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Qui trovi un elenco degli eventi giapponesi, corsi, fiere e incontri riguardanti il Giappone che si svolgono in Italia, nella vicina Europa o eventualmente eventi di interesse che si svolgono in Giappone. 

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INSERISCI EVENTO

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Mostra Masahisa Fukase – Private Scenes @ Milano
Gen 20–Mar 31 giorno intero
Mostra Masahisa Fukase  - Private Scenes @ Milano

Masahisa Fukase
Private Scenes

a cura di Foam Fotografiemuseum Amsterdam
in collaborazione con Tomo Kosuga, direttore di Masahisa Fukase Archives

alla Fondazione Sozzani – Milano

In mostra
20 gennaio – 31 marzo 2019
Tutti i giorni, 10.30 – 19.30
Mercoledì e giovedì, 10.30 – 21.00

Sabato, domenica e festivi
Ingresso 5 € Ridotto 3 € (6-26 anni)
Ingresso libero da lunedì a venerdì

La Fondazione Sozzani presenta “Masahisa Fukase, Private Scenes” la prima mostra retrospettiva italiana dedicata al grande fotografo giapponese, a cura di Foam Fotografiemuseum di Amsterdam in collaborazione con Tomo Kosuga, direttore di Masahisa Fukase Archives.
L’opera del fotografo giapponese Masahisa Fukase (Hokkaido, 1934 – Tokyo, 2012) è rimasta in gran parte inaccessibile per oltre vent’anni, in seguito a una tragica caduta che lo aveva lasciato con gravi danni cerebrali permanenti. Dopo la sua morte, gli archivi furono gradualmente aperti, rivelando un ampio materiale inedito. Questa retrospettiva in mostra nel 2018 al Foam Fotografiemuseum di Amsterdam, presenta le più importanti opere e pubblicazioni, le stampe originali e i documenti che provengono da Masahisa Fukase Archives, che spaziano dai primi anni Settanta ai primi Novanta.
Fukase ha incorporato la sua lotta personale contro il senso della perdita e la depressione nel suo lavoro in modo sorprendentemente giocoso. I suoi soggetti sono personali e molto intimi: nel corso degli anni, la moglie Yoko, il padre morente e l’amato gatto Sasuke comparivano regolarmente in narrazioni visive talvolta comiche, talvolta sinistre. Verso la fine della sua vita, rivolgeva la macchina fotografica sempre più verso di sé. L’enorme numero di autoritratti, quasi dei proto-selfie, testimonia il modo singolare, quasi ossessivo in cui l’artista si metteva in relazione con ciò che lo circondava e con sé stesso.
Fukase ha lavorato quasi esclusivamente con delle serie fotografiche, alcune nate nel corso di diversi decenni. Divenne celebre per i suoi “Ravens” (i corvi) (1975-1985), un racconto visivo atmosferico e associativo concepito durante un viaggio nella sua nativa Hokkaido.
Il libro “Ravens” è stato pubblicato nel 1986 e considerato nel 2010 miglior libro fotografico degli ultimi 25 anni dal British Journal of Photography. Gli stormi dei corvi, quasi un presagio del destino, erano una sorta di metafora dello stato d’animo di Fukase per il matrimonio che stava finendo. Meno noto è il fatto che Fukase ha fotografato i corvi anche a colori nelle rare Polaroid della serie “Raven Scenes” (1985).
La sopravvivenza e il dolore personale sono diventati temi ricorrenti in Fukase per lunghi anni. Nella mostra Kill the Pig (1961), Fukase aveva presentato studi sperimentali sulla moglie incinta e sul bambino nato insieme a fotografie scattate in un macello: una riflessione insieme giocosa e macabra sull’amore, la vita e la morte. L’attrazione che il fotografo prova verso la morte e il tempo che scorre è raccontata nella serie Family (1971-1989), ritratti familiari scattati nello studio dei suoi genitori. in Memories of Father (1971-1987) Fukase mostrava la vita, la decadenza e infine la morte di suo padre in un tenero omaggio e un commovente “memento mori”.
L’ esasperata idiosincrasia, la non accettazione di sé stesso, la continua sperimentazione, culminano negli autoritratti e nelle scene di “Private Scenes” (1990-1991), “Hibi” (1990-1992) e “Berobero” (1991) che documentano il vagabondaggio di Fukase per le strade e la vita notturna di Tokyo.

Tre mesi prima della sua fatale caduta, queste tre serie vennero esposte nella mostra “Private Scenes” (1992) al Ginza Nikon Salon di Tokyo, insieme a Bukubuku (1991): una serie di autoritratti dell’artista nella vasca da bagno. L’insieme di queste opere costituisce un diario che scandisce i giorni, i mesi e gli anni in cui Fukase ha vissuto, lavorato e persino giocato in totale isolamento.

Masahisa Fukase è nato nel 1934 a Bifuka, nella zona settentrionale dell’isola di Hokkaido.
Come figlio maggiore, Fukase era destinato a prendere in gestione lo studio fotografico di famiglia, fondato dal nonno nel 1908. Inizia ad aiutare i genitori all’età di sei anni e gestisce lo studio fotografico famiglia fino al trasferimento a Tokyo per studiare fotografia nel 1952. La mostra “Kill the Pig” (1961) fu la prima presentata ad un grande pubblico.
Nel 1964 tre anni dopo l’improvvisa partenza della prima moglie, sposò Yoko, il suo grande amore. Per dodici anni Yoko fu la sua musa. Nel 1974 Fukase fondò la “Workshop Photography School” di Tokyo con noti fotografi giapponesi come Shomei Tomatsu, Eikoh Hosoe, Noriaki Yokosuka, Nobuyoshi Araki e Daido Moriyama. Il loro lavoro venne presentato nella mostra New Japanese Photography al MoMA (New York) nel 1974 introducendo per la prima volta una nuova generazione di fotografi giapponesi in Occidente. Nel 1976 il divorzio da Yoko segnò l’inizio della celebre serie “Ravens”, ma anche della depressione e dell’alcolismo. Nel 1992 Fukase, ubriaco, cadde dalle scale e rimase in coma per venti anni. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2012, il suo lavoro è stato reso gradualmente reso accessibile dagli archivi Masahisa Fukase, istituiti a Tokyo nel 2014. Il lavoro di Fukase è stato esposto in numerose istituzioni tra cui il MoMA, il Victoria and Albert Museum, l’ICP, la Fondation Cartier pour l’Art Contemporain e la Tate Modern. Il suo lavoro è presente in collezioni pubbliche e private, tra cui Victoria and Albert Museum, Tate Modern, SFMoMA, Metropolitan Museum of Art, Getty Museum.
Le opere in mostra sono state generosamente prestate da Masahisa Fukase Archives.

FONDAZIONE SOZZANI

Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
Tel +39 02 653531

Feb
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TOKYO TSUKIJI. Fotografie di Nicola Tanzini @ Genova
Feb 22–Mag 5 giorno intero

TOKYO TSUKIJI. Fotografie di Nicola Tanzini

Mostra fotografica
22 febbraio – 6 maggio 2019
Genova – Museo Chiossone

Dal 22 febbraio al 5 maggio 2019, Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova ospita Tokyo Tsukiji, il reportage realizzato da Nicola Tanzini (Pisa, 1964) all’interno di Tsukiji, il mercato ittico più grande al mondo.

L’esposizione, curata da Aurora Canepari, direttrice del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e Benedetta Donato, curatrice del progetto editoriale, presenta una selezione di 28 fotografie che costituiscono un vero e proprio racconto per immagini di uno dei luoghi più iconici della capitale nipponica, considerato addirittura sacro dai ristoratori giapponesi, che ha visto crescere la propria fama al punto da diventare una delle maggiori attrattive turistiche di Tokyo, oggi purtroppo non più visitabile.

Il 6 ottobre 2018 infatti, dopo 83 anni dalla sua apertura, il mercato di Tsukiji è stato definitivamente chiuso per far spazio alle Olimpiadi del 2020 e dislocato diversi chilometri più a est, nel quartiere di Toyosu.

Il mercato del pesce è presente nella capitale sin dalla sua fondazione risalente all’inizio del XVII secolo, espressamente voluto dallo shogun Tokugawa Ieyasu.

Nella storia dell’arte giapponese, è spesso soggetto delle stampe policrome ukiyoe, espressione artistica per eccellenza della società urbana del XVII secolo, dove diviene simbolo di prosperità e operosità. Nei secoli ha mutato luogo e forma, assecondando le trasformazioni dell’assetto urbanistico della capitale, ma confermandosi sempre come indicatore della vivacità commerciale, dell’indotto del settore ittico e delle abitudini alimentari giapponesi.

Street Tokio – ph. Nicola Tanzini

In oltre due anni di lavoro, Nicola Tanzini ha scelto di catturare coi suoi scatti un lato poco noto di Tsukiji, nel momento di dismissione delle attività che precedono la chiusura, quando tutto finalmente si ferma e gli operatori possono sospendere il lavoro, iniziato prima dell’alba.

L’intero reportage di Nicola Tanzini è contenuto nell’omonimo volume (Contrasto; pagg. 200; oltre 130 immagini, in italiano, inglese, francese e giapponese, a cura di Benedetta Donato), diviso in otto sezioni, corrispondenti alle varie fasi individuate dalla curatela, che vanno dallo spopolamento del mercato alle operazioni di pulizia, dai ritratti dei venditori fino ai momenti da questi ultimi dedicati al ristoro e al relax.

La rassegna genovese pone in dialogo stampe fotografiche che ritraggono una parte importante della cultura e della tradizione giapponese, con la collezione del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, considerata la più importante in Italia e tra le più importanti d’Europa.

ph. Nicola Tanzini

Attraverso questa rilettura, arti visive e arti plastiche, provenienti da periodi diversi e apparentemente lontani, si contaminano e si incontrano in un continuum, sottolineando l’impegno della struttura nella valorizzazione e diffusione di pratiche, usanze e costumi dell’antico e del contemporaneo.

INFO

tel. 010 542285

Orario: da martedì a venerdì, 9.00-19.00; sabato e domenica 10.00-19.30
lunedì chiuso

Mar
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Jewish Manga Art – La bellezza del rigore @ Venezia
Mar 20–Apr 28 giorno intero

Jewish Manga Art – La bellezza del rigore

20 marzo – 28 aprile 2019
Venezia – Museo Ebraico

Una sala del museo dedicata ai Manga di soggetto ebraico disegnati da Thomas Lay.

La bellezza del rigore è una mostra monografica di quadri realizzati dall’artista Thomas Lay,  mangaka occidentale, allievo e primo assistente di Yumiko Igarashi, celebre autrice di Candy Candy.

La collezione comprende quadri che rappresentano immagini tipiche dell’iconografia ebraica attraverlo lo stile e la tecnica proprie dell’arte manga. I manga, da circa quarant’anni, svolgono un ruolo fondamentale nella divulgazione dello spirito e della cultura nipponica in Occidente, e specialmente in Italia, dove riscuotono grande popolarità e hanno ispirato molti artisti locali. Nell’opera di Lay, per la prima volta, la cultura ebraica, radicata in Italia da millenni, si esprime attraverso l’estetica e lo stile narrativo dell’autentica arte giapponese.

Si crea così un connubio unico e suggestivo fra culture ricche di storia e tradizione e si uniscono simbolicamente i popoli nel segno della fratellanza e della reciporca stima.

Thomas Lay inizia la propria carriera di disegnatore all’età di 25 anni, in Giappone, nello studio di Yumiko Igarashi, autrice di Candy Candy e Georgie.
Dopo lo studio all’Accademia di Arte Drammatica di Parigi, Lay decide di seguire la sua prima, grande passione, iniziando così il percorso formativo che lo porterà a Tokyo, riuscendo nell’intento di entrare a fare parte del team di lavoro di Igarashi.
Oggi Lay alterna la sua professione di interprete di giapponese all’arte dell’illustrazione, traendo forte ispirazione dalla cultura ebraica, alla quale è dedicata questa sua prima collezione di lavori iconografici: «da ebreo, trovo importante e molto innovativo rappresentare la nostra cultura millenaria, attraverso un linguaggio grafico attuale e popolare come quello dei manga, universalmente riconosciuti».
Lay crea così un connubio tra la cultura ebraica e nipponica, così ricche di tradizioni intatte e sotto diversi aspetti molto simili tra loro.

 

Orari: 10.00-19.00 giugno-settembre; 10.00-17.30 ottobre-maggio. Chiuso il sabato

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Introduzione al Buddhismo @ Torino
Introduzione al Buddhismo @ Torino

Introduzione al Buddhismo

A partire da giovedì 7 marzo, per tre incontri, la dottoressa Marianna Zanetta ci accompagnerà nel mondo religioso giapponese, avvicinandoci al Buddhismo.

Tra le più antiche e diffuse religioni mondiali, il Buddhismo ha una storia ricca e interessante che a partire dall’India tocca diversi paesi del continente Asiatico. In Giappone, il Buddhismo arriva intorno alla metà del VI secolo d.C., in conseguenza di diversi contatti politici tra l’arcipelago nipponico e gli antichi regni di Corea: da questo momento in avanti, le dottrine buddhiste (chiamate in giapponese bukkyō) si diffondono rapidamente tra la popolazione giapponese. Il corso cercherà di offrire una breve introduzione alla dottrina buddhista, per poi analizzare le sue varianti più significative e antiche in terra giapponese e mostrare come per buona parte della loro storia queste abbiano interagito con lo Shintoismo. Si cercherà inoltre di mostrare come il Buddhismo abbia dialogato in maniere diverse con la sfera politica – dalle relazioni con la corte in epoche antiche, alle dinamiche dell’era Meiji, alla situazione post-bellica.

Marianna Zanetta è dottore di ricerca in Antropologia delle religioni e studi sull’Estremo Oriente. Ha condotto diverse ricerche sul campo in Giappone, con particolare attenzione verso le pratiche religiose popolari, le figure sciamaniche e i culti dedicati ai defunti e agli antenati. Collabora con l’École Pratique des Hautes Études (dove ha conseguito il dottorato), è affiliata all’Università di Torino ed è visiting scholar presso la Hosei Daigaku di Tokyo. 

Il corso si terrà dalle 18:30-20:00 giovedì 7, 14 e 21 marzo 2019  presso l’Istituto Sommeiller, Corso Duca degli Abruzzi 20, Torino.
Per partecipare al corso, per chi è già socio è richiesto un contributo di 30 €.

Mar
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sab
Origami : PIEGA, RIPIEGA E CREA! 23 e 24 marzo @ Milano
Mar 23–Mar 24 giorno intero
Origami : PIEGA, RIPIEGA E CREA! 23 e 24 marzo @ Milano

Evento di Origami : PIEGA, RIPIEGA E CREA!

23 e 24 marzo 9.30 – 19.30
presso Santeria Paladini

L’associazione FOLD it – Accademia Italiana Origami dedica due giorni a realizzare Origami in compagnia. L’evento è aperto a tutti e non è richiesto uno specifico livello di piegatura. Il concetto base di queste giornate è passare del tempo insieme. Ognuno è libero di realizzare l’Origami che desidera.

FOLD it è a disposizione per spiegare i concetti base e vi aiuterà a realizzare il vostro primo Origami! Ai materiali ci pensiamo noi, l’unica cosa di cui preoccuparti è divertirti!

Sfrutteremo queste due giornate per conoscerci, fare quattro chiacchiere e scambiarci consigli.

Contributo Mezza Giornata: 5€
Contributo 1 Giornata: 10€
Contributo Intero Weekend: 15€

Gradita Prenotazione tramite Messenger o all’email
[email protected]

40 anni di Jeeg Robot e Grande Mazinga in Italia @ Torino
Mar [email protected]:00–19:00
40 anni di Jeeg Robot e Grande Mazinga in Italia @ Torino

40 anni di Jeeg Robot e Grande Mazinga in Italia

Associazione Interculturale Sakura | Torino
Sabato 23 marzo 2019 dalle ore 17:00 alle 19:00

Presso la sede dell’associazione interculturale Sakura di Torino, in occasione dei 40 anni di Jeeg e Il Grande Mazinga l’associazione culturale Amici di Go Nagai organizza un incontro, per tutti gli appassionati, durante il quale si rivivranno i momenti più esaltanti degli anime del maestro.
Evento per i soli soci iscritti all’associazione Amici di Go Nagai!
(Possibilità di iscrizione in sede il giorno dell’evento)

Incontro cerimonia del tè a Torino @ Torino
Incontro cerimonia del tè a Torino @ Torino

Incontro cerimonia del tè a Torino

CICLO DI TRE INCONTRI CON DEGUSTAZIONE

PROSSIMO INCONTRO: 
6 MARZO 2019 – 18.00 – PRESSO INARI

ULTIMO INCONTRO: 
23 MARZO 2019 – 13.30 – PRESSO CAMELLIA

Il Chanoyu, la cerimonia del tè giapponese, è un rito che chi ha avuto la fortuna di vedere non dimentica: occorre ricordare che non è un modo coreografico e aggraziato di preparare un tè matcha ma una vera arte di ispirazione profondamente zen.
Importata dai monasteri buddisti cinesi, dove il tè in polvere aiutava i monaci durante le lunghe pratiche di meditazione, in Giappone inizialmente la cerimonia del tè divenne un passatempo costoso per gli aristocratici.
Nel 1500 il monaco zen Murata Shuko rielaborò il cerimoniale del tè riportandolo alle qualità iniziali di semplicità e sobrietà.
Fu però il grande maestro Sen No Rikyu a definire in modo duraturo le caratteristiche del Chanoyu, facendolo tornare a essere questione di attenzione, di rispetto verso gli ospiti e gli oggetti che si usano, di comunione con la natura, di cura e di passione per questa attività, insegnando così come ci si dovrebbe atteggiare in ogni attività quotidiana.

Grazie alla collaborazione di Camellia – Il tempo del tè e Inari, abbiamo pensato di approfondire la conoscenza di questo rituale.

Marianna Zanetta, conoscitrice della storia e della spiritualità giapponese, ci condurrà in questo percorso strutturato in tre appuntamenti: 
– nel primo, mercoledì 20 febbraio dalle ore 18 alle ore 19.30 presso Camellia (Via Catania 24- www.camelliate.it) tratteggerà il contesto storico in cui il  Chanoyu nasce.

– nel secondo incontro, mercoledì 6 marzo dalle ore 18 alle ore 19.30 presso Inari, ci introdurrà alla spiritualità giapponese e al valore spirituale della cerimonia del tè.

– nel terzo incontro, in data e luogo ancora da definirsi, avremo la possibilità di assistere al Chanoyu con la partecipazione di una maestra giapponese della scuola Omotesenke.

Durante ogni incontro verranno degustati due differenti tè giapponesi; nell’ultimo incontro verranno degustati due matcha di grado differente.

Inari Books and Lifestyle
+39 011 0685232
[email protected]

Mar
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Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Ciclo di conferenze. @ Trieste

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto.
Storia, cultura, arte e teatro del Giappone
nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale

Ciclo di conferenze domenicali

in collaborazione con l’Associazione
Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT)

Trieste, Civico Museo d’Arte Orientale
10 / 17 / 24 / 31 marzo e 7 aprile 2019, ore 11.00

Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone, nella sede del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, un ciclo di cinque conferenze domenicali intitolato Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Storia, cultura, arte e teatro del Giappone nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT) e curato da Giovanna Coen, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione.

Gli incontri, tenuti da esperti del settore di livello nazionale, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti, forse poco conosciuti, della storia e della cultura giapponese, partendo dalle collezioni del Museo: prendendo spunto da una o più opere esposte, i prestigiosi relatori ne approfondiranno le tematiche, allargandosi poi alla cultura giapponese, sia tradizionale che attuale, le cui radici affondano in periodi lontani.

La rassegna gode dei prestigiosi patrocini del Consolato Generale del Giappone a Milano, dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation e dell’AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (35-40 persone).

Info
tel. +39 040 3220736 | +39 040 675 4068
[email protected]
www. museoarteorientaletrieste.it

Con il patrocinio di
Consolato Generale del Giappone a Milano
Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation
AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi

Calendario

domenica 10 marzo 2019, ore 11.00
dott. Antonio Moscatello
Tennō e Robot: c’è spazio per l’Imperatore nel Giappone del XXI secolo?
Il 2019 è l’anno della successione imperiale: finisce al suo 30° anno l’era Heisei. Dopo due secoli, per la prima volta, un Imperatore abdica per passare la mano al figlio. Akihito non diventerà probabilmente uno di quegli “Imperatori del Chiostro” che, dietro le quinte manovravano le fila del potere prima dell’avvento dello shogunato Kamakura, ma farà il pensionato benevolo, come sempre è stata la sua figura durante i trent’anni di regno. Eppure il suo passo – la decisione di lasciare il Trono del Crisantemo – ha un valore deflagrante per l’istituzione che incarna la storia del Giappone. L’intervento farà il punto della situazione: qual è il ruolo del Tennō nel Giappone del XXI secolo? Come vivono i giapponesi i rituali che si susseguiranno per sancire l’intronazione di Naruhito?

Antonio Moscatello, giornalista presso Askanews, si è laureato presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli in lingua e letteratura giapponese. Ha lavorato come traduttore dal giapponese e, divenuto giornalista professionista, è stato corrispondente da Tokyo dell’agenzia di stampa Ap.biscom (oggi Askanews). È stato inviato in Iraq negli anni del conflitto e poi a Budapest. Nel 2012 ha realizzato in Giappone per Askanews un’inchiesta sui rapimenti effettuati negli anni ’70 e ’80 da spie nordcoreane.

domenica 17 marzo 2019, ore 11.00
prof. Cristian Pallone
Uomini che odiano le donne. Stereotipi del galantuomo nel Giappone tardo settecentesco
Prendendo spunto dalla rappresentazione xilografica dell’attore Ichikawa Ebizō nei panni di Sukeroku, personaggio di numerosi drammi del teatro Kabuki, si racconterà di alcuni stereotipi della maschilità che possono desumersi dallo spoglio della letteratura popolare a tema erotico, sentimentale e umoristico, circolata a Edo (attuale Tokyo) nella seconda metà del XVIII sec., alle soglie della modernità giapponese. Sarà analizzata in particolare la figura dell’amatore raffinato, declinato in numerose sottocategorie, che tengono anche conto dell’estrazione sociale del personaggio. Samurai, mercanti, monaci fanno la loro comparsa in veste di amanti e clienti licenziosi tra le pagine della narrativa popolare, e l’implacabile giudizio della cortigiana ne determina, caso per caso, il successo o la sconfitta. Uomini che odiano le donne e uomini che le donne odiano: una battaglia tra i sessi senza esclusione di colpi prende forma nella pungente narrativa degli autori della grande Edo.

Cristian Pallone, dottore di ricerca in Civiltà, culture e società dell’Asia presso la Sapienza-Università di Roma, dipartimento “ISO Istituto Italiano di Studi Orientali”, si interessa dello sviluppo della narrativa in formato dialogico nel Giappone del XVIII secolo, con un focus particolare sulla letteratura dei quartieri del piacere. Attualmente insegna Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha al suo attivo varie pubblicazioni e traduzioni, tra cui: trascrizioni e traduzioni in italiano di iscrizioni e poesie per i cataloghi a cura di Rossella Menegazzo, Hokusai. Sulle orme del Maestro (Milano, Skira, 2017) e Hiroshige. Visioni dal Giappone (Milano, Skira, 2018).

domenica 24 marzo 2019, ore 11.00
maestra Paola Piras
L’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebana
«Il paesaggio, e quindi la visione e la rappresentazione della natura, è come la lingua madre. La sua presenza, tacita o esplicita, riconosciuta o latente, contiene il codice originario della nostra appartenenza» (Morelli 2011).
E così è certamente per la cultura giapponese classica, che trova una sua lettura attraverso l’Ikebana, l’arte di disporre i fiori, alla cui base vi sono il profondo rapporto tra uomo e natura e un modo sempre nuovo e mutevole di concepire i fiori e l’arte di comporli.
Durante questa conferenza con dimostrazione sarà possibile accostarsi all’Ikebana, o come viene anche chiamata il kadō (La Via dei Fiori), che nasce in un contesto religioso e si sviluppa in un mondo maschile di monaci, guerrieri e letterati, fino a giungere ai giorni nostri, dove anche nelle tendenze sperimentali della contemporaneità mantiene il carattere delle sue origini. È un sapere manuale antico, come tutte le arti giapponesi, perché, come recita una massima Buddhista «sapere non è capire e per capire bisogna praticare». L’Ikebana è il frutto di una ricerca estetica, tramandata da generazioni da Maestro a discepolo e vissuta, al pari di altre arti giapponesi, come una disciplina di ricerca interiore, poiché prendersi cura del paesaggio è prendersi cura di sé.

La Maestra Paola Piras inizia il suo percorso di Ikebana a Milano nel 1975 sotto la guida di Jenny Banti Pereira, continuando i corsi presso il Chapter di Ikebana Ohara di Milano. Dal 1994 è membro dell’E.O.T.A. (European Ohara Teachers Association), partecipa regolarmente ai seminari tenuti in Europa da Maestri giapponesi ed ha al suo attivo seminari di approfondimento in Giappone.
Tiene dimostrazioni presso Musei, Biblioteche, Enti Pubblici e Privati e partecipa a manifestazioni floreali e culturali con i suoi gruppi di studio. Insegna regolarmente Ikebana a tutti i livelli presso i gruppi che fanno capo al Chapter di Venezia.

domenica 31 marzo 2019, ore 11.00
prof.ssa Virginia Sica
Il “Palazzo del bramito dei cervi”, palcoscenico di un sistema politico. Architettura, arti e costumi nella Tokyo di fine ‘800
«Secondo la mia opinione, l’unico percorso è far scontrare con gli Europei i Giapponesi, di modo che si sentano personalmente a disagio, si rendano conto del loro svantaggio e assimilino una consapevolezza della vigorosità occidentale […]. Ritengo che il metodo sia favorire relazioni veramente libere tra loro […]. Solo così il nostro Impero potrà raggiungere una posizione pari a quella dei Paesi occidentali. Solo così il nostro Impero potrà essere indipendente, prospero e potente». Così dichiarava nel 1879 Inoue Kaoru (1835-1915) in un documento per il Gabinetto di cui era ministro degli Affari Esteri, nella cruciale fase storica nota come “Restaurazione Meiji”, che vedeva l’esordio del Giappone sul palcoscenico delle relazioni internazionali e la sua emersione come la prima nazione asiatica industrializzata.
Per Inoue, lo strumento che favorisse quegli obiettivi doveva essere il “Palazzo del bramito dei cervi”, destinato a ricevimenti ed eventi per gli esponenti della diplomazia internazionale del tempo: il Rokumeikan, che fu il simbolo assoluto e più incisivo dei nuovi costumi sociali, artistici e culturali di era Meiji (1868-1912).

Virginia Sica è docente di Cultura giapponese (storia e letteratura) presso il Dipartimento di Mediazione linguistica e di Studi interculturali dell’Università di Milano. Dopo essersi laureata in Lingue e Civiltà orientali (indirizzo storico-letterario) presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli, si è trasferita in Giappone dal gennaio 1989, dove ha insegnato per alcuni anni presso il Dipartimento di Estetica (Facoltà di Lettere), della Tōhoku Kokuritsu Daigaku (Università Statale del Tōhoku). Al rientro in Italia, dopo un’esperienza presso una holding giapponese con sede a Milano, ha ripreso l’attività didattica dal 2006. È socio AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi), membro del CARC (Contemporary Asia Research Centre), socio di Asia Teatro e attualmente coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Milano Asia Pacifico

domenica 7 aprile 2019, ore 11.00
dott.ssa Carmen Covito
Onnagata. Il labirinto dei generi nel teatro giapponese
Nel teatro Kabuki il termine “Onnagata” indica gli attori specializzati nei ruoli femminili. La loro arte, formalizzata tre secoli fa da grandi interpreti come Yoshizawa Ayame, costituisce ancora oggi uno degli aspetti più affascinanti del teatro giapponese e nel corso del tempo ha lasciato tracce profonde nella sensibilità del Giappone, ispirando i pittori ukiyo-e ampiamente rappresentati nel Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste ma anche scrittori moderni, come Mishima Yukio, e persino fenomeni della cultura pop contemporanea.

 Carmen Covito, scrittrice e nipponista, è nota per un romanzo di successo dal quale sono stati tratti un film e uno spettacolo teatrale: La bruttina stagionata (Premio Bancarella 1993). Ha pubblicato successivamente altri romanzi, sempre caratterizzati dalla contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi. Oggi dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro” (www.asiateatro.it) ed è vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it per la diffusione della calligrafia sino-giapponese.

 

 

Mar
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Mostra di bamboline “Koboshi” – Japan 4 L’Aquila @ L'Aquila
Mar 30–Mar 31 giorno intero
Mostra di bamboline "Koboshi" - Japan 4 L'Aquila @ L'Aquila

Mostra di bamboline “Koboshi” – Japan 4 L’Aquila

In segno di solidarietà e fratellanza con i ragazzi aquilani del post-terremoto i bambini dell’Izumi Kids Camp, delle scuole elementari di Iwaki, hanno realizzato e dipinto 99 okiagari-koboshi per la città delle 99 cannelle. Le okiagari-koboshi sono bamboline di cartapesta tipiche della tradizione giapponese, simbolo di perseveranza e resilienza. La loro caratteristica è quella di cadere e rialzarsi da sole immediatamente. Le bambole, tenute in esposizione nei giorni della mostra presso il Palazzetto dei Nobili, verranno donate alla Scuola Media Statale “Dante Alighieri” di L’Aquila in segno di solidarietà tra ragazzi della stessa età che hanno sofferto le medesime esperienze con l’augurio di rialzarsi e continuare a sorridere.

La scuola Izumi Kids Camp invierà un video saluto che verrà trasmesso durante l’esposizione delle bambole nel Palazzetto dei Nobili di L’Aquila.

Mostra di opere “Chigiri-e” – Japan 4 L’Aquila @ L'Aquila
Mar 30–Mar 31 giorno intero
Mostra di opere "Chigiri-e" - Japan 4 L'Aquila @ L'Aquila

Mostra di opere “Chigiri-e” – Japan 4 L’Aquila

Nello spirito di vicinanza e solidarietà verso L’Aquila, l’artista giapponese Ayami Noritake, con il suo progetto artistico “Roman Kobo Ren”, nelle giornate di sabato 30 e domenica 31 marzo 2019, esporrà le sue opere presso le stanze del Palazzetto dei Nobili. L’artista Ayami Noritake, inoltre, mostrerà le sue tecniche di lavorazione e il processo creativo legato alle sue opere. Grazie all’utilizzo della tecnica del chigiri-e l’artista Noritake utilizza la carta di riso, tipica della tradizione giapponese, per creare quadri tridimensionali dove una materia, leggera ed inconsistente come la carta, prende nuove forme, traendo ispirazione dalla tradizione dell’Origami giapponese e trasportandola nel mondo contemporaneo, guardando al contempo alla cultura pop e del kawaii. L’artista si fa così portavoce di un nuovo modo di interpretare l’arte classica e il fumetto contemporaneo, esprimendo una raffinata multiculturalità in opere di alto valore estetico.

PERFORMANCE “DAI LIBRI DI MODELLI ALLA VESTIZIONE DEL KIMONO” @ Milano
Mar 30 giorno intero
PERFORMANCE "DAI LIBRI DI MODELLI ALLA VESTIZIONE DEL KIMONO" @ Milano

PERFORMANCE “DAI LIBRI DI MODELLI ALLA VESTIZIONE DEL KIMONO”

Vestizione a cura di Mamiko Ikeda, introduce Rossella Menegazzo – Biblioteca Nazionale Braidense

PAGINE GIAPPONESI
Immagini e racconti dal Giappone attraverso i libri della Biblioteca Braidense
21 marzo – 27 aprile 2019
Biblioteca Nazionale Braidense – Milano, via Brera 28

dal lunedì al sabato ore 9.30 – 13.30 – domenica chiusa – ingresso libero
Nell’ambito della mostra

Sabato 30 marzo alle ore 10.30
In Sala Maria Teresa
Performance Dai Libri di modelli alla vestizione del Kimono
Vestizione a cura della Maestra Wajaku Mamiko Ikeda, introduce la prof. Rossella Menegazzo
docente di Archeologia, Storia dell’Arte e Filosofie dell’Asia Orientale presso
l’Università degli Studi di Milano. Dipartimento di beni culturali e ambientali.

L’evento presenterà al pubblico le fasi della vestizione del kimono e dell’obi e diversi motivi decorativi di kimono spiegandone usi e significati.

Venerdì 5 aprile alle ore 11.00
Sala Maria Teresa
Performance di Ikebana con
Akiko Gonda
Flower artist – della scuola di ikebana Sogetsu.

Lunedì 15 aprile ore 12.30
Lezione in mostra con gli studenti del corso di Storia dell’arte e Arti Visive dell’Asia orientale
dell’Università degli Studi di Milano – Dipartimento Beni Culturali e Ambientali.
La lezione è aperta al pubblico dalle ore 12,30 alle 16,30
con la curatrice della mostra prof. Rossella Menegazzo e il prof. Motoaki Ishii.

Giovedì 18 aprile ore 10.30
Conferenza e visita guidata alla mostra con Rossella Menegazzo, Aldo Coletto e Marina Zetti

 

Workshop di Shibori tecniche base @ Milano
Mar [email protected]:30–16:30
Workshop di Shibori tecniche base @ Milano

Workshop di Shibori tecniche base

Sabato 30 marzo 2019 dalle ore 09:30 alle 16:30
Spazio Mantegna – Milano

Il termine giapponese Shibori definisce un insieme di tecniche, utilizzate da più di 400 anni, per creare sul tessuto zone protette dal colore nella fase di tintura.
Il laboratorio “Tecniche base di Shibori”, a cura di Lucia Lapone,
propone un approccio al tessuto come materiale versatile e modellabile, base per creare disegno ma anche struttura.
Prepareremo una campionatura lavorando su tessuti diversi per composizione, peso e armatura, abbinati a diverse tecniche: annodatura a mano, piegatura a mano, arashi shibori.
A seguire: tintura dei pezzi, asciugatura e rimozione del materiale di riserva.
La durata del laboratorio è di 6 ore, così suddivise:
h 9.30 – h 12.30 preparazione del lavoro
h 12.30 – h 13.30 pausa pranzo
h 13.30 – 16.30 tintura e fasi di finitura del lavoro

Ogni partecipante dovrà portare: grembiule, guanti di gomma o lattice, un paio di forbicine appuntite (quelle da ricamo) e/o scucipunti, carta e penna.
Partecipanti: min 6 – max 9 persone
Per prenotarsi scrivere a [email protected]
o telefonare al 340 2790927 entro il 25 marzo 2019.

Shodō 書道 Lab @ Milano
Mar [email protected]:00–13:00

 Shodō 書道 Lab

a cura di Ideshita Hiro

https://gallery.mailchimp.com/67a2d3218e2fb588bc6ed6fae/images/cb34b7f9-405d-452f-8d3d-09317d92a5c7.jpg30 marzo 2019
10.00-13.00

INTRODUZIONE A SHODOU 書道 CROSS-ART

Programma:
1. Introduzione: diversi stili di sho

  1. BUNBOU SHIHOU materali per lo shodō 書道 (Fude , Washi 和紙, Sumi , Suzuri 硯)
    3. Sperimentare lo shodō 書道 Cross-Art (dimostrazione di shodō 書道 e prova di shodō 書道)

La calligrafia contemporanea si allontana dalle regole di quella tradizionale offrendo un’interpretazione più personale, libera e astratta della pittura a inchiostro.
Ogni gesto della mano riflette un momento transitorio e la disposizione interiore dell’artista. Il concetto giapponese di utsuroi ろい fa infatti riferimento al processo di cambiamento e passaggio che è il destino ultimo di tutte le cose. Più in specifico si lega alla serena consapevolezza che tutto si sviluppa e si dissolve, che le ombre svaniscono nella luce e che lo spazio vuoto non è che un momento di passaggio nel continuo mutamento. Per secoli i calligrafi giapponesi sono stati affascinati da utsuroi, evocato dai sottili cambiamenti delle stagioni che risuonano negli spiriti dei più sensibili in ascolto.

Ideshita Hiro in arte  SHOSHUN 翔春, risiede a Monaco di Baviera, in Germania.
Fin dalla giovane età apprende lo Sho, l’arte della calligrafia, da Ryoshun Ideshita. In seguito studia Daiji-Sho e Modern Calligraphy con il maestro conosciuto a livello internazionale, Ryuseki Morimoto. Durante il suo apprendistato in Giappone, gli vengono assegnati diversi Mainichi Exhibition Awards. Attualmente sta perseguendo la calligrafia come ambito di studio al di là della sua vita lavorativa ed insegna con regolarità agli stranieri l’arte della calligrafia.
Seminari di approfondimento e mostre sono in fase di pianificazione a Monaco di Baviera.

Iscrizione

Massimo 10 alunni 
Costo 70,00 euro 
I materiali sono gentilmente messi a disposizione per l’occasione dall’artista.
I materiali prodotti rimangono di proprietà del corsista
Per adesioni scrivere a: [email protected]
 

Annullamento iscrizione e mancata partecipazione
Se la disdetta avviene:
10 o più giorni prima del corso: rimborso dell’importo al 85%, 7 giorni prima del corso: rimborso al 50%,
meno di 7 giorni e/o non partecipazione al corso: l’importo versato non verrà restituito.

LA CUCINA ZEN “NATURA E BELLEZZA NELLA CUCINA GIAPPONESE” @ Milano
Mar [email protected]:30–15:30
LA CUCINA ZEN “NATURA E BELLEZZA NELLA CUCINA GIAPPONESE” @ Milano

LA CUCINA ZEN
“NATURA E BELLEZZA NELLA CUCINA GIAPPONESE”

La Dott.sa Graziana Canova Tura, scrittrice, traduttrice, esperta di cultura nipponica e, in particolare, dell’arte gastronomica giapponese dialogherà con la prof.sa Susanna Marino, docente di lingua e cultura giapponese presso l’Università Bicocca di Milano, presidente dell’Associazione Italia-Asia. 

Durante la conversazione saranno anche presentati i libri della dott.sa Canova Tura che parlano specificamente della cucina zen, disponibili in alcune copie.

Alle ore 16,00 cerimonia del tè offerta dalla monaca buddhista zen Myoren Rosella Giommetti, del tempio e monastero di tradizione Zen Soto, Fudenji. Durante la cerimonia saranno serviti alcuni dolci tradizionali giapponesi fatti a mano per l’occasione dalla sig.ra Elisa Bertozzi, allieva della maestra del tè Hajime Takasugi sensei.

Saranno esposte, in vendita, le ceramiche grés di Robert Cross, cotte a legna come nella tradizione giapponese. 

“Lascio agli elementi naturali, in particolare alle terre d’argilla, alla cenere del legno e al fuoco il magico processo di trasformazione.” 

L’evento è stato organizzato in collaborazione con: Pagine Zen, Associazione Italia-Asia, Associazione Shobogendo- Centro Zen Milano, Gabbiano Studio Pottery, Monastero di Fudenji -Salsomaggiore, sig.ra Elisa Bertozzi.

Concerto de “l’Amicizia Italo – Giapponese 2019” a Milano @ Milano

Concerto de “l’Amicizia Italo – Giapponese 2019”
a Milano

Il 30 marzo 2019 alle ore 16 (ingresso alle ore 15:30) avrà luogo presso il Salone d’Onore della Casa di Riposo per Musicisti “Fondazione Giuseppe Verdi” in Piazza Buonarroti, 29 a Milano il XVIII Concerto de “l’Amicizia Italo- Giapponese 2019”,  organizzato da KOBE International Music Competition Executive Committee.
L’evento è patrocinato dal Consolato Generale del Giappone a Milano.

Ingresso libero con prenotazione. 
Per informazioni: [email protected]

Docu-film: “Sukagawa, un passo verso la ricostruzione” – Japan 4 L’Aquila @ L'Aquila
Docu-film: “Sukagawa, un passo verso la ricostruzione” - Japan 4 L'Aquila @ L'Aquila

Docu-film: “Sukagawa, un passo verso la ricostruzione” – Japan 4 L’Aquila

Il 30 pomeriggio verrà trasmesso il docu-film televisivo del regista giapponese Yoshizaku Kaneyama, intitolato “Sukagawa, un passo verso la ricostruzione” (須賀川、復興への歩み) con sottotitoli in italiano. Il Giappone, e più precisamente la zona del Tohoku, fu colpito nel marzo del 2011 da uno dei più forti terremoti che la storia ricordi. Il sisma causò un violento Tsunami che, oltre a devastare intere città e cancellare migliaia di vite, provocò anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima. Attraverso il suo “docu-film televisivo”, il regista Kaneyama affronta il complicato tema della questo terrificante terremoto nella città di Sukagawa. Racconta i vari passaggi, i momenti di resilienza e di rinascita della comunità di Sukagawa, documentando quanto, anche in un paese come il Giappone, abituato a forti e costanti terremoti, sia lento e complicato attivare un meccanismo collettivo che porti al risanamento di una città/società, colpite da una catastrofe naturale.

Il regista giapponese Kaneyama, in un video-messaggio, invierà anche un saluto alla città di L’Aquila per l’occasione.

LA MENTE MENTE? Le neuroscienze come ponte tra Oriente e Occidente (Genova) @ Genova
LA MENTE MENTE? Le neuroscienze come ponte tra Oriente e Occidente (Genova) @ Genova

LA MENTE MENTE?

Le neuroscienze come ponte tra Oriente e Occidente

SABATO 30 MARZO 2019 alle ore 17,30

presso la sede del CELSO Istituto di Studi Orientali ( Galleria Mazzini 7 – Genova ) 

Conferenza

“ LA MENTE MENTE ? Le neuroscienze come ponte tra Oriente e Occidente 
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I processi di conoscenza ed il funzionamento del cervello e della mente.
Il sentimento di ciò che accade e la regolazione delle emozioni.
Il controllo dei pensieri e la disciplina del corpo.
Le soglie della consapevolezza e gli stati di inconsapevolezza.
L’esperienza della conoscenza e l’emergere della coscienza. 
_____________ 

Relatore: Andrea De Giorgio 
Neuroscienziato, ricercatore universitario, insegna Psicologia fisiologica e delle emozioni
Autore di numerose pubblicazione scientifiche internazionali,  tra cui “L’intelligenza in movimento. Il ruolo delle strutture motorie nella disabilità intellettiva” (2016),  “La mente mente? Chi siamo quando nessuno guarda” (2018).
La sua attività di ricerca è focalizzata sullo studio delle emozioni, del loro riconoscimento, gestione e regolazione attraverso pratiche meditative e contemplative.
_____________ 

INGRESSO LIBERO

( fino ad esaurimento posti )

Concerto dei cori – Japan 4 L’Aquila @ L'Aquila

Concerto dei cori – Japan 4 L’Aquila

Il 30 Marzo 2019 alle ore 18.30, presso la basilica di San Bernardino a L’Aquila, si terrà una manifestazione canora eseguita da tre cori, due italiani e uno giapponese. Prenderanno parte all’iniziativa il Coro Aquilano “Armonie d’Argento”, il Coro “Francesco D’Urbano” di “Fara Filiorum Petri” e il coro giapponese “en” della pianista Mami Odagiri.  Ognuno dei tre cori eseguirà brani dal proprio repertorio.  I cori si uniranno nell’esecuzione di “Furusato” un brano giapponese ed Inno “A San Bernardino da Siena” alla chiusura del concerto.

Dall’incontro tra “Armonie d’Argento” e la  Sig.ra Asami, poi dopo con la Sig.ra Odagiri,  nasce l’idea di eseguire a L’Aquila, città martoriata dal terremoto del 2009, un concerto canoro in segno di amicizia e per commemorare e pregare insieme le vittime dei terremoti, non solo aquilano ma anche della regione del Tohoku, duramente colpita, nel marzo 2011, da un sisma che ha generato un violento tsunami e causato l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima. L’iniziativa diviene così un ponte ideale, un simbolo di amicizia e di speranza che unisce popolazioni che senza confini hanno vissuto le medesime tragedie.  Un’idea che ha trovato subito il supporto di altro coro vicino all’ideatrice Asami:  il “Coro di Francesco D’Urbano di Fara Filiorum Petri” in provincia di Chieti.

Presentazione dei tre cori

Ensemble canoro giapponese “en” (Tokyo)
Pianista e direttrice: Mami Odagiri;
Coro formato da membri di tutte le età.
I brani eseguiti saranno i seguenti:
1) さくらさくら – Ciliegi in fiore
2) 切手のない贈り物 (Ti regalo questa canzone)
3) 四季メドレー
a) 春の小川- Un ruscello di primavera –
b) われは海の子- Io, ragazzo del mare –
c) もみじ- Foglie rosse –
d) ゆき- La neve –
e) ふるさと- Il paese natale
4) 上を向いて歩こう SUKIYAKI
5) 花は咲く- La fioritura

Presidente: Prof. Savino Di Cristofaro Presidente onorario: Dott. Andrea Tarquini
Direttori: Maestro Dante Sorrentino, Maestra Gabriella Manilla

Repertorio: Vario (musica popolare, canti sacri, operetta, canti patriottici)

Coro di anziani in cui la musica è elemento e occasione di socialità e di creazione di armonia.

 

Coro Francesco D’Urbano di Fara F.P.
Direttore: Francesco D’Urbano

Repertorio: musica popolare abruzzese e brani originali composti dal maestro D’Urbano.

Coro apprezzato nel territorio e vincitore di vari premi in concorsi regionali. Il suo scopo è di trasmettere ai giovani le tradizioni abruzzesi attraverso le canzoni e la loro ricchezza linguistica.

Concerto Pop-Punk – Japan 4 L’Aquila @ Pianola (AQ)
Concerto Pop-Punk - Japan 4 L'Aquila @ Pianola (AQ)

Concerto Pop-Punk – Japan 4 L’Aquila

30 marzo – Pianola (L’Aquila)

Il concerto del gruppo pop-punk giapponese “Vaiwatt” (ingresso gratuito). Il gruppo, composto dai musicisti e vocalist Tama e Pierrot Ken, ha deciso di regalare alla città di L’Aquila una serata del suo tour europeo 2019, in segno di solidarietà e simpatia. Al duo si aggiunge anche il chitarrista Daisuke Chiba, che oramai da anni collabora con loro. Il gruppo musicale, così composto, nasce nel 2013 a Tokyo e si ispira a sonorità rock punk degli anni ’80 e ’90, tra grunge, rock psichedelico e musiche pop.

Dal 2014 al 2017 hanno realizzato concerti di solidarietà per il Tohoku dove ci fu il grande terremoto del 2011. Questa esperienza li porta a L’Aquila con la loro passione e la speranza di poter avvicinare due popoli tramite la loro musica.

Non vedono l’ora di essere a L’Aquila come scrivono sulla loro pagina.
http://vaiwattnikki.blogspot.com/2019/01/laquila.html

Mar
31
dom
L’ALTRO GIAPPONE – rassegna cinematografica @ Napoli
Mar 31 giorno intero

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

L’ALTRO GIAPPONE

visioni del cinema giapponese contemporaneo tra letteratura e società
31 marzo – 6 giugno 2019 | NAPOLI

 ‘Dal secondo dopoguerra i cineasti nipponici sono andati interrogandosi sulla ridefinizione  di identità  del proprio paese attraverso quella degli individui che lo compongono. Altrettanto vero è che  la storia del cinema giapponese ha le sue fondamenta nella letteratura, in quella classica come in quella contemporanea. Da questi due aspetti parte questa breve rassegna che prova a fare luce sulla attualità del Giappone e, forse, a far riflettere anche sulla nostra.’

Dal 31 marzo al 6 giugno 2019, nella sede napoletana de Lalineascritta Laboratori di Scrittura, avrà luogo la rassegna cinematografica ‘L’ALTRO GIAPPONE: visioni del cinema giapponese contemporaneo tra letteratura e società’, a cura di Barbara Waschimps e Roberto De Pascale.

7 FILM PER 7 INCONTRI
L’ALTRO GIAPPONE
, attraverso la visione di 7 film inediti, tutti sottotitolati in italiano, preceduti da una presentazione  e seguiti da un’analisi dei percorsi narrativi, propone sentieri di approccio culturale alla società e alla cultura nipponiche al di fuori dagli schemi, spesso veicolati in maniera fuorviante dai media occidentali.

Ai film si accompagneranno i libri: tra i titoli scelti per la rassegna alcuni hanno ispirato i cineasti, altri, scritti dai nostri ospiti, mostreranno al pubblico aspetti meno noti della società giapponese, altri ancora sono stati scelti per vicinanza  alle tematiche trattate nei film.

Concluderanno gli incontri le degustazioni create dagli chef del cocktail bar SAKE ispirate alle opere in programma.

Gli eventi saranno condotti da Roberto De Pascale  e  Barbara Waschimps, curatori della rassegna e yamatologi.

IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

(tutte le proiezioni avranno luogo presso la sede de Lalineascritta, via Kerbaker 23, Napoli)

Domenica 31/3  h. 18VILLON’S WIFE, 2009, diretto da Kichitaro Negishi. Premiato per la Miglior Regia al Montreal World Film Festival, il film è tratto da una novella di Dazai Osamu, ed è presentato da Stefania VITI, giornalista,  yamatologa e autrice de ‘il Libro del Sake e degli spiriti giapponesi’ 

Domenica  7/4 h. 18CONFESSIONS, 2010, diretto da Tetsuya Nakashima. Miglior film asiatico, Hong Kong Film Festival, il film è tratto dal romanzo di Kanae Minato, ed è  presentato da Antonella CILENTO, autrice, finalista Premio Strega e direttrice de ‘Lalineascritta’

Domenica  14/4 h. 18 –  100 YEN LOVE, 2014,  di Masaharu Take. Candidato ufficiale del Giappone agli Oscar del 2015 come miglior film straniero, il film è presentato da Maurilio PONZO, tutor di Lingua Giapponese, Università di Catania e fondatore del gruppo CELG – Cultura e Lingua Giapponese

Venerdì  3/5 h.18GO!,2001, diretto da Isao Yukisada.  Pluripremiato in patria, il film  è tratto dal romanzo di Kaneshiro Kazuki, ed è presentato da Antonio MOSCATELLO, giornalista, yamatologo e autore del libro ‘Megumi’

 

Venerdì  17/5 h. 18HARMONIUM, 2016, di Kouji Fukada. Premio della Giuria al Festival di Cannes nello stesso anno, il film è presentato da Benedetta GARGANO, autrice e sceneggiatrice Rai

Venerdì  31/5  h.18 SUICIDE CLUB, 2002, di Shi’on Sono.  Vincitore del Fantasia Film Festival nel 2003, questo lavoro  ha successivamente generato un libro, un prequel e un manga. Il film è presentato da Chiara GHIDINI, docente di Religioni e Filosofie dell’Asia Orientale, l’Orientale, Napoli; e da Amleto DE SILVA, scrittore, saggista e sceneggiatore

Giovedì  6/6 h. 18NOBODY KNOWS, 2004, di Hirokazu Kore’eda. Premio al Miglior Attore, Festival di Cannes dello stesso anno, ed  ispirato ad una storia vera, il film è presentato da Giorgio AMITRANO, traduttore, accademico; Professore di Lingua e Letteratura Giapponese,  l’Orientale, Napoli, e autore del libro ‘Iro Iro – il Giappone tra pop e sublime’

Info:

Ingresso adulti con tessera €15
Ingresso studenti € 10
Ingresso soci Lalineascritta €10

Abbonamento adulti 7 film € 85
Abbonamento studenti 4 film € 30
Abbonamento studenti 7 film € 60

Prenotazioni: [email protected]
081 5564013
lalineascritta.it

 

Crediti:

Ideazione e coordinamento: Barbara Waschimps, Roberto De Pascale
Organizzazione per Lalineascritta: Paolo Oliveri del Castillo
Progetto grafico: unaManu
Video produzione: the Mother Factory

Creazioni gastronomiche: 

I PARTNER DELLA RASSEGNA 
H.I.S. Europe Italy 
Kikuchi Japan 
JSG Napoli 
CELG
The Mother Factory 
Sake – Cocktail bar & Sushi restaurant

Workshop di Shibori – livello avanzato @ Milano
Mar [email protected]:30–16:30
Workshop di Shibori - livello avanzato @ Milano

Workshop di Shibori – livello avanzato

Domenica 31 marzo 2019 dalle ore 09:30 alle 16:30
Spazio Mantegna – Milano

Il termine giapponese Shibori definisce un insieme di tecniche, utilizzate da più di 400 anni, per creare sul tessuto zone protette dal colore nella fase di tintura.
Il laboratorio di Shibori a cura di Lucia Lapone propone un approccio al tessuto come materiale versatile e modellabile, base per creare disegno ma anche struttura.

In questo primo incontro di Livello avanzato studieremo la tecnica Bōshi shibori (lett. Bōshi in giapponese significa “cappello”): il nome si riferisce all’uso delle foglie di bambù che venivano usate in Giappone per coprire le parti di tessuto da preservare dal colore (oggi sostituite da pellicola plastica).
Una tecnica complessa e laboriosa che permette di ottenere disegni dalle molteplici forme e di varie dimensioni.

Lavoreremo su campioni di tessuto diversi per composizione, peso e colore di base, esplorando le possibilità fornite dal materiale e dalla tecnica.
La durata del laboratorio è di 6 ore, così suddivise:
h 9.30 – h 12.30 preparazione del lavoro
h 12.30 – h 13.30 pausa pranzo
h 13.30 – 16.30 tintura e fasi di finitura del lavoro
Ogni partecipante dovrà portare: grembiule, guanti di gomma o lattice, un paio di forbicine appuntite (quelle da ricamo) e/o scucipunti, carta e penna.
Partecipanti: min 6 – max 9 persone

Per prenotarsi scrivere a [email protected] o telefonare al
340 2790927 entro il 25 marzo 2019.

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Ciclo di conferenze. @ Trieste

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto.
Storia, cultura, arte e teatro del Giappone
nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale

Ciclo di conferenze domenicali

in collaborazione con l’Associazione
Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT)

Trieste, Civico Museo d’Arte Orientale
10 / 17 / 24 / 31 marzo e 7 aprile 2019, ore 11.00

Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone, nella sede del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, un ciclo di cinque conferenze domenicali intitolato Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Storia, cultura, arte e teatro del Giappone nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT) e curato da Giovanna Coen, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione.

Gli incontri, tenuti da esperti del settore di livello nazionale, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti, forse poco conosciuti, della storia e della cultura giapponese, partendo dalle collezioni del Museo: prendendo spunto da una o più opere esposte, i prestigiosi relatori ne approfondiranno le tematiche, allargandosi poi alla cultura giapponese, sia tradizionale che attuale, le cui radici affondano in periodi lontani.

La rassegna gode dei prestigiosi patrocini del Consolato Generale del Giappone a Milano, dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation e dell’AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (35-40 persone).

Info
tel. +39 040 3220736 | +39 040 675 4068
[email protected]
www. museoarteorientaletrieste.it

Con il patrocinio di
Consolato Generale del Giappone a Milano
Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation
AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi

Calendario

domenica 10 marzo 2019, ore 11.00
dott. Antonio Moscatello
Tennō e Robot: c’è spazio per l’Imperatore nel Giappone del XXI secolo?
Il 2019 è l’anno della successione imperiale: finisce al suo 30° anno l’era Heisei. Dopo due secoli, per la prima volta, un Imperatore abdica per passare la mano al figlio. Akihito non diventerà probabilmente uno di quegli “Imperatori del Chiostro” che, dietro le quinte manovravano le fila del potere prima dell’avvento dello shogunato Kamakura, ma farà il pensionato benevolo, come sempre è stata la sua figura durante i trent’anni di regno. Eppure il suo passo – la decisione di lasciare il Trono del Crisantemo – ha un valore deflagrante per l’istituzione che incarna la storia del Giappone. L’intervento farà il punto della situazione: qual è il ruolo del Tennō nel Giappone del XXI secolo? Come vivono i giapponesi i rituali che si susseguiranno per sancire l’intronazione di Naruhito?

Antonio Moscatello, giornalista presso Askanews, si è laureato presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli in lingua e letteratura giapponese. Ha lavorato come traduttore dal giapponese e, divenuto giornalista professionista, è stato corrispondente da Tokyo dell’agenzia di stampa Ap.biscom (oggi Askanews). È stato inviato in Iraq negli anni del conflitto e poi a Budapest. Nel 2012 ha realizzato in Giappone per Askanews un’inchiesta sui rapimenti effettuati negli anni ’70 e ’80 da spie nordcoreane.

domenica 17 marzo 2019, ore 11.00
prof. Cristian Pallone
Uomini che odiano le donne. Stereotipi del galantuomo nel Giappone tardo settecentesco
Prendendo spunto dalla rappresentazione xilografica dell’attore Ichikawa Ebizō nei panni di Sukeroku, personaggio di numerosi drammi del teatro Kabuki, si racconterà di alcuni stereotipi della maschilità che possono desumersi dallo spoglio della letteratura popolare a tema erotico, sentimentale e umoristico, circolata a Edo (attuale Tokyo) nella seconda metà del XVIII sec., alle soglie della modernità giapponese. Sarà analizzata in particolare la figura dell’amatore raffinato, declinato in numerose sottocategorie, che tengono anche conto dell’estrazione sociale del personaggio. Samurai, mercanti, monaci fanno la loro comparsa in veste di amanti e clienti licenziosi tra le pagine della narrativa popolare, e l’implacabile giudizio della cortigiana ne determina, caso per caso, il successo o la sconfitta. Uomini che odiano le donne e uomini che le donne odiano: una battaglia tra i sessi senza esclusione di colpi prende forma nella pungente narrativa degli autori della grande Edo.

Cristian Pallone, dottore di ricerca in Civiltà, culture e società dell’Asia presso la Sapienza-Università di Roma, dipartimento “ISO Istituto Italiano di Studi Orientali”, si interessa dello sviluppo della narrativa in formato dialogico nel Giappone del XVIII secolo, con un focus particolare sulla letteratura dei quartieri del piacere. Attualmente insegna Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha al suo attivo varie pubblicazioni e traduzioni, tra cui: trascrizioni e traduzioni in italiano di iscrizioni e poesie per i cataloghi a cura di Rossella Menegazzo, Hokusai. Sulle orme del Maestro (Milano, Skira, 2017) e Hiroshige. Visioni dal Giappone (Milano, Skira, 2018).

domenica 24 marzo 2019, ore 11.00
maestra Paola Piras
L’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebana
«Il paesaggio, e quindi la visione e la rappresentazione della natura, è come la lingua madre. La sua presenza, tacita o esplicita, riconosciuta o latente, contiene il codice originario della nostra appartenenza» (Morelli 2011).
E così è certamente per la cultura giapponese classica, che trova una sua lettura attraverso l’Ikebana, l’arte di disporre i fiori, alla cui base vi sono il profondo rapporto tra uomo e natura e un modo sempre nuovo e mutevole di concepire i fiori e l’arte di comporli.
Durante questa conferenza con dimostrazione sarà possibile accostarsi all’Ikebana, o come viene anche chiamata il kadō (La Via dei Fiori), che nasce in un contesto religioso e si sviluppa in un mondo maschile di monaci, guerrieri e letterati, fino a giungere ai giorni nostri, dove anche nelle tendenze sperimentali della contemporaneità mantiene il carattere delle sue origini. È un sapere manuale antico, come tutte le arti giapponesi, perché, come recita una massima Buddhista «sapere non è capire e per capire bisogna praticare». L’Ikebana è il frutto di una ricerca estetica, tramandata da generazioni da Maestro a discepolo e vissuta, al pari di altre arti giapponesi, come una disciplina di ricerca interiore, poiché prendersi cura del paesaggio è prendersi cura di sé.

La Maestra Paola Piras inizia il suo percorso di Ikebana a Milano nel 1975 sotto la guida di Jenny Banti Pereira, continuando i corsi presso il Chapter di Ikebana Ohara di Milano. Dal 1994 è membro dell’E.O.T.A. (European Ohara Teachers Association), partecipa regolarmente ai seminari tenuti in Europa da Maestri giapponesi ed ha al suo attivo seminari di approfondimento in Giappone.
Tiene dimostrazioni presso Musei, Biblioteche, Enti Pubblici e Privati e partecipa a manifestazioni floreali e culturali con i suoi gruppi di studio. Insegna regolarmente Ikebana a tutti i livelli presso i gruppi che fanno capo al Chapter di Venezia.

domenica 31 marzo 2019, ore 11.00
prof.ssa Virginia Sica
Il “Palazzo del bramito dei cervi”, palcoscenico di un sistema politico. Architettura, arti e costumi nella Tokyo di fine ‘800
«Secondo la mia opinione, l’unico percorso è far scontrare con gli Europei i Giapponesi, di modo che si sentano personalmente a disagio, si rendano conto del loro svantaggio e assimilino una consapevolezza della vigorosità occidentale […]. Ritengo che il metodo sia favorire relazioni veramente libere tra loro […]. Solo così il nostro Impero potrà raggiungere una posizione pari a quella dei Paesi occidentali. Solo così il nostro Impero potrà essere indipendente, prospero e potente». Così dichiarava nel 1879 Inoue Kaoru (1835-1915) in un documento per il Gabinetto di cui era ministro degli Affari Esteri, nella cruciale fase storica nota come “Restaurazione Meiji”, che vedeva l’esordio del Giappone sul palcoscenico delle relazioni internazionali e la sua emersione come la prima nazione asiatica industrializzata.
Per Inoue, lo strumento che favorisse quegli obiettivi doveva essere il “Palazzo del bramito dei cervi”, destinato a ricevimenti ed eventi per gli esponenti della diplomazia internazionale del tempo: il Rokumeikan, che fu il simbolo assoluto e più incisivo dei nuovi costumi sociali, artistici e culturali di era Meiji (1868-1912).

Virginia Sica è docente di Cultura giapponese (storia e letteratura) presso il Dipartimento di Mediazione linguistica e di Studi interculturali dell’Università di Milano. Dopo essersi laureata in Lingue e Civiltà orientali (indirizzo storico-letterario) presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli, si è trasferita in Giappone dal gennaio 1989, dove ha insegnato per alcuni anni presso il Dipartimento di Estetica (Facoltà di Lettere), della Tōhoku Kokuritsu Daigaku (Università Statale del Tōhoku). Al rientro in Italia, dopo un’esperienza presso una holding giapponese con sede a Milano, ha ripreso l’attività didattica dal 2006. È socio AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi), membro del CARC (Contemporary Asia Research Centre), socio di Asia Teatro e attualmente coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Milano Asia Pacifico

domenica 7 aprile 2019, ore 11.00
dott.ssa Carmen Covito
Onnagata. Il labirinto dei generi nel teatro giapponese
Nel teatro Kabuki il termine “Onnagata” indica gli attori specializzati nei ruoli femminili. La loro arte, formalizzata tre secoli fa da grandi interpreti come Yoshizawa Ayame, costituisce ancora oggi uno degli aspetti più affascinanti del teatro giapponese e nel corso del tempo ha lasciato tracce profonde nella sensibilità del Giappone, ispirando i pittori ukiyo-e ampiamente rappresentati nel Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste ma anche scrittori moderni, come Mishima Yukio, e persino fenomeni della cultura pop contemporanea.

 Carmen Covito, scrittrice e nipponista, è nota per un romanzo di successo dal quale sono stati tratti un film e uno spettacolo teatrale: La bruttina stagionata (Premio Bancarella 1993). Ha pubblicato successivamente altri romanzi, sempre caratterizzati dalla contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi. Oggi dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro” (www.asiateatro.it) ed è vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it per la diffusione della calligrafia sino-giapponese.

 

 

Apr
4
gio
Mostra “GIAPPONE. Terra di geisha e samurai” a Treviso @ Treviso
Apr 4–Giu 30 giorno intero

Giappone. Terra di geisha e samurai

dal 4 aprile al 30 giugno 2019
presso Casa dei Carraresi – TREVISO

Giappone. Terra di geisha e samurai, curata da Francesco Morena, affascinerà chiunque conosca la raffinatezza e loriginalità della cultura giapponese classica. 
Il percorso espositivo propone uno spaccato delle arti tradizionali dell’arcipelago estremo-orientale attraverso una precisa selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dal fondo privato di Valter Guarnieri, appassionato collezionista trevigiano che ha creato nel corso degli ultimi decenni una raccolta di grande qualità e molto vasta per materiali, tecniche di realizzazione e soggetti iconografici.
La mostra, prodotta da ARTIKA, è proposta dal 4 aprile al 30 giugno 2019 presso Casa dei Carraresi con la collaborazione di Fondazione Cassamarca e il patrocinio della Città di Treviso.


Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo da un lato i molteplici aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese, dallaltro creando dei focus sulle peculiarità e sulla storia della collezione.
L’apertura dell’esposizione non poteva che essere dedicata al binomio Geisha e Samurai. Il Giappone tradizionale è infatti un paese popolato di bellissime donne, le geisha, e audaci guerrieri, i samurai. La classe militare ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo, imponendo il proprio volere politico ed elaborando una cultura molto raffinata la cui eco si avverte ancora oggi in molti ambiti. La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale altrettanto radicato, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Edo (attuale Tokyo).


Dal mondo degli uomini a quello, affollatissimo, degli dei, sintesi di credenze autoctone e influenze provenienti dal continente asiatico. Il Buddhismo, in particolare, di origini indiane, giunse nell’arcipelago per tramite di Cina e Corea. Esso ha permeato profondamente il pensiero giapponese, soprattutto nella sua variante dello Zen, che in questa sezione è testimoniata da un gruppo di dipinti nel formato del rotolo verticale raffiguranti Daruma, il mitico fondatore di questa setta.
Questo affascinante avvicinamento allarte e alla cultura nipponica continua introducendo alla quotidianità del suo popolo: dalle attività di intrattenimento come il teatro Kabuki, dall’utilizzo del kimono alla predilezione degli artisti giapponesi per la micro-scultura. Di questultima troviamo esempio nel nucleo di accessori legati al consumo del fumo di tabacco. 


Non meno affascinante è il percorso che vede le storie tradizionali e i temi legati alla letteratura, diventare raffinati soggetti di dipinti. 
Il clou della grande mostra è riservato al rapporto tra i giapponesi e la natura, che nello Shintoismo, la dottrina filosofica e religiosa autoctona dell’arcipelago, è espressione della divinità. Questa relazione privilegiata con la Natura viene qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno.
A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Intanto europei e statunitensi cominciarono ad apprezzare le arti sopraffini di quel popolo e molti giunsero a scoprire il mitico arcipelago. Il mutato scenario portò molti artisti ad adottare tecniche e stili stranieri, e molti artigiani a produrre opere esplicitamente destinate agli acquirenti forestieri.
Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupa senz’altro un posto d’elezione. Gli stranieri che visitavano l’arcipelago molto spesso acquistavano fotografie per serbare e condividere un ricordo di quel paese misterioso e bellissimo. È il caso dello sconosciuto che acquisì il nucleo esposto in mostra, il quale annotò in lingua spagnola, a margine delle fotografie, le descrizioni dei luoghi e delle attività raffigurate nei suoi scatti.
L’ultima sala è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono lesaltante percorso espositivo.


Informazioni pratiche

Biglietteria
Intero:  12,00
Ridotto:  10,00 (gruppi min. 10 persone, soci Fai, Arci e Touring Club, possessori biglietto Trenitalia con destinazione Treviso)
Ridotto speciale:  8,00 (studenti dai 6 ai 26 anni)
Ridotto famiglia:  8,00 (min. 2 adulti e 1 minorenne)
Gratuito: giornalisti previo accredito presso lufficio stampa ([email protected]), guide turistiche con tesserino, insegnanti accompagnatori, disabili non autosufficienti con accompagnatore

Orari
Dal martedì al venerdì: 10  19
Sabato, domenica e festivi: 10  20

Prenotazioni
0422 513150
[email protected]

Apr
6
sab
Mondo bonsai 15ma Edizione @ Gonzaga (MN)
Apr 6–Apr 7 giorno intero

Mondo bonsai 15ma Edizione

6 e 7 aprile p.v. presso Fiera Millenaria, Gonzaga (Mantova)

“La malinconia e la bellezza” incontro con il Prof. Giorgio Amitrano a Genova @ Genova
"La malinconia e la bellezza" incontro con il Prof. Giorgio Amitrano a Genova @ Genova

 “La malinconia e la bellezza”
incontro con il Prof. Giorgio Amitrano
a Genova

6 aprile 2019 | ore 16.00

Riflessioni sulla sensibilità giapponese. Conferenza.

Giorgio Amitrano
Docente di letteratura giapponese all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e traduttore di Murakami, Kawabata e altri autori giapponesi. 

Nord Italia Bonsai Meeting @ Pordenone

「Nord Italia Bonsai Meeting」

 6-7 Aprile p.v. a Pordenone

Il Sakura Bonsai Club organizza  la prima manifestazione di Bonsai dei COORDINAMENTI CONGIUNTI TRIVENETO E PIEMONTE-LOMBARDIA.

Sarà la prima volta che i Coordinamenti si incontreranno ufficialmente in un’unica manifestazione, nella città di Pordenone, un’occasione per promuovere insieme la cultura del bonsai e del suiseki con una manifestazione che si comporrà di varie iniziative, tra le quali una Mostra nella prestigiosa cornice di Palazzo Montereale Mantica, in cui verranno esposti i Bonsai dei club partecipanti, i concorsi per il miglior bonsaista, e conferenze di carattere sia divulgativo che tecnico inerenti ad agronomia, cultura orientale e naturalmente all’affascinante mondo del Bonsai.

L’iniziativa si svolgerà in un centro storico dal sapore rinascimentale. E’ Prevista la partecipazione di una cinquantina di Club e di Associazioni provenienti da tutto il Nord Italia e dall’estero!” (cit. Sakura Bonsai Club)

Apr
7
dom
L’ALTRO GIAPPONE – rassegna cinematografica @ Napoli
Apr 7 giorno intero

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

L’ALTRO GIAPPONE

visioni del cinema giapponese contemporaneo tra letteratura e società
31 marzo – 6 giugno 2019 | NAPOLI

 ‘Dal secondo dopoguerra i cineasti nipponici sono andati interrogandosi sulla ridefinizione  di identità  del proprio paese attraverso quella degli individui che lo compongono. Altrettanto vero è che  la storia del cinema giapponese ha le sue fondamenta nella letteratura, in quella classica come in quella contemporanea. Da questi due aspetti parte questa breve rassegna che prova a fare luce sulla attualità del Giappone e, forse, a far riflettere anche sulla nostra.’

Dal 31 marzo al 6 giugno 2019, nella sede napoletana de Lalineascritta Laboratori di Scrittura, avrà luogo la rassegna cinematografica ‘L’ALTRO GIAPPONE: visioni del cinema giapponese contemporaneo tra letteratura e società’, a cura di Barbara Waschimps e Roberto De Pascale.

7 FILM PER 7 INCONTRI
L’ALTRO GIAPPONE
, attraverso la visione di 7 film inediti, tutti sottotitolati in italiano, preceduti da una presentazione  e seguiti da un’analisi dei percorsi narrativi, propone sentieri di approccio culturale alla società e alla cultura nipponiche al di fuori dagli schemi, spesso veicolati in maniera fuorviante dai media occidentali.

Ai film si accompagneranno i libri: tra i titoli scelti per la rassegna alcuni hanno ispirato i cineasti, altri, scritti dai nostri ospiti, mostreranno al pubblico aspetti meno noti della società giapponese, altri ancora sono stati scelti per vicinanza  alle tematiche trattate nei film.

Concluderanno gli incontri le degustazioni create dagli chef del cocktail bar SAKE ispirate alle opere in programma.

Gli eventi saranno condotti da Roberto De Pascale  e  Barbara Waschimps, curatori della rassegna e yamatologi.

IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

(tutte le proiezioni avranno luogo presso la sede de Lalineascritta, via Kerbaker 23, Napoli)

Domenica 31/3  h. 18VILLON’S WIFE, 2009, diretto da Kichitaro Negishi. Premiato per la Miglior Regia al Montreal World Film Festival, il film è tratto da una novella di Dazai Osamu, ed è presentato da Stefania VITI, giornalista,  yamatologa e autrice de ‘il Libro del Sake e degli spiriti giapponesi’ 

Domenica  7/4 h. 18CONFESSIONS, 2010, diretto da Tetsuya Nakashima. Miglior film asiatico, Hong Kong Film Festival, il film è tratto dal romanzo di Kanae Minato, ed è  presentato da Antonella CILENTO, autrice, finalista Premio Strega e direttrice de ‘Lalineascritta’

Domenica  14/4 h. 18 –  100 YEN LOVE, 2014,  di Masaharu Take. Candidato ufficiale del Giappone agli Oscar del 2015 come miglior film straniero, il film è presentato da Maurilio PONZO, tutor di Lingua Giapponese, Università di Catania e fondatore del gruppo CELG – Cultura e Lingua Giapponese

Venerdì  3/5 h.18GO!,2001, diretto da Isao Yukisada.  Pluripremiato in patria, il film  è tratto dal romanzo di Kaneshiro Kazuki, ed è presentato da Antonio MOSCATELLO, giornalista, yamatologo e autore del libro ‘Megumi’

 

Venerdì  17/5 h. 18HARMONIUM, 2016, di Kouji Fukada. Premio della Giuria al Festival di Cannes nello stesso anno, il film è presentato da Benedetta GARGANO, autrice e sceneggiatrice Rai

Venerdì  31/5  h.18 SUICIDE CLUB, 2002, di Shi’on Sono.  Vincitore del Fantasia Film Festival nel 2003, questo lavoro  ha successivamente generato un libro, un prequel e un manga. Il film è presentato da Chiara GHIDINI, docente di Religioni e Filosofie dell’Asia Orientale, l’Orientale, Napoli; e da Amleto DE SILVA, scrittore, saggista e sceneggiatore

Giovedì  6/6 h. 18NOBODY KNOWS, 2004, di Hirokazu Kore’eda. Premio al Miglior Attore, Festival di Cannes dello stesso anno, ed  ispirato ad una storia vera, il film è presentato da Giorgio AMITRANO, traduttore, accademico; Professore di Lingua e Letteratura Giapponese,  l’Orientale, Napoli, e autore del libro ‘Iro Iro – il Giappone tra pop e sublime’

Info:

Ingresso adulti con tessera €15
Ingresso studenti € 10
Ingresso soci Lalineascritta €10

Abbonamento adulti 7 film € 85
Abbonamento studenti 4 film € 30
Abbonamento studenti 7 film € 60

Prenotazioni: [email protected]
081 5564013
lalineascritta.it

 

Crediti:

Ideazione e coordinamento: Barbara Waschimps, Roberto De Pascale
Organizzazione per Lalineascritta: Paolo Oliveri del Castillo
Progetto grafico: unaManu
Video produzione: the Mother Factory

Creazioni gastronomiche: 

I PARTNER DELLA RASSEGNA 
H.I.S. Europe Italy 
Kikuchi Japan 
JSG Napoli 
CELG
The Mother Factory 
Sake – Cocktail bar & Sushi restaurant

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Ciclo di conferenze. @ Trieste

Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto.
Storia, cultura, arte e teatro del Giappone
nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale

Ciclo di conferenze domenicali

in collaborazione con l’Associazione
Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT)

Trieste, Civico Museo d’Arte Orientale
10 / 17 / 24 / 31 marzo e 7 aprile 2019, ore 11.00

Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone, nella sede del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste, un ciclo di cinque conferenze domenicali intitolato Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Storia, cultura, arte e teatro del Giappone nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT) e curato da Giovanna Coen, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione.

Gli incontri, tenuti da esperti del settore di livello nazionale, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti, forse poco conosciuti, della storia e della cultura giapponese, partendo dalle collezioni del Museo: prendendo spunto da una o più opere esposte, i prestigiosi relatori ne approfondiranno le tematiche, allargandosi poi alla cultura giapponese, sia tradizionale che attuale, le cui radici affondano in periodi lontani.

La rassegna gode dei prestigiosi patrocini del Consolato Generale del Giappone a Milano, dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation e dell’AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (35-40 persone).

Info
tel. +39 040 3220736 | +39 040 675 4068
[email protected]
www. museoarteorientaletrieste.it

Con il patrocinio di
Consolato Generale del Giappone a Milano
Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation
AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi

Calendario

domenica 10 marzo 2019, ore 11.00
dott. Antonio Moscatello
Tennō e Robot: c’è spazio per l’Imperatore nel Giappone del XXI secolo?
Il 2019 è l’anno della successione imperiale: finisce al suo 30° anno l’era Heisei. Dopo due secoli, per la prima volta, un Imperatore abdica per passare la mano al figlio. Akihito non diventerà probabilmente uno di quegli “Imperatori del Chiostro” che, dietro le quinte manovravano le fila del potere prima dell’avvento dello shogunato Kamakura, ma farà il pensionato benevolo, come sempre è stata la sua figura durante i trent’anni di regno. Eppure il suo passo – la decisione di lasciare il Trono del Crisantemo – ha un valore deflagrante per l’istituzione che incarna la storia del Giappone. L’intervento farà il punto della situazione: qual è il ruolo del Tennō nel Giappone del XXI secolo? Come vivono i giapponesi i rituali che si susseguiranno per sancire l’intronazione di Naruhito?

Antonio Moscatello, giornalista presso Askanews, si è laureato presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli in lingua e letteratura giapponese. Ha lavorato come traduttore dal giapponese e, divenuto giornalista professionista, è stato corrispondente da Tokyo dell’agenzia di stampa Ap.biscom (oggi Askanews). È stato inviato in Iraq negli anni del conflitto e poi a Budapest. Nel 2012 ha realizzato in Giappone per Askanews un’inchiesta sui rapimenti effettuati negli anni ’70 e ’80 da spie nordcoreane.

domenica 17 marzo 2019, ore 11.00
prof. Cristian Pallone
Uomini che odiano le donne. Stereotipi del galantuomo nel Giappone tardo settecentesco
Prendendo spunto dalla rappresentazione xilografica dell’attore Ichikawa Ebizō nei panni di Sukeroku, personaggio di numerosi drammi del teatro Kabuki, si racconterà di alcuni stereotipi della maschilità che possono desumersi dallo spoglio della letteratura popolare a tema erotico, sentimentale e umoristico, circolata a Edo (attuale Tokyo) nella seconda metà del XVIII sec., alle soglie della modernità giapponese. Sarà analizzata in particolare la figura dell’amatore raffinato, declinato in numerose sottocategorie, che tengono anche conto dell’estrazione sociale del personaggio. Samurai, mercanti, monaci fanno la loro comparsa in veste di amanti e clienti licenziosi tra le pagine della narrativa popolare, e l’implacabile giudizio della cortigiana ne determina, caso per caso, il successo o la sconfitta. Uomini che odiano le donne e uomini che le donne odiano: una battaglia tra i sessi senza esclusione di colpi prende forma nella pungente narrativa degli autori della grande Edo.

Cristian Pallone, dottore di ricerca in Civiltà, culture e società dell’Asia presso la Sapienza-Università di Roma, dipartimento “ISO Istituto Italiano di Studi Orientali”, si interessa dello sviluppo della narrativa in formato dialogico nel Giappone del XVIII secolo, con un focus particolare sulla letteratura dei quartieri del piacere. Attualmente insegna Lingua e Letteratura giapponese presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha al suo attivo varie pubblicazioni e traduzioni, tra cui: trascrizioni e traduzioni in italiano di iscrizioni e poesie per i cataloghi a cura di Rossella Menegazzo, Hokusai. Sulle orme del Maestro (Milano, Skira, 2017) e Hiroshige. Visioni dal Giappone (Milano, Skira, 2018).

domenica 24 marzo 2019, ore 11.00
maestra Paola Piras
L’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebana
«Il paesaggio, e quindi la visione e la rappresentazione della natura, è come la lingua madre. La sua presenza, tacita o esplicita, riconosciuta o latente, contiene il codice originario della nostra appartenenza» (Morelli 2011).
E così è certamente per la cultura giapponese classica, che trova una sua lettura attraverso l’Ikebana, l’arte di disporre i fiori, alla cui base vi sono il profondo rapporto tra uomo e natura e un modo sempre nuovo e mutevole di concepire i fiori e l’arte di comporli.
Durante questa conferenza con dimostrazione sarà possibile accostarsi all’Ikebana, o come viene anche chiamata il kadō (La Via dei Fiori), che nasce in un contesto religioso e si sviluppa in un mondo maschile di monaci, guerrieri e letterati, fino a giungere ai giorni nostri, dove anche nelle tendenze sperimentali della contemporaneità mantiene il carattere delle sue origini. È un sapere manuale antico, come tutte le arti giapponesi, perché, come recita una massima Buddhista «sapere non è capire e per capire bisogna praticare». L’Ikebana è il frutto di una ricerca estetica, tramandata da generazioni da Maestro a discepolo e vissuta, al pari di altre arti giapponesi, come una disciplina di ricerca interiore, poiché prendersi cura del paesaggio è prendersi cura di sé.

La Maestra Paola Piras inizia il suo percorso di Ikebana a Milano nel 1975 sotto la guida di Jenny Banti Pereira, continuando i corsi presso il Chapter di Ikebana Ohara di Milano. Dal 1994 è membro dell’E.O.T.A. (European Ohara Teachers Association), partecipa regolarmente ai seminari tenuti in Europa da Maestri giapponesi ed ha al suo attivo seminari di approfondimento in Giappone.
Tiene dimostrazioni presso Musei, Biblioteche, Enti Pubblici e Privati e partecipa a manifestazioni floreali e culturali con i suoi gruppi di studio. Insegna regolarmente Ikebana a tutti i livelli presso i gruppi che fanno capo al Chapter di Venezia.

domenica 31 marzo 2019, ore 11.00
prof.ssa Virginia Sica
Il “Palazzo del bramito dei cervi”, palcoscenico di un sistema politico. Architettura, arti e costumi nella Tokyo di fine ‘800
«Secondo la mia opinione, l’unico percorso è far scontrare con gli Europei i Giapponesi, di modo che si sentano personalmente a disagio, si rendano conto del loro svantaggio e assimilino una consapevolezza della vigorosità occidentale […]. Ritengo che il metodo sia favorire relazioni veramente libere tra loro […]. Solo così il nostro Impero potrà raggiungere una posizione pari a quella dei Paesi occidentali. Solo così il nostro Impero potrà essere indipendente, prospero e potente». Così dichiarava nel 1879 Inoue Kaoru (1835-1915) in un documento per il Gabinetto di cui era ministro degli Affari Esteri, nella cruciale fase storica nota come “Restaurazione Meiji”, che vedeva l’esordio del Giappone sul palcoscenico delle relazioni internazionali e la sua emersione come la prima nazione asiatica industrializzata.
Per Inoue, lo strumento che favorisse quegli obiettivi doveva essere il “Palazzo del bramito dei cervi”, destinato a ricevimenti ed eventi per gli esponenti della diplomazia internazionale del tempo: il Rokumeikan, che fu il simbolo assoluto e più incisivo dei nuovi costumi sociali, artistici e culturali di era Meiji (1868-1912).

Virginia Sica è docente di Cultura giapponese (storia e letteratura) presso il Dipartimento di Mediazione linguistica e di Studi interculturali dell’Università di Milano. Dopo essersi laureata in Lingue e Civiltà orientali (indirizzo storico-letterario) presso “L’Orientale” Università degli Studi di Napoli, si è trasferita in Giappone dal gennaio 1989, dove ha insegnato per alcuni anni presso il Dipartimento di Estetica (Facoltà di Lettere), della Tōhoku Kokuritsu Daigaku (Università Statale del Tōhoku). Al rientro in Italia, dopo un’esperienza presso una holding giapponese con sede a Milano, ha ripreso l’attività didattica dal 2006. È socio AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi), membro del CARC (Contemporary Asia Research Centre), socio di Asia Teatro e attualmente coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Milano Asia Pacifico

domenica 7 aprile 2019, ore 11.00
dott.ssa Carmen Covito
Onnagata. Il labirinto dei generi nel teatro giapponese
Nel teatro Kabuki il termine “Onnagata” indica gli attori specializzati nei ruoli femminili. La loro arte, formalizzata tre secoli fa da grandi interpreti come Yoshizawa Ayame, costituisce ancora oggi uno degli aspetti più affascinanti del teatro giapponese e nel corso del tempo ha lasciato tracce profonde nella sensibilità del Giappone, ispirando i pittori ukiyo-e ampiamente rappresentati nel Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste ma anche scrittori moderni, come Mishima Yukio, e persino fenomeni della cultura pop contemporanea.

 Carmen Covito, scrittrice e nipponista, è nota per un romanzo di successo dal quale sono stati tratti un film e uno spettacolo teatrale: La bruttina stagionata (Premio Bancarella 1993). Ha pubblicato successivamente altri romanzi, sempre caratterizzati dalla contaminazione di linguaggi, di genti e di registri stilistici diversi. Oggi dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro” (www.asiateatro.it) ed è vicepresidente dell’associazione culturale shodo.it per la diffusione della calligrafia sino-giapponese.

 

 

Apr
9
mar
Swinging furniture …al Fuori Salone 2019 @ Milano
Apr 9–Apr 14 giorno intero

Swinging furniture … al Fuori Salone 2019

Spazi di vita in movimento (con paesaggio)
9-14 aprile 2019 – MILANO

 Tavoli e sedie come “full size Hakoniwa”, isole-giardino fluttuanti dove rifugiarsi dal caos metropolitano e mettersi in relazione con il mondo. Frammenti di paesaggio che avvolgono chi guarda e sinuose installazioni organiche che si sviluppano nello spazio. Dal 9 al 14 aprile 2019, per il Fuori Salone di Milano, gli ambienti della Fonderia Napoleonica Eugenia offrono un itinerario tra i progetti sperimentali dei giapponesi ENZO Satoru Tabata  e DAIKEN EiJi Suzuki(che a Gifu lavorano insieme nel “TEAM BALANCO”), le  installazioni sospese di JUKAI (Marta Fumagalli – Riccardo Piovano) e le sculture avvolgenti e immersive di Barbara Crimella.

Mobili come piccole isole verdi, ispirate all’idea tradizionale giapponese di “Hakoniwa”, il “giardino in miniatura”, ma questa volta “full size”, dove le persone possono entrare. Punto d’incontro tra design, architettura, tradizione artigiana e paesaggio. I due architetti ENZO Satoru Tabata e DAIKEN Eiji Suzuki, entrambi originari del distretto nipponico di Gifu dove collaborano nel “TEAM BALANCO”, porteranno al Salone del Mobile di Milano (9-14 aprile 2019) i loro prototipi di arredo.

L’“Intree table”, da 5 o da 9 posti, un tavolo dalla forma organica in armonia con l’ambiente naturale, è dotato di sedie leggermente oscillanti collocate in posizione rialzata che danno la sensazione di fluttuare insieme agli alberi integrati nella struttura. È un piccolo spazio nello stesso tempo intimo (per sfuggire dal caos metropolitano) e capace di creare occasioni di incontro e comunicazione.

Il “Balanco table”, da 2 o da 8 posti, prende il nome da un termine portoghese con il significato di “oscillante”. È un tavolo sospeso che vuole creare un senso di comunità nello spazio architettonico. Ondeggiare è un’emozione che cattura chi la prova, un movimento che fa sentire ogni persona seduta parte di un gruppo. Ma rimanda anche alle oscillazioni concettuali dell’equazione che ha ispirato il progetto: “Architettura come arredo per la vita quotidiana – arredo come giardino che trasforma il paesaggio – giardino come architettura che crea uno spazio privato”.

Accanto all’Intree table e al Balanco Table ci sarà anche un complemento d’arredo disegnato dall’architetto Eiji Suzuki della DAIKEN SEKKEI.

“Pensiamo che il Salone del mobile a Milano sia il luogo più adatto per presentare i nostri nuovi progetti – raccontano i  designers nipponici – pensiamo anche che lo stile di questi arredi sia molto in sintonia con l’Italia. Per questo siamo piuttosto curiosi di vedere le reazioni del pubblico che verrà a visitarci alla Fonderia”.

Per una settimana la Fonderia Napoleonica si trasformerà in un suggestivo giardino, all’interno del quale il pubblico troverà anche un’area con le installazioni realizzate da JUKAI (Marta Fumagalli e a Riccardo Pirovano) e dalla scultrice Barbara Crimella (che con ENZO Satoru Tabata collaborano da molto tempo).

Si tratta di sinuose strutture organiche in materiali come il legno, la carta e l’ottone e in dialogo con lo spazio, entrambe ispirate alla natura, come un fotogramma di un paesaggio in movimento, sospeso e ondeggiante.
D’altra parte la mission del gruppo di lavoro “BALANCO” è proprio quella di progettare la trasformazione dei luoghi e insieme degli ambiti di vita delle persone.

Vaprio Zanoni
 fornisce tutto il verde ai designer giapponesi mentre Cereda Legnami e Traforart sono gli sponsor tecnici del “gruppo italiano”.

Vi aspettiamo quindi….nei magici “giardini sospesi” della Fonderia Napoleonica Eugenia.

Giorni: da martedì 9 aprile a Domenica 14 aprile 2019
Orari: dalle 10.00 alle 20.00 (il 9 aprile e 13 aprile fino alle 22.00 per cocktail)

Apr
10
mer
SUNBEAMS LEAVES installazione di carte e tessuti giapponesi @ Milano
Apr 10–Apr 13 giorno intero
SUNBEAMS LEAVES installazione di carte e tessuti giapponesi @ Milano

SUNBEAMS LEAVES

installazione di carte e tessuti giapponesi di

Sachiko Horiuchi e Ayumi Shima

L’iniziativa in collaborazione con l’ ASSOCCIAZIONE CULTURALE Giappone in Italia comprende un  insieme di opere realizzate in carta tradizionale giapponese in varie trame, texture e tessuti caratterizzati da variazioni di colori con riferimenti alla natura.
Sachiko Horiuchi e Ayumi Shima si riallacciano alla cultura e all’arte giapponese e creano un percorso che accompagna il visitatore nell’esplorare le trasparenze dettate dal “raggio di luce” sui materiali. 

Da mercoledì 10 a sabato 13 aprile 2019
dalle ore 11,00  alle ore 20,00 

è possibile ammirare l’installazione delle autrici che propone una serie di opere ricche di riferimenti e di aspetti che contengono una spiritualità sottile, tipica giapponese.

PARTY :   giovedì 11 aprile 
dalle ore 16,00 alle ore 21,30