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Mostra Masahisa Fukase – Private Scenes @ Milano
Gen 20–Mar 31 giorno intero
Mostra Masahisa Fukase  - Private Scenes @ Milano

Masahisa Fukase
Private Scenes

a cura di Foam Fotografiemuseum Amsterdam
in collaborazione con Tomo Kosuga, direttore di Masahisa Fukase Archives

alla Fondazione Sozzani – Milano

In mostra
20 gennaio – 31 marzo 2019
Tutti i giorni, 10.30 – 19.30
Mercoledì e giovedì, 10.30 – 21.00

Sabato, domenica e festivi
Ingresso 5 € Ridotto 3 € (6-26 anni)
Ingresso libero da lunedì a venerdì

La Fondazione Sozzani presenta “Masahisa Fukase, Private Scenes” la prima mostra retrospettiva italiana dedicata al grande fotografo giapponese, a cura di Foam Fotografiemuseum di Amsterdam in collaborazione con Tomo Kosuga, direttore di Masahisa Fukase Archives.
L’opera del fotografo giapponese Masahisa Fukase (Hokkaido, 1934 – Tokyo, 2012) è rimasta in gran parte inaccessibile per oltre vent’anni, in seguito a una tragica caduta che lo aveva lasciato con gravi danni cerebrali permanenti. Dopo la sua morte, gli archivi furono gradualmente aperti, rivelando un ampio materiale inedito. Questa retrospettiva in mostra nel 2018 al Foam Fotografiemuseum di Amsterdam, presenta le più importanti opere e pubblicazioni, le stampe originali e i documenti che provengono da Masahisa Fukase Archives, che spaziano dai primi anni Settanta ai primi Novanta.
Fukase ha incorporato la sua lotta personale contro il senso della perdita e la depressione nel suo lavoro in modo sorprendentemente giocoso. I suoi soggetti sono personali e molto intimi: nel corso degli anni, la moglie Yoko, il padre morente e l’amato gatto Sasuke comparivano regolarmente in narrazioni visive talvolta comiche, talvolta sinistre. Verso la fine della sua vita, rivolgeva la macchina fotografica sempre più verso di sé. L’enorme numero di autoritratti, quasi dei proto-selfie, testimonia il modo singolare, quasi ossessivo in cui l’artista si metteva in relazione con ciò che lo circondava e con sé stesso.
Fukase ha lavorato quasi esclusivamente con delle serie fotografiche, alcune nate nel corso di diversi decenni. Divenne celebre per i suoi “Ravens” (i corvi) (1975-1985), un racconto visivo atmosferico e associativo concepito durante un viaggio nella sua nativa Hokkaido.
Il libro “Ravens” è stato pubblicato nel 1986 e considerato nel 2010 miglior libro fotografico degli ultimi 25 anni dal British Journal of Photography. Gli stormi dei corvi, quasi un presagio del destino, erano una sorta di metafora dello stato d’animo di Fukase per il matrimonio che stava finendo. Meno noto è il fatto che Fukase ha fotografato i corvi anche a colori nelle rare Polaroid della serie “Raven Scenes” (1985).
La sopravvivenza e il dolore personale sono diventati temi ricorrenti in Fukase per lunghi anni. Nella mostra Kill the Pig (1961), Fukase aveva presentato studi sperimentali sulla moglie incinta e sul bambino nato insieme a fotografie scattate in un macello: una riflessione insieme giocosa e macabra sull’amore, la vita e la morte. L’attrazione che il fotografo prova verso la morte e il tempo che scorre è raccontata nella serie Family (1971-1989), ritratti familiari scattati nello studio dei suoi genitori. in Memories of Father (1971-1987) Fukase mostrava la vita, la decadenza e infine la morte di suo padre in un tenero omaggio e un commovente “memento mori”.
L’ esasperata idiosincrasia, la non accettazione di sé stesso, la continua sperimentazione, culminano negli autoritratti e nelle scene di “Private Scenes” (1990-1991), “Hibi” (1990-1992) e “Berobero” (1991) che documentano il vagabondaggio di Fukase per le strade e la vita notturna di Tokyo.

Tre mesi prima della sua fatale caduta, queste tre serie vennero esposte nella mostra “Private Scenes” (1992) al Ginza Nikon Salon di Tokyo, insieme a Bukubuku (1991): una serie di autoritratti dell’artista nella vasca da bagno. L’insieme di queste opere costituisce un diario che scandisce i giorni, i mesi e gli anni in cui Fukase ha vissuto, lavorato e persino giocato in totale isolamento.

Masahisa Fukase è nato nel 1934 a Bifuka, nella zona settentrionale dell’isola di Hokkaido.
Come figlio maggiore, Fukase era destinato a prendere in gestione lo studio fotografico di famiglia, fondato dal nonno nel 1908. Inizia ad aiutare i genitori all’età di sei anni e gestisce lo studio fotografico famiglia fino al trasferimento a Tokyo per studiare fotografia nel 1952. La mostra “Kill the Pig” (1961) fu la prima presentata ad un grande pubblico.
Nel 1964 tre anni dopo l’improvvisa partenza della prima moglie, sposò Yoko, il suo grande amore. Per dodici anni Yoko fu la sua musa. Nel 1974 Fukase fondò la “Workshop Photography School” di Tokyo con noti fotografi giapponesi come Shomei Tomatsu, Eikoh Hosoe, Noriaki Yokosuka, Nobuyoshi Araki e Daido Moriyama. Il loro lavoro venne presentato nella mostra New Japanese Photography al MoMA (New York) nel 1974 introducendo per la prima volta una nuova generazione di fotografi giapponesi in Occidente. Nel 1976 il divorzio da Yoko segnò l’inizio della celebre serie “Ravens”, ma anche della depressione e dell’alcolismo. Nel 1992 Fukase, ubriaco, cadde dalle scale e rimase in coma per venti anni. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2012, il suo lavoro è stato reso gradualmente reso accessibile dagli archivi Masahisa Fukase, istituiti a Tokyo nel 2014. Il lavoro di Fukase è stato esposto in numerose istituzioni tra cui il MoMA, il Victoria and Albert Museum, l’ICP, la Fondation Cartier pour l’Art Contemporain e la Tate Modern. Il suo lavoro è presente in collezioni pubbliche e private, tra cui Victoria and Albert Museum, Tate Modern, SFMoMA, Metropolitan Museum of Art, Getty Museum.
Le opere in mostra sono state generosamente prestate da Masahisa Fukase Archives.

FONDAZIONE SOZZANI

Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
Tel +39 02 653531

Feb
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ven
TOKYO TSUKIJI. Fotografie di Nicola Tanzini @ Genova
Feb 22–Mag 5 giorno intero

TOKYO TSUKIJI. Fotografie di Nicola Tanzini

Mostra fotografica
22 febbraio – 6 maggio 2019
Genova – Museo Chiossone

Dal 22 febbraio al 5 maggio 2019, Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova ospita Tokyo Tsukiji, il reportage realizzato da Nicola Tanzini (Pisa, 1964) all’interno di Tsukiji, il mercato ittico più grande al mondo.

L’esposizione, curata da Aurora Canepari, direttrice del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e Benedetta Donato, curatrice del progetto editoriale, presenta una selezione di 28 fotografie che costituiscono un vero e proprio racconto per immagini di uno dei luoghi più iconici della capitale nipponica, considerato addirittura sacro dai ristoratori giapponesi, che ha visto crescere la propria fama al punto da diventare una delle maggiori attrattive turistiche di Tokyo, oggi purtroppo non più visitabile.

Il 6 ottobre 2018 infatti, dopo 83 anni dalla sua apertura, il mercato di Tsukiji è stato definitivamente chiuso per far spazio alle Olimpiadi del 2020 e dislocato diversi chilometri più a est, nel quartiere di Toyosu.

Il mercato del pesce è presente nella capitale sin dalla sua fondazione risalente all’inizio del XVII secolo, espressamente voluto dallo shogun Tokugawa Ieyasu.

Nella storia dell’arte giapponese, è spesso soggetto delle stampe policrome ukiyoe, espressione artistica per eccellenza della società urbana del XVII secolo, dove diviene simbolo di prosperità e operosità. Nei secoli ha mutato luogo e forma, assecondando le trasformazioni dell’assetto urbanistico della capitale, ma confermandosi sempre come indicatore della vivacità commerciale, dell’indotto del settore ittico e delle abitudini alimentari giapponesi.

Street Tokio – ph. Nicola Tanzini

In oltre due anni di lavoro, Nicola Tanzini ha scelto di catturare coi suoi scatti un lato poco noto di Tsukiji, nel momento di dismissione delle attività che precedono la chiusura, quando tutto finalmente si ferma e gli operatori possono sospendere il lavoro, iniziato prima dell’alba.

L’intero reportage di Nicola Tanzini è contenuto nell’omonimo volume (Contrasto; pagg. 200; oltre 130 immagini, in italiano, inglese, francese e giapponese, a cura di Benedetta Donato), diviso in otto sezioni, corrispondenti alle varie fasi individuate dalla curatela, che vanno dallo spopolamento del mercato alle operazioni di pulizia, dai ritratti dei venditori fino ai momenti da questi ultimi dedicati al ristoro e al relax.

La rassegna genovese pone in dialogo stampe fotografiche che ritraggono una parte importante della cultura e della tradizione giapponese, con la collezione del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, considerata la più importante in Italia e tra le più importanti d’Europa.

ph. Nicola Tanzini

Attraverso questa rilettura, arti visive e arti plastiche, provenienti da periodi diversi e apparentemente lontani, si contaminano e si incontrano in un continuum, sottolineando l’impegno della struttura nella valorizzazione e diffusione di pratiche, usanze e costumi dell’antico e del contemporaneo.

INFO

tel. 010 542285

Orario: da martedì a venerdì, 9.00-19.00; sabato e domenica 10.00-19.30
lunedì chiuso

Mar
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Jewish Manga Art – La bellezza del rigore @ Venezia
Mar 20–Apr 28 giorno intero

Jewish Manga Art – La bellezza del rigore

20 marzo – 28 aprile 2019
Venezia – Museo Ebraico

Una sala del museo dedicata ai Manga di soggetto ebraico disegnati da Thomas Lay.

La bellezza del rigore è una mostra monografica di quadri realizzati dall’artista Thomas Lay,  mangaka occidentale, allievo e primo assistente di Yumiko Igarashi, celebre autrice di Candy Candy.

La collezione comprende quadri che rappresentano immagini tipiche dell’iconografia ebraica attraverlo lo stile e la tecnica proprie dell’arte manga. I manga, da circa quarant’anni, svolgono un ruolo fondamentale nella divulgazione dello spirito e della cultura nipponica in Occidente, e specialmente in Italia, dove riscuotono grande popolarità e hanno ispirato molti artisti locali. Nell’opera di Lay, per la prima volta, la cultura ebraica, radicata in Italia da millenni, si esprime attraverso l’estetica e lo stile narrativo dell’autentica arte giapponese.

Si crea così un connubio unico e suggestivo fra culture ricche di storia e tradizione e si uniscono simbolicamente i popoli nel segno della fratellanza e della reciporca stima.

Thomas Lay inizia la propria carriera di disegnatore all’età di 25 anni, in Giappone, nello studio di Yumiko Igarashi, autrice di Candy Candy e Georgie.
Dopo lo studio all’Accademia di Arte Drammatica di Parigi, Lay decide di seguire la sua prima, grande passione, iniziando così il percorso formativo che lo porterà a Tokyo, riuscendo nell’intento di entrare a fare parte del team di lavoro di Igarashi.
Oggi Lay alterna la sua professione di interprete di giapponese all’arte dell’illustrazione, traendo forte ispirazione dalla cultura ebraica, alla quale è dedicata questa sua prima collezione di lavori iconografici: «da ebreo, trovo importante e molto innovativo rappresentare la nostra cultura millenaria, attraverso un linguaggio grafico attuale e popolare come quello dei manga, universalmente riconosciuti».
Lay crea così un connubio tra la cultura ebraica e nipponica, così ricche di tradizioni intatte e sotto diversi aspetti molto simili tra loro.

 

Orari: 10.00-19.00 giugno-settembre; 10.00-17.30 ottobre-maggio. Chiuso il sabato

Mar
30
sab
Mostra di bamboline “Koboshi” – Japan 4 L’Aquila @ L'Aquila
Mar 30–Mar 31 giorno intero
Mostra di bamboline "Koboshi" - Japan 4 L'Aquila @ L'Aquila

Mostra di bamboline “Koboshi” – Japan 4 L’Aquila

In segno di solidarietà e fratellanza con i ragazzi aquilani del post-terremoto i bambini dell’Izumi Kids Camp, delle scuole elementari di Iwaki, hanno realizzato e dipinto 99 okiagari-koboshi per la città delle 99 cannelle. Le okiagari-koboshi sono bamboline di cartapesta tipiche della tradizione giapponese, simbolo di perseveranza e resilienza. La loro caratteristica è quella di cadere e rialzarsi da sole immediatamente. Le bambole, tenute in esposizione nei giorni della mostra presso il Palazzetto dei Nobili, verranno donate alla Scuola Media Statale “Dante Alighieri” di L’Aquila in segno di solidarietà tra ragazzi della stessa età che hanno sofferto le medesime esperienze con l’augurio di rialzarsi e continuare a sorridere.

La scuola Izumi Kids Camp invierà un video saluto che verrà trasmesso durante l’esposizione delle bambole nel Palazzetto dei Nobili di L’Aquila.

Mostra di opere “Chigiri-e” – Japan 4 L’Aquila @ L'Aquila
Mar 30–Mar 31 giorno intero
Mostra di opere "Chigiri-e" - Japan 4 L'Aquila @ L'Aquila

Mostra di opere “Chigiri-e” – Japan 4 L’Aquila

Nello spirito di vicinanza e solidarietà verso L’Aquila, l’artista giapponese Ayami Noritake, con il suo progetto artistico “Roman Kobo Ren”, nelle giornate di sabato 30 e domenica 31 marzo 2019, esporrà le sue opere presso le stanze del Palazzetto dei Nobili. L’artista Ayami Noritake, inoltre, mostrerà le sue tecniche di lavorazione e il processo creativo legato alle sue opere. Grazie all’utilizzo della tecnica del chigiri-e l’artista Noritake utilizza la carta di riso, tipica della tradizione giapponese, per creare quadri tridimensionali dove una materia, leggera ed inconsistente come la carta, prende nuove forme, traendo ispirazione dalla tradizione dell’Origami giapponese e trasportandola nel mondo contemporaneo, guardando al contempo alla cultura pop e del kawaii. L’artista si fa così portavoce di un nuovo modo di interpretare l’arte classica e il fumetto contemporaneo, esprimendo una raffinata multiculturalità in opere di alto valore estetico.

Apr
4
gio
Mostra “GIAPPONE. Terra di geisha e samurai” a Treviso @ Treviso
Apr 4–Giu 30 giorno intero

Giappone. Terra di geisha e samurai

dal 4 aprile al 30 giugno 2019
presso Casa dei Carraresi – TREVISO

Giappone. Terra di geisha e samurai, curata da Francesco Morena, affascinerà chiunque conosca la raffinatezza e loriginalità della cultura giapponese classica. 
Il percorso espositivo propone uno spaccato delle arti tradizionali dell’arcipelago estremo-orientale attraverso una precisa selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dal fondo privato di Valter Guarnieri, appassionato collezionista trevigiano che ha creato nel corso degli ultimi decenni una raccolta di grande qualità e molto vasta per materiali, tecniche di realizzazione e soggetti iconografici.
La mostra, prodotta da ARTIKA, è proposta dal 4 aprile al 30 giugno 2019 presso Casa dei Carraresi con la collaborazione di Fondazione Cassamarca e il patrocinio della Città di Treviso.


Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo da un lato i molteplici aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese, dallaltro creando dei focus sulle peculiarità e sulla storia della collezione.
L’apertura dell’esposizione non poteva che essere dedicata al binomio Geisha e Samurai. Il Giappone tradizionale è infatti un paese popolato di bellissime donne, le geisha, e audaci guerrieri, i samurai. La classe militare ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo, imponendo il proprio volere politico ed elaborando una cultura molto raffinata la cui eco si avverte ancora oggi in molti ambiti. La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale altrettanto radicato, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Edo (attuale Tokyo).


Dal mondo degli uomini a quello, affollatissimo, degli dei, sintesi di credenze autoctone e influenze provenienti dal continente asiatico. Il Buddhismo, in particolare, di origini indiane, giunse nell’arcipelago per tramite di Cina e Corea. Esso ha permeato profondamente il pensiero giapponese, soprattutto nella sua variante dello Zen, che in questa sezione è testimoniata da un gruppo di dipinti nel formato del rotolo verticale raffiguranti Daruma, il mitico fondatore di questa setta.
Questo affascinante avvicinamento allarte e alla cultura nipponica continua introducendo alla quotidianità del suo popolo: dalle attività di intrattenimento come il teatro Kabuki, dall’utilizzo del kimono alla predilezione degli artisti giapponesi per la micro-scultura. Di questultima troviamo esempio nel nucleo di accessori legati al consumo del fumo di tabacco. 


Non meno affascinante è il percorso che vede le storie tradizionali e i temi legati alla letteratura, diventare raffinati soggetti di dipinti. 
Il clou della grande mostra è riservato al rapporto tra i giapponesi e la natura, che nello Shintoismo, la dottrina filosofica e religiosa autoctona dell’arcipelago, è espressione della divinità. Questa relazione privilegiata con la Natura viene qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno.
A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Intanto europei e statunitensi cominciarono ad apprezzare le arti sopraffini di quel popolo e molti giunsero a scoprire il mitico arcipelago. Il mutato scenario portò molti artisti ad adottare tecniche e stili stranieri, e molti artigiani a produrre opere esplicitamente destinate agli acquirenti forestieri.
Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupa senz’altro un posto d’elezione. Gli stranieri che visitavano l’arcipelago molto spesso acquistavano fotografie per serbare e condividere un ricordo di quel paese misterioso e bellissimo. È il caso dello sconosciuto che acquisì il nucleo esposto in mostra, il quale annotò in lingua spagnola, a margine delle fotografie, le descrizioni dei luoghi e delle attività raffigurate nei suoi scatti.
L’ultima sala è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono lesaltante percorso espositivo.


Informazioni pratiche

Biglietteria
Intero:  12,00
Ridotto:  10,00 (gruppi min. 10 persone, soci Fai, Arci e Touring Club, possessori biglietto Trenitalia con destinazione Treviso)
Ridotto speciale:  8,00 (studenti dai 6 ai 26 anni)
Ridotto famiglia:  8,00 (min. 2 adulti e 1 minorenne)
Gratuito: giornalisti previo accredito presso lufficio stampa ([email protected]), guide turistiche con tesserino, insegnanti accompagnatori, disabili non autosufficienti con accompagnatore

Orari
Dal martedì al venerdì: 10  19
Sabato, domenica e festivi: 10  20

Prenotazioni
0422 513150
[email protected]

Apr
6
sab
Mondo bonsai 15ma Edizione @ Gonzaga (MN)
Apr 6–Apr 7 giorno intero

Mondo bonsai 15ma Edizione

6 e 7 aprile p.v. presso Fiera Millenaria, Gonzaga (Mantova)

Apr
9
mar
Swinging furniture …al Fuori Salone 2019 @ Milano
Apr 9–Apr 14 giorno intero

Swinging furniture … al Fuori Salone 2019

Spazi di vita in movimento (con paesaggio)
9-14 aprile 2019 – MILANO

 Tavoli e sedie come “full size Hakoniwa”, isole-giardino fluttuanti dove rifugiarsi dal caos metropolitano e mettersi in relazione con il mondo. Frammenti di paesaggio che avvolgono chi guarda e sinuose installazioni organiche che si sviluppano nello spazio. Dal 9 al 14 aprile 2019, per il Fuori Salone di Milano, gli ambienti della Fonderia Napoleonica Eugenia offrono un itinerario tra i progetti sperimentali dei giapponesi ENZO Satoru Tabata  e DAIKEN EiJi Suzuki(che a Gifu lavorano insieme nel “TEAM BALANCO”), le  installazioni sospese di JUKAI (Marta Fumagalli – Riccardo Piovano) e le sculture avvolgenti e immersive di Barbara Crimella.

Mobili come piccole isole verdi, ispirate all’idea tradizionale giapponese di “Hakoniwa”, il “giardino in miniatura”, ma questa volta “full size”, dove le persone possono entrare. Punto d’incontro tra design, architettura, tradizione artigiana e paesaggio. I due architetti ENZO Satoru Tabata e DAIKEN Eiji Suzuki, entrambi originari del distretto nipponico di Gifu dove collaborano nel “TEAM BALANCO”, porteranno al Salone del Mobile di Milano (9-14 aprile 2019) i loro prototipi di arredo.

L’“Intree table”, da 5 o da 9 posti, un tavolo dalla forma organica in armonia con l’ambiente naturale, è dotato di sedie leggermente oscillanti collocate in posizione rialzata che danno la sensazione di fluttuare insieme agli alberi integrati nella struttura. È un piccolo spazio nello stesso tempo intimo (per sfuggire dal caos metropolitano) e capace di creare occasioni di incontro e comunicazione.

Il “Balanco table”, da 2 o da 8 posti, prende il nome da un termine portoghese con il significato di “oscillante”. È un tavolo sospeso che vuole creare un senso di comunità nello spazio architettonico. Ondeggiare è un’emozione che cattura chi la prova, un movimento che fa sentire ogni persona seduta parte di un gruppo. Ma rimanda anche alle oscillazioni concettuali dell’equazione che ha ispirato il progetto: “Architettura come arredo per la vita quotidiana – arredo come giardino che trasforma il paesaggio – giardino come architettura che crea uno spazio privato”.

Accanto all’Intree table e al Balanco Table ci sarà anche un complemento d’arredo disegnato dall’architetto Eiji Suzuki della DAIKEN SEKKEI.

“Pensiamo che il Salone del mobile a Milano sia il luogo più adatto per presentare i nostri nuovi progetti – raccontano i  designers nipponici – pensiamo anche che lo stile di questi arredi sia molto in sintonia con l’Italia. Per questo siamo piuttosto curiosi di vedere le reazioni del pubblico che verrà a visitarci alla Fonderia”.

Per una settimana la Fonderia Napoleonica si trasformerà in un suggestivo giardino, all’interno del quale il pubblico troverà anche un’area con le installazioni realizzate da JUKAI (Marta Fumagalli e a Riccardo Pirovano) e dalla scultrice Barbara Crimella (che con ENZO Satoru Tabata collaborano da molto tempo).

Si tratta di sinuose strutture organiche in materiali come il legno, la carta e l’ottone e in dialogo con lo spazio, entrambe ispirate alla natura, come un fotogramma di un paesaggio in movimento, sospeso e ondeggiante.
D’altra parte la mission del gruppo di lavoro “BALANCO” è proprio quella di progettare la trasformazione dei luoghi e insieme degli ambiti di vita delle persone.

Vaprio Zanoni
 fornisce tutto il verde ai designer giapponesi mentre Cereda Legnami e Traforart sono gli sponsor tecnici del “gruppo italiano”.

Vi aspettiamo quindi….nei magici “giardini sospesi” della Fonderia Napoleonica Eugenia.

Giorni: da martedì 9 aprile a Domenica 14 aprile 2019
Orari: dalle 10.00 alle 20.00 (il 9 aprile e 13 aprile fino alle 22.00 per cocktail)

Apr
10
mer
SUNBEAMS LEAVES installazione di carte e tessuti giapponesi @ Milano
Apr 10–Apr 13 giorno intero
SUNBEAMS LEAVES installazione di carte e tessuti giapponesi @ Milano

SUNBEAMS LEAVES

installazione di carte e tessuti giapponesi di

Sachiko Horiuchi e Ayumi Shima

L’iniziativa in collaborazione con l’ ASSOCCIAZIONE CULTURALE Giappone in Italia comprende un  insieme di opere realizzate in carta tradizionale giapponese in varie trame, texture e tessuti caratterizzati da variazioni di colori con riferimenti alla natura.
Sachiko Horiuchi e Ayumi Shima si riallacciano alla cultura e all’arte giapponese e creano un percorso che accompagna il visitatore nell’esplorare le trasparenze dettate dal “raggio di luce” sui materiali. 

Da mercoledì 10 a sabato 13 aprile 2019
dalle ore 11,00  alle ore 20,00 

è possibile ammirare l’installazione delle autrici che propone una serie di opere ricche di riferimenti e di aspetti che contengono una spiritualità sottile, tipica giapponese.

PARTY :   giovedì 11 aprile 
dalle ore 16,00 alle ore 21,30

Giu
14
ven
Mostra fiabe giapponesi Sorekara @ Milano
Giu 14–Set 30 giorno intero
Mostra fiabe giapponesi Sorekara @ Milano

Elisa Macellari

Sorekara…
fiabe giapponesi illustrate
a cura di Illustrazioni Seriali

in mostra dal 14 giugno a fine settembre

presso Gastronomia Yamamoto Via Amedei, 5 Milano

Per Illustrazioni Seriali, e in collaborazione con la Gastronomia Yamamoto, Elisa Macellari ha realizzato una serie di 10 tavole, che illustrano le più popolari fiabe giapponesi.
Il titolo della mostra “Sorekara…” che in Giapponese significa “e poi?” rievoca quella curiosità tipica dei bambini che fremono per conoscere il finale di una storia. Finale che, così come nelle fiabe europee, apre un momento di riflessione sui grandi interrogativi della vita: il successo, l’amicizia, l’amore e la morte.

Elisa Macellari è un’illustratrice italo-thailandese nata e cresciuta a Perugia e di base a Milano.
Dal 2012 è illustratrice freelance per case editrici e riviste nazionali ed estere.
Tra i suoi clienti The New York Times, Women’s Health UK, Cartoon Network, Donna Moderna, Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Giunti, Piemme, Zanichelli, Rubbettino, Il Battello a Vapore, J-pop, Linus, Plansponsor, Planadviser, Donna Magazin, viction:ary, Nobrow Press, Bandcamp, Cancer World Magazine, Razor & Tie Records, Langosteria, Karimoku New Standard, Woodyzoody, B&B Italia e Realtime. Nel 2018 pubblica “Papaya Salad”, il suo primo graphic novel, edito da BAO Publishing, tradotto in Francia dalla casa editrice Steinkis. Nel 2017 vince la Gold Medal di Autori di Immagini nella categoria editoria e nel 2019 la Silver Medal nella categoria fumetto. Il suo lavoro è stato esposto in Italia e all’estero.

Gastronomia Yamamoto è la prima gastronomia giapponese dove si serve una cucina nipponica casalinga nel cuore di Milano.

Giu
15
sab
Mostra personale di Asako Hishiki “Tonalità vitali” @ Cereggio (RE)
Giu 15–Lug 14 giorno intero
Mostra personale di Asako Hishiki "Tonalità vitali" @ Cereggio (RE)

KAMArt in Residence APS 
presenta

ASAKO HISHIKI
Tonalità vitali

mostra personale dell’artista giapponese per KAMart residence #2

a cura di Matteo Galbiati

15 giugno – 14 luglio aprile 2019

Inaugurazione sabato 15 giugno 2019 ore 18.00 presso Sala Teatro di Cereggio (RE)

premio speciale Arteam Cup 2017
in collaborazione con Arteam Associazione Culturale, Albissola Marina (SV)
con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano
e del Comune di Ventasso (RE)
con il supporto di Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili, Milano

Per due settimane (dal 13 al 27 aprile scorsi) l’artista giapponese Asako Hishiki (1980) ha preso parte alla residenza d’artista KAMart residence #2 che – progetto nato in collaborazione con Arteam – Associazione Culturale di Albissola Marina (SV), organizzatrice e promotrice del premio internazionale Arteam Cup – le è stata assegnata proprio come Premio Speciale nell’edizione 2017 da Angela Viola (in qualità di presidente) unitamente al comitato scientifico dell’Associazione KAMart. Durante i giorni trascorsi sull’Appennino emiliano Hishiki ha assaporato i ritmi e le suggestioni di una natura spettacolare nell’esuberanza della stagione primaverile, in un luogo dove ancora il tempo sembra restare ancorato a valori antichi. Parlando con la gente o osservando gli animali, passeggiando tra piccoli paesi incastonati nel paesaggio collinare o nei boschi e nei prati incontaminati, da ogni elemento ha attinto con attenzione profonda gli spunti, resi poi energia fondamentale per la sua ricerca, che da sempre ritornano nella Natura, referente imprescindibile di senso e soggetto costante di ogni affermazione della sua arte. Hishiki ha guardato e ha ascoltato. Colori e suoni, rumori, forme, sapori, saperi e esperienze di vita si trascrivono ora nelle sue opere che riportano, con altra scrittura, l’armonia del mondo naturale, intonandolo ad un altro grado di poesia, conservata e rilanciata dalle sue immagini in un costante rinnovarsi di visioni e di emozioni rese sempre attraverso la metafora pittorica del suo linguaggio.

Leggerezza e sospensione sono evidenze e temi fondamentali nella pratica artistica di Hishiki che qui, al Ventasso, hanno trovato modo di ampliarsi e potenziarsi nell’orizzonte vitale dell’Appennino e delle realtà con cui ha interagito o che ha semplicemente guardato. Letture, sensazioni, percezioni dei dettagli hanno rinnovato, nel suo sguardo, un vocabolario formale che ha avuto modo di ampliarsi e rinnovarsi con l’apporto di nuove esperienze e pulsioni sensibili. Scrive Matteo Galbiati nel suo testo critico:

“Segni come tracce, pieni che si dissolvono in vuoti, forme che si trascrivono attraverso le volute delle cromie deliziano il rapporto tra lo sguardo e l’anima con l’equilibrio intrinseco di una musicalità, prima naturale che intellettuale, con cui lei scioglie le riserve di una delicata evanescenza visiva per cogliere e fissare, nelle sue opere, tutto il corollario di sensazioni e di sentimenti che accolgono e abbracciano il nostro umano sentire.”

A seguito della sua permanenza Asako Hishiki ha elaborato una nuova serie di opere che si compongono di un lessico segnico-cromatico che ha in sé il principio di una codifica del suo linguaggio in cui le radici culturali giapponesi incontrano la cultura occidentale in una artista che, come lei, sa attualizzare il rispetto delle tradizioni nel presente dell’oggi. Il pronunciamento della sua visione contemporanea si trasferisce in questo inedito ciclo di lavori che consegna a questa mostra, restituendo così al luogo, che l’ha aiutata e stimolata, la bellezza di una connotante grazia e di una caratterizzante armonia espressiva che tocca, con garbo e gentilezza, le nostre immaginazioni. Senza staccarsi mai dalla verità delle cose, Asako Hishiki porta la fantasia a ritrovare i percorsi della Natura, semplicemente attraverso il sussurro. Come il vento tra gli alberi, il muschio sulle tegole, gli uccelli che tracciano volute nel cielo, i suoi racconti essenziali riconciliano la nostra mente attraverso la visione di qualcosa che non supera mai l’imponderabile, ma vive, silenziosamente, nel paesaggio della nostra esistenza quotidiana.

Come avvenuto già durante la residenza, anche in occasione della mostra è previsto un coinvolgente laboratorio di Monkiri Asobi che, tenuto dall’artista, coinvolgerà il pubblico partecipante nella realizzazione di piccole opere in carta.

Questa mostra, grazie al supporto di Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili di Milano, oltre a quello del Comune di Ventasso (RE), si avvale del prestigioso patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano.

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Orari

Fino al 14 luglio con i seguenti orari: da lunedì a venerdì 16.00-19.00; sabato e domenica 11.00-13.00 e 16.00-19.00

Per visite in altri orari contattare: Angela +39 329 3979605

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LABORATORIO DI MONKIRI ASOBI

a cura di Asako Hishiki

Domenica 16 giugno 2019 dalle 16.00 alle 18.00

presso l’Oratorio di Ramiseto (RE)

Secondo appuntamento con l’artista giapponese con un laboratorio pratico aperto a bambini e adulti dai 4 anni in su. Ogni partecipante (i bambini sono accompagnati da un adulto), guidato da Asako, realizzerà piccole opere ritagliando la carta con un’antica tecnica di lavorazione giapponese.

Per informazioni e prenotazioni contattare preventivamente: Angela +39 329 3979605

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BIOGRAFIA HISHIKI

Asako Hishiki è nata in Giappone ad Hamamatsu (Shizuoka) nel 1980, consegue la laurea in Pittura nel 2004 presso Joshibi University of Art and Design di Kanagawa-Tokyo. Nel 2005 si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Bologna dove, nel 2010, si diploma in pittura e successivamente, dopo aver ottenuto nello stesso anno una borsa di studio dal Governo Italiano, si iscrive al Biennio Specialistico in Pittura diplomandosi nel 2015. Vive e lavora a Monza.

KAMart in residence APS

KAMart in residence nasce come progetto nel 2015; dal 16 ottobre 2016 si costituisce come Associazione di promozione sociale fondata dall’artista Angela Viola; il progetto KAMart nasce con l’intento di promuovere e diffondere l’arte contemporanea, attività culturali e di promozione sociale sul territorio dell’Appennino emiliano realizzando Residenze d’Artista a medio e lungo termine, presso la sede legale e sociale dell’Associazione: un casale immerso nella valle dell’Appennino Tosco Emiliano, in località Cereggio, presso il comune di Ventasso (RE). KAMart promuove l’arte contemporanea fuori dai circuiti convenzionali perché questa possa essere fruita da un pubblico più ampio affinché sia più prossima e facilmente accessibile a tutti. L’associazione promuove inoltre il Festival di Arte Contemporanea VENTI CONTEMPORANEI, oggi alla sua seconda edizione, curato da Virginia Glorioso e patrocinato dal Comune di Ventasso (RE).

ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTEAM

Fondata nel 2001, con sede ad Albissola Marina (SV), l’Associazione Culturale Arteam vanta un’esperienza pluriennale nel settore culturale e artistico. Attiva su diversi fronti, fin dal primo anno, ha saputo ricavarsi una notevole notorietà e visibilità, soprattutto a livello nazionale, grazie alla sua pubblicazione periodica ESPOARTE, che in pochi anni ha saputo conquistare lettori, pubblico, critica, consenso e autorevolezza, diventando uno tra i maggiori magazine di arte contemporanea d’Italia. Arteam si è distinta, negli anni, anche come organizzatore di eventi, dando vita al Premio Espoarte (dal 2001 al 2006), divenuto European Arteam Prize, ampliato nel 2006 nel format ICONARTS (International of Contemporary Arts). Nel 2014, con premiazione nell’ambito di Arte Fiera Bologna, Arteam lancia gli Espoarte Awards. Nel 2015 nasce, quindi, Arteam Cup che, dopo un esordio esplosivo nel 2015 a Venezia in concomitanza con la Biennale Arte, si riconferma nel 2016 nella suggestiva sede di Palazzo del Monferrato ad Alessandria; con l’edizione 2017 la mostra si sposta al BonelliLAB di Canneto sull’Oglio (MN) e nel 2018 nei prestigiosi spazi della Fondazione Dino Zoli di Forlì.