di Chiara Gatti, la mostra intitolata Shinkai. Abissi, presenta una serie di disegni e sculture caratteristiche della ricerca dell’artista, che si contraddistingue per i tratti fluidi incisi nella pietra o tracciati su grandi fogli di carta da spolvero.

Fino al 27 gennaio 2018
martedì/sabato 16.00 – 19.00
al mattino su appuntamento
chiuso i festivi e dal 23 dicembre 2017 al 1 gennaio 2018 compresi

Galleria San Fedele, via Hoepli 3a, Milano

www.centrosanfedele.net

 

Dic
2
sab
Mostra “Quattro Respiri” @ Reggio Emilia
Dic 2–Dic 30 giorno intero

” Quattro Respiri “

 opere di Makiko Asada, Maki Hasegawa, Fumio Sasaki e Yukoh Tsukamoto

 

Inaugurazione: Sabato 2 Dicembre, ore 17.00.
La mostra sarà visitabile fino a Sabato 30 Dicembre 2017.

Orari: tutti i pomeriggi 16.00/ 19.30, esclusi i Lunedì e Giovedì. Aperta nelle festività.

” Quattro Respiri “, mostra collettiva di Makiko Asada, Maki Hasegawa, Fumio Sasaki e yukoh Tsukamoto, è stata ideata e programmata dalla Galleria San Francesco pensando al Natale. Allo spirito del Natale. E alla contemporaneità con la mostra cittadina dedicata a Wassily Kandinsky presso la Fondazione Magnani.

Scriveva Kandinsky nel 1910 che la vita spirituale è rappresentata schematicamente da un grande triangolo acuto, diviso in sezioni orizzontali, che si muove lentamente . Al vertice la vita spirituale; il movimento è dato dalla conoscenza e l’ arte e gli artisti devono aspirare alla conoscenza.

“In ogni quadro è misteriosamente racchiusa una intera vita, una vita piena di dolore e di dubbi, di ore d’entusiasmo e di luce “. Troppo spesso accade che lo spettatore a una mostra passeggi da una tela all’ altra, il catalogo in mano, legge nomi e titoli e poi se ne va, subito riassorbito da altri interessi. Il visitatore deve sostare dinnanzi al quadro e ricevere un’ emozione, un’ intuizione, un’ idea, ascoltare un racconto. Deve l’ artista parlare di anime e alle anime; deve occuparsi dello spirito e del soprannaturale.

In ” Quattro Respiri ” il dio vive nel bosco della Tsukamoto, nel cielo di Sasaki, nella terra della Asada, nei piccoli animali della Hasegawa, una lumaca e un’ ape. E’ un dio della natura e un Dio dell’ Uomo.

Perchè una mostra di artisti giapponesi a Reggio Emilia? Perchè la città vada fiera di ospitare i pronipoti degli allievi di Antonio Fontanesi, maestro di disegno e di pittura ad olio a Tokyo nel lontano 1876, ora loro stranieri in una terra lontana e la vita spirituale, la ricerca del divino, è aspirazione universale.

” La vita spirituale, di cui l’ arte è una componente fondamentale, è un movimento ascendente e progressivo, tanto complesso quanto chiaro e preciso. E’ il movimento della conoscenza. ”         
Wassily Kandinsky

Due incontri sulla spiritualità nel corso della mostra.

 Sabato 9 Dicembre, ore 17.00. ” Natura e spiritualità nella poesia italiana e giapponese “. Pomeriggio di lettura di poesia a cura di Giovanni Laurent Cossu.

– Sabato 16 Dicembre, ore 17.00. ” Arte, psiche e spiritualità “. Colloquio con Giorgio Giorgi, psicologo e psicoterapista.

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NINJA E SAMURAI. Magia ed estetica @ Torino
Dic 8 2017–Apr 2 2018 giorno intero
NINJA E SAMURAI. Magia ed estetica @ Torino

8 dicembre 2017 –  2 aprile 2018 

NINJA E SAMURAI. Magia ed estetica

BUSHI parte seconda

MAO Museo d’Arte Orientale e Centro Giappone Yoshin Ryu

 

Giovedì 7 dicembre 2017
ore 11 Conferenza stampa – ore 18 Inaugurazione 

MAO Museo d’Arte Orientale
via San Domenico 11 – Torino

La mostra realizzata al MAO Museo d’Arte Orientale si addentra nella storia dei guerrieri giapponesi più conosciuti, i samurai, e nel mistero che circonda la figura dei leggendari guerrieri ombra, i ninja.

NINJA E SAMURAI. Magia ed estetica presenterà circa 200 opere databili tra il XVI e XX secolo provenienti da collezioni private, manufatti mai esposti prima d’ora, e opere concesse straordinariamente dal Museo d’Arte Orientale di Venezia.

Magia ed Estetica, due sostantivi che costituiscono i più diffusi stereotipi riguardo le figure storiche di ninja e samurai, sono termini scelti con l’intenzione di suggerire una dimensione fantastica per poter giungere, attraverso il percorso espositivo, ad una più attendibile conoscenza di queste figure che, esaurito il loro compito nella storia passata, hanno esercitato sulle generazioni che si sono susseguite –  e continuano tutt’ora a esercitare – un innegabile fascino.

L’allestimento, che si svilupperà nella grande area mostre oltre i giardini giapponesi, si connoterà come emozionale e suggestivo. Il percorso si apre con un video-documentario realizzato per essere d’aiuto a esplorare con occhio preparato le tante scoperte e suggestioni che l’esposizione offre.

La visione della vita dei samurai è ancorata agli strati più profondi dell’inconscio collettivo del Giappone. Questa visione del mondo, il Bushido – la via del guerriero come arte della guerra ma anche come percorso di conoscenza interiore – ha avuto una grande importanza nella produzione artistica, nella cultura e nella costruzione delle relazioni sociali.

Si penetra quindi in un mondo perduto, attraverso le magnifiche rappresentazioni artistiche dell’equipaggiamento guerriero dei samurai. Tra i tanti pregevoli oggetti in mostra, spiccano per rarità e bellezza un’armatura del periodo Edo appena restaurata, un corredo guerresco da viaggio e una lama da combattimento forgiata nel 1540.

Dal bagliore delle lame e degli armamenti, dalla delicatezza delle laccature e delle stoffe del mondo dei samurai, si entra nel mondo dei guerrieri dell’ombra, i ninja, con armi – come le famose lame a stella shaken – attrezzi, costumi, strumenti e oggetti esoterici, passando a un diverso concetto di uso del corpo e delle risorse attinte dalla natura e dalla sua osservazione.

Per la prima volta in Europa si potrà apprezzare un’esposizione dedicata al repertorio di armi dei ninja così completa per quantità e varietà.

I guerrieri-ombra con la propria creatività hanno saputo realizzare strumenti da celarsi nelle vesti, armi che tutti hanno visto in Agente 007 – Si vive solo due volte, dove James Bond studia combattimento in una scuola ninja, e altre che ancora oggi potremmo vedere in film di spionaggio, come il sonaglio shakujo

con lama nascosta, che da strumento rituale del buddhismo esoterico diventa oggetto di difesa e attacco, o la lampada con giroscopio che illumina il cammino e che lascia che il ninja scompaia avvolto dalle tenebre una volta appoggiata al terreno.

La mostra si chiude con l’esposizione di oggetti legati alla nascita dei primi corpi di polizia feudale del Giappone unificato, i torimono, espressione di una nuova visone del mondo dove il guerriero non è più addestrato a uccidere per non essere ucciso, ma addestrato a catturare – utilizzando armi e tecniche nuove che traggono origine proprio dagli antichi guerrieri – per portare ordine nella società.

Armi, strumenti e armature non saranno i soli protagonisti della mostra, verranno esposte anche opere d’arte legate ai guerrieri giapponesi: documenti strategici e tecnici d’epoca, opere calligrafiche, una coppia di grandi paraventi, strumenti legati alla cerimonia del tè, maschere e ornamenti teatrali. A corredo e complemento anche xilografie dei maestri Utagawa Kuniyoshi, Utagawa Kunisada Toyokuni III e Katsushika Hokusai.

TARIFFE

Mostra: intero €8; ridotto €6 fino a 14 anni, studenti fino a 25 anni, disabili, gruppi; gratuito fino a 6 anni, accompagnatori disabili, Abbonamento Torino Piemonte Musei, Torino+Piemonte card, partecipanti attività didattiche.

Museo + Mostra: intero €12; ridotto €10 fino a 14 anni, studenti fino a 25 anni, disabili, gruppi; gratuito fino a 6 anni, accompagnatori disabili, Abbonamento Torino Piemonte Musei, Torino+Piemonte card e partecipanti attività didattiche. 

ORARI
da martedì a venerdì 10 – 18; sabato e domenica 11 – 19 (la biglietteria chiude un’ora prima)


EVENTI COLLATERALI

Conferenze al MAO

Sabato 16 dicembre 2017, ore 16
   La classe Bushi ed il feudalesimo nipponico – Michele Cardinale

Domenica 7 gennaio 2018, ore 16
   Hojojutsu – La corda da cattura della polizia feudale giapponese – Christian Russo

Domenica 14 gennaio 2018, ore 16
   Ninja e Ninjutsu non sono mai esistiti – Giada Turtoro / Cesare Turtoro

Domenica 28 gennaio 2018, ore 16
   Il togishi e la politura della katana – Marco Quadri

Domenica 11 febbraio 2018, ore 16
   Torimono, le polizie del periodo Tokugawa – Christian Russo

Domenica 4 marzo 2018, ore 16
   Le donne guerriere in Giappone – Daniela Crovella

  • Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili

Presentazioni al MAO                                                                                                               

I viaggi di Bashō – itinerari per un Giappone “a tema”
Sabato 9 dicembre 2017, ore 16
Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili

Performance al MAO

La mostra animata: Ninja e Samurai raccontano
Letture di racconti ed haiku in abiti della tradizione guerriera giapponese

Tutti i sabati e le domeniche (tranne 24 e 31 dicembre 2017) dalle 17.30 ogni 10 minuti circa
Attività gratuita, biglietto della mostra secondo tariffe ordinarie

 

Visite guidate alla mostra

Sabato 30 dicembre 2017 ore 16

Domenica 21 gennaio – 25 febbraio – 11 e 25 marzo 2018, ore 16

  • Informazioni e prenotazioni: t. 0115211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

Visite riservate ad Abbonati Torino Piemonte Musei

Venerdì 15 dicembre 2017, 12 gennaio e 9 febbraio 2018, ore 16

  • Prenotazione consigliata t. 800.329.329

Costo: € 5 + biglietto di ingresso alla mostra (ingresso gratuito per i possessori dell’Abbonamento Musei)

 

Attività per famiglie in mostra

Domenica 14 gennaio 2018 ore 16

   Kamon, il segno del guerriero

Domenica 28 gennaio 2018 ore 16

   Armi e samurai in mostra

  • Costo: bambini € 7 per l’attività; adulti ingresso ridotto alla mostra. Prenotazione consigliata t. 011.4436999 entro le ore 15 del venerdì precedente

 

Workshop con Maestri di Arti Marziali al Centro Giappone Yoshin Ryu Lungo Dora Colletta 51-Torino

Giovedì 14 dicembre 2017, ore 18.30
   Naginata, il falcione giapponese M. Daniela Crovella

Giovedì 21 dicembre 2017, ore 18.30
   Iaido, l’arte dell’estrazione della spada giapponese – M. Alessandro Nepote

Giovedì 11 gennaio 2018, ore 18.30
   Hojojutsu, l’arte della corda giapponese – Christian Russo

Giovedì 18 gennaio 2018, ore 18.30
   Shuriken, le lame da lancio giapponesi – M. Cesare Turtoro

Giovedì 25 gennaio 2018, ore 18.30
   Kusari, la catena guerriera giapponese – M. Massimo Croce

Giovedì 1 febbraio 2018, ore 18.30
   Iaido, l’arte dell’estrazione della spada giapponese – M. Valerio Pinelli

Giovedì 8 febbraio, ore 18.30
   Il tiro con l’arco corto giapponese – M. Domenico Petrosino

Giovedì 15 febbraio 2018, ore 18.30
   Kusari, la catena guerriera giapponese – M. Mauro Di Carlo

Giovedì 22 febbraio 2018, ore 18:30
   Bo-Shuriken, gli stiletti da lancio giapponesi – Christian Russo

Giovedì 1 marzo 2018, ore 18.30
   Shuriken, le lame da lancio giapponesi – M. Cesare Turtoro

Giovedì 8 marzo 2018, ore 18.30

Naginata, il falcione giapponese – Giada Turtoro

Giovedì 15 marzo 2018, ore 18.30

Il tiro con l’arco corto giapponese – M. Domenico Petrosino

Giovedì 22 marzo 2018, ore 18,30

Hojojutsu, l’arte della corda giapponese – Christian Russo

Giovedì 29 marzo 2018, ore 18.30

Kusari, la catena guerriera giapponese – M. Massimo Croce

  • Attività gratuita. Prenotazione consigliata: t. 0112485659 – info@yoshinryu.org
Dic
17
dom
Mercatino Giapponese di Natale @ TREZZANO SUL NAVIGLIO (MI)
Dic 17@10:00–16:30

MERCATINO GIAPPONESE DI NATALE

DOMENICA 17 DICEMBRE

dalle 10 alle 16.30

Parco del Centenario – TREZZANO SUL NAVIGLIO (MI)

Nel parco di Trezzano sul Naviglio a pochi minuti da Milano, Ohayo e RistoraMente sono orgogliosi di presentare un momento di svago, allegria e cultura con il Mercatino Giapponese di Natale!

Troverete tanti oggetti giapponesi in vendita, dolciumi e tanto altro, approfittate per trovare il regalo perfetto per i vostri amici. Dalle 10 del mattino fino al crepuscolo, con la possibilità di fermarsi per pranzo al punto ristoro di RistoraMente. 

Alle 11.30 un momento culturale per scoprire come si trascorre il periodo festivo in Giappone con interessanti paralleli con le nostre festività. 

Il 2018 sarà l’anno del Cane secondo lo zodiaco orientale, venite a procurarvi i portafortuna adatti! Si ringrazia Yoshiko Kubota Illustration per il disegno del nuovo anno. 

Ingresso gratuito. 
Il mercatino non si terrà in caso di maltempo, controllate questa pagina e la pagina facebook di Ohayo per restare informati. 

Come arrivare

Il parco è dotato di un ampio parcheggio. Con i mezzi pubblici è possibile raggiungere il parco da Milano con il passante S9 scendendo alla stazione di Trezzano, oppure con l’autobus 327 dalla stazione M1 di Bisceglie. 

Indirizzo: Strada per Baggio, 6, 20090 Trezzano sul Naviglio MI