Sabato scorso abbiamo partecipato alla caccia all’onda di Hokusai, a cercar fontane seguendo gli indizi in giro per Milano.
Ci siamo mossi coi mezzi pubblici partendo la mattina alle 10 e tornando a casa alle 6 di pomeriggio, abbiamo consumato le suole (io personalmente ho fatto 22688 passi!) e ci siamo molto divertiti.

Soprattutto finalmente ho potuto (ab)usare del filtro Wave di Prismapp a cognizione di causa! 😀

Ecco com’e’ andata.

[Se volete provarci anche voi, in fondo trovate la mappa]

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Le cartoline

Venerdì pomeriggio ho procacciato le cartoline con gli indizi che avrebbero dovuto portarci alle fontane. Ero la prima a richiederle e sono finita anche sull’account instagram ufficiale di HokusaiMilano 😀

Individuati gli indizi grazie all’aiuto del consorzio di menti e a vari messaggini What’sapp preparo un itinerario di massima e vado a dormire.

La prima fontana

Sabato mattina cominciamo dal secondo indizio:

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Abbiamo identificato questa come la fontana a Pinocchio, un tesoro milanese pressoché sconosciuto, situato in mezzo ai giardini in Corso Indipendenza. Una fontana piccola ma da un significato profondo che pone una domanda diretta: siamo ancora bambini? siamo ancora in contatto con la nostra parte fanciullesca?

https://www.instagram.com/p/BJ40y5sD_7K/

Io tento il primo selfie, mentre penso che si, forse se sono in giro ad una caccia al tesoro alla mia età, la mia fanciulla interiore è probabilmente molto più all’esterno di quanto io sospetti.

Largo Marinai d’Italia

I piedi ci portano verso il primo indizio, non distante da Pinocchio:

promesse

Le famose promesse da marinaio. Ecco a Milano abbiamo un parco intero dedicato ai Marinai italiani e alle loro (forse non mantenute) promesse. La fontana è dedicata ai marinai caduti nella Seconda Guerra mondiale anche se a un turista disattento potrebbe sembrare un monumento ai tubi di Mario Bros.

Recuperiamo un po’ di sicurezza e ci scattiamo un selfie con i capelli sciolti nonostante il caldo che comincia a farsi sentire sulla nuca. Sarà una giornata afosa.

Piazza fontana

Questo forse era il più semplice degli indizi, voglio dire la fontana è nel nome stesso della piazza 😀

fontana
Prendiamo il tram 12 e ci dirigiamo verso il centro, possiamo scendere in piazza Duomo e farci una micropasseggiata lungo il portico e davanti a Palazzo Reale che ci ricorda che presto ci sarà la mostra su Hokusai, Hiroshige e Utamaro per la quale stiamo in giro a fotografarci le fontane.

In piazza bambini corrono allegri e ridono quando noi tre cerchiamo prima di farci un selfie singolo entrando ognuno nell’inquadratura dell’altro e poi quando facciamo mille facce buffe per evitare il sole negli occhi (e non ci riusciamo perchè qualcuno tiene comunque gli occhi chiusi!! 😀 )

La fontana degli sposi

Che per chi non è milanese la conosce come la fontana del castello che quando è estate e fa molto caldo, mi avvicino e mi rinfresco per il vapore acqueo 🙂

sposi
Ci siamo fatti una passeggiata lungo via Mercanti e via Dante per arrivare ad uno dei simboli milanesi più famosi, ora quasi soffocato dalle due strutture dell’Expo Gate che ancora troneggiano in mezzo alla rotonda di Cairoli. Questa fontana è affettuosamente chiamata Torta d’i spus, per la forma che ricorda una torta nuziale appunto.

Questo è uno dei selfie meglio riusciti, dove ridiamo come pazzi perchè dopo aver tentato mille posizioni col sole negli occhi, avvistiamo un cartellone dell’onda di Hokusai in posizione strategica per una foto con fontana e onda…. E ridiamo ridiamo ridiamo anche perchè gli astanti ci guardano con un misto di palese curiosità e compassione.

Un mistero bello e buono

Galoppiamo lungo parco Sempione ripromettendoci di fare una gita più approfondita al castello quando ci saranno meno turisti e ci dirigiamo verso il palazzo della Triennale.
Nel cortile che si affaccia sul parco infatti si trova la fontana di De Chirico che si nasconde dietro il quinto indizio:

mistero

Si intitola “I Bagni Misteriosi”. Non è per dire ma il mistero più grosso è come mai la fontana sia asciutta.
I già surreali elementi della fontana sembrano alieni, in più non-galleggiano a metà di una vasca vuota rendendo il tutto molto molto strano.

Due bambine giocano con le statue come in un parco giochi. Altra surrealità.

E’ quasi ora di pranzo e alcune famiglie sbocconcellano qualcosa nel caffè all’aperto della Triennale, noi rientriamo e ci fermiamo a visitare una delle stanze dove è allestita la mostra Toyama resonance, di cui vi parlerò in un altro post. Un tocco di campana ed è subito Giappone <3 .

La fontana che tutti ci chiediamo Ma perchè??

Cadorna, una stazione e una piazza trafficatissima. In mezzo una fontana che è difficile da raggiungere (non ci sono strisce pedonali da nessuna parte per arrivare al centro!!) e che celebra lo spirito della casalinga milanese. Ago e filo, io voglio pensare che sia un omaggio alla capitale mondiale della moda, piuttosto che un modo di ovviare a un giardinetto in mezzo a una rotonda.

cucire

Io so cucire, ma in ogni caso per fortuna è l’una e ci sono in giro poche macchine, così tra un semaforo e un clacson riusciamo ad attraversare il mortale sistema di 4 semafori asincroni e guadagnamo l’ombra del palo per scattare l’ultimo selfie prima di svenire di fame e di caldo.

Abbiamo perso l’uomo, svenuto un metro più a sinistra mentre noi tentiamo di capire col solito sole negli occhi se la foto è venuta e noi non sembriamo troppo sfatte.
Ci sentiamo un po’ come i pescatori sulle barche nel dipinto in balia però dell’ondata di caldo.

Ci avviamo per l’assolata via Boccaccio verso un ristoro e facciamo fuori circa 12 dimsum a testa e svariate bottiglie di acqua minerale mentre ci riposiamo qualche decina di minuti per il pasto.

Io preferivo una pizza, ma poi mi sono ricreduta

L’indizio più difficile della caccia è la prossima tappa, quindi prendiamo una metropolitana e ci dirigiamo alla volta dell’ex fiera milanese, ormai rasa al suolo e sostituita da residenze ultramoderne dall’aspetto meraviglioso che potranno permettersi solo sceicchi e calciatori.

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La fontana delle Quattro Stagioni è l’unica superstite di un panorama che nei miei ricordi comprendeva cartelloni pubblicitari e navette stracolme di gente con valigette e tacchi che varcava i tornelli di un vasto mondo con piccoli pass appesi al collo.
A voler vedere, questa fontana dallo stile neoclassico (spero sia davvero neoclassica, nel caso mi correggerete), con le statue che si guardano attorno attonite dal cambiamento, è un elemento completamente contrastante con le residenze, le torri dritte e storte e lo specchio d’acqua poco piu’ in là verso la nuovissima fermata lilla tre torri, fontana minimalista, che ricordano vagamente Canary Wharf.
Come un vetusto ricordo di qualcosa che non c’è più.

Incontriamo una coppia simpatica in caccia come noi con cui scambiamo due parole. Siamo compiaciuti del selfie con l’effetto Wave, che trasforma il limpido cielo di Milano in un oceano di onde hokusiane.

La piscina all’aperto

Prendiamo la lilla e ci dirigiamo a Garibaldi in mezzo ai grattacieli:

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Il simbolo della Milano contemporanea, la piazza all’avanguardia.

Saliti dalla scala mobile ci si apre un panorama che non si discosta dalle spiagge di Cesenatico: sarà anche sabato pomeriggio e dei completi grigi doppiopetto che escono dal palazzo della banca manco l’ombra, ma la fontana-piazza è trasformata in una piscina gaia e caotica di bambini in costume da bagno che sguazzano felici, cani che rincorrono gli spruzzi d’acqua e una folta schiera di adulti seduti lungo i bordi della fontana coi piedi a mollo.
Onestamente non so se pensare che questa sia una cosa indecorosa, oppure arrendermi al fatto che tutti questi improvvisi gridolini di felicità fanciullesca e schizzi d’acqua in realtà abbelliscano la città, mentre i cittadini si riappropriano di spazi altrimenti solo distrattamente oltrepassati mentre si va in ufficio.

Ci uniamo alla follia collettiva e pucciamo i piedi nudi e stanchi.

In qualche modo, ora, l’onda di Hokusai ci ha travolto. Rinfrescandoci.

Ridiamo e ci rendiamo conto che siamo quasi alla fine della caccia, che abbiamo passato una splendida giornata e che ci stiamo divertendo un sacco.

La piccola Cappella Sistina di Milano

L’indizio delle rane ci porta a Santa Maria delle Grazie.

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In realtà ci eravamo stati dopo pranzo ma la chiesa apre alle 16 e non si può accedere altrimenti al chiostro.
Attraversiamo la navata in silenzio guardando per aria gli affreschi e mentre i turisti si affollano tra le panche, guadagniamo l’uscita a sinistra del transetto e troviamo la nostra fontana impacchettata tra le impalcature. Fortunatamente un lato è libero e incrociamo altri cacciatori di onde intenti a fotografare.

E’ sicuramente uno degli scorci più suggestivi di Milano, un angolo delizioso, le ranocchiette buttano acqua e nonostante l’affollamento il chiostro è comunque tranquillo.

Siamo arrivati alla fine della caccia, ci salutiamo e attendiamo lunedì per l’estrazione finale.

Pensavamo ci fosse meno gente e invece….

Lunedì nel tardo pomeriggio ci presentiamo al punto Skira in via Turati 34 e ci registriamo per partecipare all’estrazione dei premi. Usciamo a mangiare un boccone nell’attesa e quando torniamo alle 21 per il momento clou troviamo la sala stracolma di gente che attende anche all’esterno. Ad un rapido conto saremo più di 200 persone. Pero’!

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Non ci aspettavamo una reazione così ampia, in fondo è stata una giornata impegnativa in giro per Milano, ma può darsi che tanti abbiano fatto il giro in macchina o in motorino. La bicicletta sarebbe sicuramente stata una buona alternativa, se non fosse stata così caldo, magari si può ripetere il giro in autunno o in primavera con le due ruote.

Non vinciamo nulla, ma vediamo facce felici intorno a noi. In ogni caso è chiaro che comunque non solo noi ci siamo divertiti. 🙂

Ora resta solo aspettare il 22 settembre, l’apertura della mostra Hokusai, Hiroshige, Utamaro a Palazzo Reale e sognare le grandi onde del Giappone. 🙂

Mappa delle fontane

La nostra caccia all’onda di Hokusai in giro per Milano ultima modifica: 2016-09-08T00:14:04+02:00 da Chiara-san
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