Calendario Eventi

Qui trovi un elenco degli eventi giapponesi, corsi, fiere e incontri riguardanti il Giappone che si svolgono in Italia, nella vicina Europa o eventualmente eventi di interesse che si svolgono in Giappone. 

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Mandaci le informazioni e lo pubblicheremo nella nostra sezione eventi! 

INSERISCI EVENTO

Mar
30
sab
PERFORMANCE “DAI LIBRI DI MODELLI ALLA VESTIZIONE DEL KIMONO” @ Milano
Mar 30 giorno intero
PERFORMANCE "DAI LIBRI DI MODELLI ALLA VESTIZIONE DEL KIMONO" @ Milano

PERFORMANCE “DAI LIBRI DI MODELLI ALLA VESTIZIONE DEL KIMONO”

Vestizione a cura di Mamiko Ikeda, introduce Rossella Menegazzo – Biblioteca Nazionale Braidense

PAGINE GIAPPONESI
Immagini e racconti dal Giappone attraverso i libri della Biblioteca Braidense
21 marzo – 27 aprile 2019
Biblioteca Nazionale Braidense – Milano, via Brera 28

dal lunedì al sabato ore 9.30 – 13.30 – domenica chiusa – ingresso libero
Nell’ambito della mostra

Sabato 30 marzo alle ore 10.30
In Sala Maria Teresa
Performance Dai Libri di modelli alla vestizione del Kimono
Vestizione a cura della Maestra Wajaku Mamiko Ikeda, introduce la prof. Rossella Menegazzo
docente di Archeologia, Storia dell’Arte e Filosofie dell’Asia Orientale presso
l’Università degli Studi di Milano. Dipartimento di beni culturali e ambientali.

L’evento presenterà al pubblico le fasi della vestizione del kimono e dell’obi e diversi motivi decorativi di kimono spiegandone usi e significati.

Venerdì 5 aprile alle ore 11.00
Sala Maria Teresa
Performance di Ikebana con
Akiko Gonda
Flower artist – della scuola di ikebana Sogetsu.

Lunedì 15 aprile ore 12.30
Lezione in mostra con gli studenti del corso di Storia dell’arte e Arti Visive dell’Asia orientale
dell’Università degli Studi di Milano – Dipartimento Beni Culturali e Ambientali.
La lezione è aperta al pubblico dalle ore 12,30 alle 16,30
con la curatrice della mostra prof. Rossella Menegazzo e il prof. Motoaki Ishii.

Giovedì 18 aprile ore 10.30
Conferenza e visita guidata alla mostra con Rossella Menegazzo, Aldo Coletto e Marina Zetti

 

Mar
31
dom
Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Ciclo di conferenze. @ Trieste

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto.
Storia, cultura, arte e teatro del Giappone
nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale

Ciclo di conferenze domenicali

in collaborazione con l’Associazione
Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT)

Trieste, Civico Museo d’Arte Orientale
10 / 17 / 24 / 31 marzo e 7 aprile 2019, ore 11.00

Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone, nella sede del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, un ciclo di cinque conferenze domenicali intitolato Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Storia, cultura, arte e teatro del Giappone nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT) e curato da Giovanna Coen, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione.

Gli incontri, tenuti da esperti del settore di livello nazionale, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti, forse poco conosciuti, della storia e della cultura giapponese, partendo dalle collezioni del Museo: prendendo spunto da una o più opere esposte, i prestigiosi relatori ne approfondiranno le tematiche, allargandosi poi alla cultura giapponese, sia tradizionale che attuale, le cui radici affondano in periodi lontani.

La rassegna gode dei prestigiosi patrocini del Consolato Generale del Giappone a Milano, dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation e dell’AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (35-40 persone).

Info
tel. +39 040 3220736 | +39 040 675 4068
[email protected]
www. museoarteorientaletrieste.it

Con il patrocinio di
Consolato Generale del Giappone a Milano
Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation
AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi

Calendario

domenica 10 marzo 2019, ore 11.00
dott. Antonio Moscatello
Tennō e Robot: c’è spazio per l’Imperatore nel Giappone del XXI secolo?
Il 2019 è l’anno della successione imperiale: finisce al suo 30° anno l’era Heisei. Dopo due secoli, per la prima volta, un Imperatore abdica per passare la mano al figlio. Akihito non diventerà probabilmente uno di quegli “Imperatori del Chiostro” che, dietro le quinte manovravano le fila del potere prima dell’avvento dello shogunato Kamakura, ma farà il pensionato benevolo, come sempre è stata la sua figura durante i trent’anni di regno. Eppure il suo passo – la decisione di lasciare il Trono del Crisantemo – ha un valore deflagrante per l’istituzione che incarna la storia del Giappone. L’intervento farà il punto della situazione: qual è il ruolo del Tennō nel Giappone del XXI secolo? Come vivono i giapponesi i rituali che si susseguiranno per sancire l’intronazione di Naruhito?

Antonio Moscatello, giornalista presso Askanews, si è laureato presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli in lingua e letteratura giapponese. Ha lavorato come traduttore dal giapponese e, divenuto giornalista professionista, è stato corrispondente da Tokyo dell’agenzia di stampa Ap.biscom (oggi Askanews). È stato inviato in Iraq negli anni del conflitto e poi a Budapest. Nel 2012 ha realizzato in Giappone per Askanews un’inchiesta sui rapimenti effettuati negli anni ’70 e ’80 da spie nordcoreane.

domenica 17 marzo 2019, ore 11.00
prof. Cristian Pallone
Uomini che odiano le donne. Stereotipi del galantuomo nel Giappone tardo settecentesco
Prendendo spunto dalla rappresentazione xilografica dell’attore Ichikawa Ebizō nei panni di Sukeroku, personaggio di numerosi drammi del teatro Kabuki, si racconterà di alcuni stereotipi della maschilità che possono desumersi dallo spoglio della letteratura popolare a tema erotico, sentimentale e umoristico, circolata a Edo (attuale Tokyo) nella seconda metà del XVIII sec., alle soglie della modernità giapponese. Sarà analizzata in particolare la figura dell’amatore raffinato, declinato in numerose sottocategorie, che tengono anche conto dell’estrazione sociale del personaggio. Samurai, mercanti, monaci fanno la loro comparsa in veste di amanti e clienti licenziosi tra le pagine della narrativa popolare, e l’implacabile giudizio della cortigiana ne determina, caso per caso, il successo o la sconfitta. Uomini che odiano le donne e uomini che le donne odiano: una battaglia tra i sessi senza esclusione di colpi prende forma nella pungente narrativa degli autori della grande Edo.

Cristian Pallone, dottore di ricerca in Civiltà, culture e società dell’Asia presso la Sapienza-Università di Roma, dipartimento “ISO Istituto Italiano di Studi Orientali”, si interessa dello sviluppo della narrativa in formato dialogico nel Giappone del XVIII secolo, con un focus particolare sulla letteratura dei quartieri del piacere. Attualmente insegna Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha al suo attivo varie pubblicazioni e traduzioni, tra cui: trascrizioni e traduzioni in italiano di iscrizioni e poesie per i cataloghi a cura di Rossella Menegazzo, Hokusai. Sulle orme del Maestro (Milano, Skira, 2017) e Hiroshige. Visioni dal Giappone (Milano, Skira, 2018).

domenica 24 marzo 2019, ore 11.00
maestra Paola Piras
L’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebana
«Il paesaggio, e quindi la visione e la rappresentazione della natura, è come la lingua madre. La sua presenza, tacita o esplicita, riconosciuta o latente, contiene il codice originario della nostra appartenenza» (Morelli 2011).
E così è certamente per la cultura giapponese classica, che trova una sua lettura attraverso l’Ikebana, l’arte di disporre i fiori, alla cui base vi sono il profondo rapporto tra uomo e natura e un modo sempre nuovo e mutevole di concepire i fiori e l’arte di comporli.
Durante questa conferenza con dimostrazione sarà possibile accostarsi all’Ikebana, o come viene anche chiamata il kadō (La Via dei Fiori), che nasce in un contesto religioso e si sviluppa in un mondo maschile di monaci, guerrieri e letterati, fino a giungere ai giorni nostri, dove anche nelle tendenze sperimentali della contemporaneità mantiene il carattere delle sue origini. È un sapere manuale antico, come tutte le arti giapponesi, perché, come recita una massima Buddhista «sapere non è capire e per capire bisogna praticare». L’Ikebana è il frutto di una ricerca estetica, tramandata da generazioni da Maestro a discepolo e vissuta, al pari di altre arti giapponesi, come una disciplina di ricerca interiore, poiché prendersi cura del paesaggio è prendersi cura di sé.

La Maestra Paola Piras inizia il suo percorso di Ikebana a Milano nel 1975 sotto la guida di Jenny Banti Pereira, continuando i corsi presso il Chapter di Ikebana Ohara di Milano. Dal 1994 è membro dell’E.O.T.A. (European Ohara Teachers Association), partecipa regolarmente ai seminari tenuti in Europa da Maestri giapponesi ed ha al suo attivo seminari di approfondimento in Giappone.
Tiene dimostrazioni presso Musei, Biblioteche, Enti Pubblici e Privati e partecipa a manifestazioni floreali e culturali con i suoi gruppi di studio. Insegna regolarmente Ikebana a tutti i livelli presso i gruppi che fanno capo al Chapter di Venezia.

domenica 31 marzo 2019, ore 11.00
prof.ssa Virginia Sica
Il “Palazzo del bramito dei cervi”, palcoscenico di un sistema politico. Architettura, arti e costumi nella Tokyo di fine ‘800
«Secondo la mia opinione, l’unico percorso è far scontrare con gli Europei i Giapponesi, di modo che si sentano personalmente a disagio, si rendano conto del loro svantaggio e assimilino una consapevolezza della vigorosità occidentale […]. Ritengo che il metodo sia favorire relazioni veramente libere tra loro […]. Solo così il nostro Impero potrà raggiungere una posizione pari a quella dei Paesi occidentali. Solo così il nostro Impero potrà essere indipendente, prospero e potente». Così dichiarava nel 1879 Inoue Kaoru (1835-1915) in un documento per il Gabinetto di cui era ministro degli Affari Esteri, nella cruciale fase storica nota come “Restaurazione Meiji”, che vedeva l’esordio del Giappone sul palcoscenico delle relazioni internazionali e la sua emersione come la prima nazione asiatica industrializzata.
Per Inoue, lo strumento che favorisse quegli obiettivi doveva essere il “Palazzo del bramito dei cervi”, destinato a ricevimenti ed eventi per gli esponenti della diplomazia internazionale del tempo: il Rokumeikan, che fu il simbolo assoluto e più incisivo dei nuovi costumi sociali, artistici e culturali di era Meiji (1868-1912).

Virginia Sica è docente di Cultura giapponese (storia e letteratura) presso il Dipartimento di Mediazione linguistica e di Studi interculturali dell’Università di Milano. Dopo essersi laureata in Lingue e Civiltà orientali (indirizzo storico-letterario) presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli, si è trasferita in Giappone dal gennaio 1989, dove ha insegnato per alcuni anni presso il Dipartimento di Estetica (Facoltà di Lettere), della Tōhoku Kokuritsu Daigaku (Università Statale del Tōhoku). Al rientro in Italia, dopo un’esperienza presso una holding giapponese con sede a Milano, ha ripreso l’attività didattica dal 2006. È socio AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi), membro del CARC (Contemporary Asia Research Centre), socio di Asia Teatro e attualmente coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Milano Asia Pacifico

domenica 7 aprile 2019, ore 11.00
dott.ssa Carmen Covito
Onnagata. Il labirinto dei generi nel teatro giapponese
Nel teatro Kabuki il termine “Onnagata” indica gli attori specializzati nei ruoli femminili. La loro arte, formalizzata tre secoli fa da grandi interpreti come Yoshizawa Ayame, costituisce ancora oggi uno degli aspetti più affascinanti del teatro giapponese e nel corso del tempo ha lasciato tracce profonde nella sensibilità del Giappone, ispirando i pittori ukiyo-e ampiamente rappresentati nel Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste ma anche scrittori moderni, come Mishima Yukio, e persino fenomeni della cultura pop contemporanea.

 Carmen Covito, scrittrice e nipponista, è nota per un romanzo di successo dal quale sono stati tratti un film e uno spettacolo teatrale: La bruttina stagionata (Premio Bancarella 1993). Ha pubblicato successivamente altri romanzi, sempre caratterizzati dalla contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi. Oggi dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro” (www.asiateatro.it) ed è vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it per la diffusione della calligrafia sino-giapponese.

 

 

Apr
6
sab
“La malinconia e la bellezza” incontro con il Prof. Giorgio Amitrano a Genova @ Genova
"La malinconia e la bellezza" incontro con il Prof. Giorgio Amitrano a Genova @ Genova

 “La malinconia e la bellezza”
incontro con il Prof. Giorgio Amitrano
a Genova

6 aprile 2019 | ore 16.00

Riflessioni sulla sensibilità giapponese. Conferenza.

Giorgio Amitrano
Docente di letteratura giapponese all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e traduttore di Murakami, Kawabata e altri autori giapponesi. 

Apr
7
dom
Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Ciclo di conferenze. @ Trieste

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto.
Storia, cultura, arte e teatro del Giappone
nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale

Ciclo di conferenze domenicali

in collaborazione con l’Associazione
Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT)

Trieste, Civico Museo d’Arte Orientale
10 / 17 / 24 / 31 marzo e 7 aprile 2019, ore 11.00

Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone, nella sede del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, un ciclo di cinque conferenze domenicali intitolato Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Storia, cultura, arte e teatro del Giappone nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT) e curato da Giovanna Coen, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione.

Gli incontri, tenuti da esperti del settore di livello nazionale, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti, forse poco conosciuti, della storia e della cultura giapponese, partendo dalle collezioni del Museo: prendendo spunto da una o più opere esposte, i prestigiosi relatori ne approfondiranno le tematiche, allargandosi poi alla cultura giapponese, sia tradizionale che attuale, le cui radici affondano in periodi lontani.

La rassegna gode dei prestigiosi patrocini del Consolato Generale del Giappone a Milano, dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation e dell’AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (35-40 persone).

Info
tel. +39 040 3220736 | +39 040 675 4068
[email protected]
www. museoarteorientaletrieste.it

Con il patrocinio di
Consolato Generale del Giappone a Milano
Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation
AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi

Calendario

domenica 10 marzo 2019, ore 11.00
dott. Antonio Moscatello
Tennō e Robot: c’è spazio per l’Imperatore nel Giappone del XXI secolo?
Il 2019 è l’anno della successione imperiale: finisce al suo 30° anno l’era Heisei. Dopo due secoli, per la prima volta, un Imperatore abdica per passare la mano al figlio. Akihito non diventerà probabilmente uno di quegli “Imperatori del Chiostro” che, dietro le quinte manovravano le fila del potere prima dell’avvento dello shogunato Kamakura, ma farà il pensionato benevolo, come sempre è stata la sua figura durante i trent’anni di regno. Eppure il suo passo – la decisione di lasciare il Trono del Crisantemo – ha un valore deflagrante per l’istituzione che incarna la storia del Giappone. L’intervento farà il punto della situazione: qual è il ruolo del Tennō nel Giappone del XXI secolo? Come vivono i giapponesi i rituali che si susseguiranno per sancire l’intronazione di Naruhito?

Antonio Moscatello, giornalista presso Askanews, si è laureato presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli in lingua e letteratura giapponese. Ha lavorato come traduttore dal giapponese e, divenuto giornalista professionista, è stato corrispondente da Tokyo dell’agenzia di stampa Ap.biscom (oggi Askanews). È stato inviato in Iraq negli anni del conflitto e poi a Budapest. Nel 2012 ha realizzato in Giappone per Askanews un’inchiesta sui rapimenti effettuati negli anni ’70 e ’80 da spie nordcoreane.

domenica 17 marzo 2019, ore 11.00
prof. Cristian Pallone
Uomini che odiano le donne. Stereotipi del galantuomo nel Giappone tardo settecentesco
Prendendo spunto dalla rappresentazione xilografica dell’attore Ichikawa Ebizō nei panni di Sukeroku, personaggio di numerosi drammi del teatro Kabuki, si racconterà di alcuni stereotipi della maschilità che possono desumersi dallo spoglio della letteratura popolare a tema erotico, sentimentale e umoristico, circolata a Edo (attuale Tokyo) nella seconda metà del XVIII sec., alle soglie della modernità giapponese. Sarà analizzata in particolare la figura dell’amatore raffinato, declinato in numerose sottocategorie, che tengono anche conto dell’estrazione sociale del personaggio. Samurai, mercanti, monaci fanno la loro comparsa in veste di amanti e clienti licenziosi tra le pagine della narrativa popolare, e l’implacabile giudizio della cortigiana ne determina, caso per caso, il successo o la sconfitta. Uomini che odiano le donne e uomini che le donne odiano: una battaglia tra i sessi senza esclusione di colpi prende forma nella pungente narrativa degli autori della grande Edo.

Cristian Pallone, dottore di ricerca in Civiltà, culture e società dell’Asia presso la Sapienza-Università di Roma, dipartimento “ISO Istituto Italiano di Studi Orientali”, si interessa dello sviluppo della narrativa in formato dialogico nel Giappone del XVIII secolo, con un focus particolare sulla letteratura dei quartieri del piacere. Attualmente insegna Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha al suo attivo varie pubblicazioni e traduzioni, tra cui: trascrizioni e traduzioni in italiano di iscrizioni e poesie per i cataloghi a cura di Rossella Menegazzo, Hokusai. Sulle orme del Maestro (Milano, Skira, 2017) e Hiroshige. Visioni dal Giappone (Milano, Skira, 2018).

domenica 24 marzo 2019, ore 11.00
maestra Paola Piras
L’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebana
«Il paesaggio, e quindi la visione e la rappresentazione della natura, è come la lingua madre. La sua presenza, tacita o esplicita, riconosciuta o latente, contiene il codice originario della nostra appartenenza» (Morelli 2011).
E così è certamente per la cultura giapponese classica, che trova una sua lettura attraverso l’Ikebana, l’arte di disporre i fiori, alla cui base vi sono il profondo rapporto tra uomo e natura e un modo sempre nuovo e mutevole di concepire i fiori e l’arte di comporli.
Durante questa conferenza con dimostrazione sarà possibile accostarsi all’Ikebana, o come viene anche chiamata il kadō (La Via dei Fiori), che nasce in un contesto religioso e si sviluppa in un mondo maschile di monaci, guerrieri e letterati, fino a giungere ai giorni nostri, dove anche nelle tendenze sperimentali della contemporaneità mantiene il carattere delle sue origini. È un sapere manuale antico, come tutte le arti giapponesi, perché, come recita una massima Buddhista «sapere non è capire e per capire bisogna praticare». L’Ikebana è il frutto di una ricerca estetica, tramandata da generazioni da Maestro a discepolo e vissuta, al pari di altre arti giapponesi, come una disciplina di ricerca interiore, poiché prendersi cura del paesaggio è prendersi cura di sé.

La Maestra Paola Piras inizia il suo percorso di Ikebana a Milano nel 1975 sotto la guida di Jenny Banti Pereira, continuando i corsi presso il Chapter di Ikebana Ohara di Milano. Dal 1994 è membro dell’E.O.T.A. (European Ohara Teachers Association), partecipa regolarmente ai seminari tenuti in Europa da Maestri giapponesi ed ha al suo attivo seminari di approfondimento in Giappone.
Tiene dimostrazioni presso Musei, Biblioteche, Enti Pubblici e Privati e partecipa a manifestazioni floreali e culturali con i suoi gruppi di studio. Insegna regolarmente Ikebana a tutti i livelli presso i gruppi che fanno capo al Chapter di Venezia.

domenica 31 marzo 2019, ore 11.00
prof.ssa Virginia Sica
Il “Palazzo del bramito dei cervi”, palcoscenico di un sistema politico. Architettura, arti e costumi nella Tokyo di fine ‘800
«Secondo la mia opinione, l’unico percorso è far scontrare con gli Europei i Giapponesi, di modo che si sentano personalmente a disagio, si rendano conto del loro svantaggio e assimilino una consapevolezza della vigorosità occidentale […]. Ritengo che il metodo sia favorire relazioni veramente libere tra loro […]. Solo così il nostro Impero potrà raggiungere una posizione pari a quella dei Paesi occidentali. Solo così il nostro Impero potrà essere indipendente, prospero e potente». Così dichiarava nel 1879 Inoue Kaoru (1835-1915) in un documento per il Gabinetto di cui era ministro degli Affari Esteri, nella cruciale fase storica nota come “Restaurazione Meiji”, che vedeva l’esordio del Giappone sul palcoscenico delle relazioni internazionali e la sua emersione come la prima nazione asiatica industrializzata.
Per Inoue, lo strumento che favorisse quegli obiettivi doveva essere il “Palazzo del bramito dei cervi”, destinato a ricevimenti ed eventi per gli esponenti della diplomazia internazionale del tempo: il Rokumeikan, che fu il simbolo assoluto e più incisivo dei nuovi costumi sociali, artistici e culturali di era Meiji (1868-1912).

Virginia Sica è docente di Cultura giapponese (storia e letteratura) presso il Dipartimento di Mediazione linguistica e di Studi interculturali dell’Università di Milano. Dopo essersi laureata in Lingue e Civiltà orientali (indirizzo storico-letterario) presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli, si è trasferita in Giappone dal gennaio 1989, dove ha insegnato per alcuni anni presso il Dipartimento di Estetica (Facoltà di Lettere), della Tōhoku Kokuritsu Daigaku (Università Statale del Tōhoku). Al rientro in Italia, dopo un’esperienza presso una holding giapponese con sede a Milano, ha ripreso l’attività didattica dal 2006. È socio AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi), membro del CARC (Contemporary Asia Research Centre), socio di Asia Teatro e attualmente coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Milano Asia Pacifico

domenica 7 aprile 2019, ore 11.00
dott.ssa Carmen Covito
Onnagata. Il labirinto dei generi nel teatro giapponese
Nel teatro Kabuki il termine “Onnagata” indica gli attori specializzati nei ruoli femminili. La loro arte, formalizzata tre secoli fa da grandi interpreti come Yoshizawa Ayame, costituisce ancora oggi uno degli aspetti più affascinanti del teatro giapponese e nel corso del tempo ha lasciato tracce profonde nella sensibilità del Giappone, ispirando i pittori ukiyo-e ampiamente rappresentati nel Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste ma anche scrittori moderni, come Mishima Yukio, e persino fenomeni della cultura pop contemporanea.

 Carmen Covito, scrittrice e nipponista, è nota per un romanzo di successo dal quale sono stati tratti un film e uno spettacolo teatrale: La bruttina stagionata (Premio Bancarella 1993). Ha pubblicato successivamente altri romanzi, sempre caratterizzati dalla contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi. Oggi dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro” (www.asiateatro.it) ed è vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it per la diffusione della calligrafia sino-giapponese.

 

 

Apr
12
ven
Conferenze: Cultura e Giappone del Centro di Cultura Giapponese di Milano @ Milano
Conferenze: Cultura e Giappone del Centro di Cultura Giapponese di Milano @ Milano

Conferenze: Cultura e Giappone

a cura di Associazione Nuova Cultura Oriente Occidente
Centro di Cultura Giapponese

Venerdì 16 novembre 2018
Giangiorgio Pasqualotto
“L’idea di bellezza nella tradizione giapponese”

Venerdì 14 dicembre 2018
Keiko Ando Mei
“Le peculiarità e i valori della cultura giapponese”

Venerdì 18 gennaio 2019
Ornella Civardi
“Ikkyu Sojun o lo zen della disobbedienza”
(reading e commento)

Venerdì 15 febbraio 2019
Massimo Raveri
“Scalare la profondità della mente.
L’ascesi alla montagna sacra”

Venerdì 8 marzo 2019
Nicoletta Spadavecchia
“Dalla marionetta al robot alla ricerca della propria
identità. Pagine di letteratura italiana e
giapponese a confronto”

Venerdì 12 aprile 2019
Paola Scrolavezza
“La letteratura giapponese nell’era della globalizzazione”

Le conferenze si tengono il venerdì alle ore 18.30 presso la sede
via Sandro Sandri 2 Milano (MM3 Turati)
Ingresso con tessera associativa – Prenotazione obbligatoria

info e prenotazioni: 338.1642282
[email protected] 

Giu
14
ven
Conferenza Marionette e dogugaeshi di Basil Twist @ Roma
Conferenza Marionette e dogugaeshi di Basil Twist @ Roma

venerdì 14 giugno 2019 ore 18.00

I FILI MAGICI DI BASIL TWIST
MARIONETTE E DOGUGAESHI D’AUTORE

conferenza a cura di 
Basil Twist maestro di marionette
 
Istituto Giapponese di Cultura
via A. Gramsci, 74
ingresso libero
conferenza in lingua inglese con traduzione in italiano

 

I fili magici di Basil Twist 
Marionette e dogugaeshi d’autore

L’Istituto Giapponese ha il piacere di presentare al pubblico italiano uno dei più grandi artisti viventi di teatro di figura, il maestro di marionette newyorkese Basil Twist (www.basiltwist.com), artista in residenza dell’Accademia Americana in Roma, dopo l’assegnazione del prestigioso Rome Prize in Arti Visive. Artista di inarrestabile immaginazione, dotato di una originale visione poetica, Twist crea lavori di grande impatto visuale che raccontano storie classiche con immagini ipnotiche e l’ausilio della musica. Nei suoi spettacoli Dogugaeshiesplora e riporta in vita un’antica forma d’arte giapponese quasi dimenticata, in cui burattinai invisibili manovrano con gesti precisi e raffinati pannelli dipinti a mano che schiudono alla vista personaggi meravigliosi e paesaggi fantastici, sulle note dello shamisen.
Di questo mondo incantatodi marionette e dogugaeshi, della sua esperienza di artista che dona nuova vita a tradizioni teatrali quasi del tutto perdute – frutto di eccellenze artigianali trasmesse da maestro a discepolo – parlerà Basil Twist nel corso della conferenza che sarà tenuta in lingua inglese con traduzione in italiano.

I frequentatori dell’Istituto Giapponese hanno avuto modo di apprezzarne il lavoro in occasione della proiezione del film Haiku on a Plum Tree (Italia, 2016) di Mujah Maraini-Melehi nel marzo 2016, dove – a cornice delle immagini che hanno raccontato la storia della famiglia Maraini in Giappone – la regista ha scelto di inserire idogugaeshi, pannelli scorrevoli un tempo utilizzati per le scenografie del teatro dei burattini in Giappone. Una tecnica scenografica, quella del dogugaeshi, sviluppatasi nell’Isola di Awaji (Mar interno del Giappone) dove Basil Twist si è recato nel 2004 per apprenderne i segreti e la storia, grazie al sostegno della Japan Society di New York, che gli ha commissionato uno spettacolo sui burattini, poi premiato nel 2005 con il Bessie Award. Per il film il maestro ha creato anche marionette e immagini bidimensionali fluttuanti pensate per rievocare le vicende più toccanti vissute dai protagonisti della narrazione.

DOGUGAESHI

Il termine trae origine dalla parola dougu (道具) attrezzo, attrezzo di scena e, per estensione, scena, scenografia e dal verbo kaeru (返) voltare, rovesciare, ribaltare, girare, ad indicare il cambio di scena ottenuto nell’antico teatro dei burattini dal rovesciamento, scorrimento o ribaltamento di pannelli scorrevoli realizzati con legno e carta giapponese, spesso carta di riciclo ricavata da vecchie partiture musicali o dalle pagine dei testi scritti per i narratori.                           
Questa tecnica è anche conosciuta con il nome fusuma karakuri dove fusuma indica i pannelli scorrevoli (gli stessi che separano gli interni delle case tradizionali giapponesi) e karakuri sta per meccanismo, marchingegno, macchinario. Utilizzata in modo limitato nei teatri bunraku di Osaka e Tokyo, solo come semplice fondale o come elemento per i cambiamenti di scena negli spettacoli in cui si impiegano i burattini, il dogugaeshi era invece usato con grande effetto sull’Isola di Awaji e in altri località del mare interno del Giappone come una forma di arte e spettacolo autonoma. Il dogugaeshi, e invero alcune forme precedenti il teatro bunraku come l’Awa Ningyo Joruri (caratterizzato da una narrazione semplice ad alta voce e burattini un po’ più grandi rispetto a quelli del bunraku sviluppatosi nel Kansai), ebbe origine sull’Isola di Awaji dove si era diffusa la consuetudine di dipingere elaborati fusuma (detti fusuma-e, ossia dipinti su pannelli) per essere utilizzati come fondali degli spettacoli di burattini nelle zone rurali, fin dall’inizio del 16° e per tutto il 17° secolo. Vari i marchingegni utilizzati per dare movimento o per cambiare scena, inclusi schermi dipinti con disegni di interni in prospettiva o aperture ridotte con schermi più piccoli che venivano aperti in successione per dare l’impressione di accedere a sale interne di grandi palazzi.
Col tempo gli schermi e il modo in cui venivano utilizzati diventarono sempre più complessi ed elaborati e in alcuni casi misero in ombra o addirittura sostituirono del tutto i burattini stessi.