Calendario Eventi

Qui trovi un elenco degli eventi giapponesi, corsi, fiere e incontri riguardanti il Giappone che si svolgono in Italia, nella vicina Europa o eventualmente eventi di interesse che si svolgono in Giappone. 

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INSERISCI EVENTO

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Mostra “Seta: il filo d’oro che unì il Piemonte al Giappone” Castello di Racconigi @ Racconigi (CN)
Set 14–Nov 20 giorno intero
Mostra "Seta: il filo d'oro che unì il Piemonte al Giappone" Castello di Racconigi @ Racconigi (CN)

14 settembre – 20 novembre 2018

Mostra “Seta: il filo d’oro che unì il Piemonte al Giappone” Castello di Racconigi 

Dal 14 settembre al Castello di Racconigi una mostra racconta una affascinante storia, poco conosciuta. Testimonianze di viaggi, diari, reperti, manufatti. Una sezione è dedicata alla seta del futuro, con il sushi al baco di seta e il panseta. La rassegna è completata da conferenze e dimostrazioni di arti giapponesi.

Per tutta la durata della mostra, l’Associazione interculturale Italia-Giappone SAKURA propone un ricco programma di attività finalizzate alla divulgazione delle tradizioni culturali e artistiche del Giappone , coinvolgendo anche il Comune e il locale Museo della Seta. Sono previste conferenze, dimostrazioni, laboratori didattici e incontri non soltanto a necessario complemento della mostra, ma anche come occasioni di approfondimento e di conoscenza dei vincoli che legano ormai da tempo il Giappone, Paese del Sol Levante, al nostro Bel Paese, l’Italia.

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La mostra è visitabile con ingresso libero .

L’ingresso al Complesso Monumentale del Castello e parco di Racconigi è a pagamento.

Per info: Castello di Racconigi , Piazza Carlo Alberto
12035 Racconigi (CN) , tel . 0172-84005

Orari di apertura mostra : dalle 10.00 alle 18.00 , lunedì chiuso

Per info sulla mostra : Link Japan 4 Events srl, [email protected]

Associaz. Interculturale Sakura, [email protected]

Pagina FB della mostra : https://www.facebook.com/MostraSeta/

Ott
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Hi no maru 日の丸 – Incontri autunnali sul Giappone @ Maranello (MO)
Ott 6–Dic 1 giorno intero
Hi no maru 日の丸 – Incontri autunnali sul Giappone @ Maranello (MO)

Hi no maru 日の丸  Incontri autunnali sul Giappone

Maranello, 22 settembre – 17 Novembre 2018

Nel periodo da fine settembre a fine novembre 2018 a Maranello si terrà un ciclo di incontri di approfondimento sulla cultura giapponese dal titolo “Hi no maru 日の丸 – Incontri autunnali sul Giappone” a cura di Floriano Terrano. La sede degli incontri sarà sempre il Mabic, la biblioteca realizzata nel 2011 su progetto originale dell’architetto giapponese Arata Isozaki che unisce modernità di forme e materiali ed elementi stilistici classici dell’architettura giapponese.

“Hi no maru” è il “disco del sole”, simbolo del Giappone stesso e simbolo della sua bandiera. Gli incontri mirano ad analizzare alcuni dei simboli più famosi della cultura nipponica. Nel corso degli incontri saranno proiettati materiali visivi, video e audio. 

Gli incontri saranno il sabato pomeriggio alle 17.00 a partire dal 22 settembre fino al 17 novembre, con scadenza quindicinale. Oltre alle conferenze del sottoscritto, vi sarà il concerto finale di musica giapponese con la cantante Tomomi Ezoe (江副友美) e la pianista Sae-Hwa Hwang (黃世和). Dopo il concerto del 17 novembre seguirà un rinfresco a base di sake e tè verde.

Ecco il calendario degli incontri:

  • Sabato 22 settembre ore 17.00: Manga  Fumetti e cartoni animati espressione della vita giapponese
  • Sabato 6 ottobre ore 17.00: Nihon teien  L’arte del giardino in Giappone
  • Sabato 20 ottobre ore 17.00: Kimono  L’arte dei vestiti in Giappone
  • Sabato 3 novembre ore 17.00: Ukiyoe   Le stampe d’arte giapponesi
  • Sabato 17 novembre ore 17.00: Ongaku  La musica giapponese. A seguire concerto di canzoni giapponesi di Tomomi Ezoe (江副友美), soprano e Sae-Hwa Hwang (黃世和), pianoforte.  A conclusione rinfresco di sake e tè verde.

Il curatore:

Floriano Terrano scrive di arte, cultura e società dell’ Estremo Oriente, Giappone in particolare. Suoi articoli sono apparsi su giornali e riviste italiani e stranieri. Organizza conferenze e rassegne dedicate a vari aspetti della società e della cultura estremo-orientale. Cura mostre di artisti giapponesi e dell’Estremo Oriente. Sul suo blog  www.higashishinbun.blogspot.com ; si possono leggere alcuni dei suoi articoli già pubblicati e visionare alcune delle sue attività nell’ambito della cultura giapponese ed orientale.

Per informazioni e prenotazioni
Mabic, Viale Vittorio Veneto, 5, 41053 Maranello MO

tel. 0536240028, e-mail: [email protected]                                                   

Ott
11
gio
AYAKO WAKAO – Omaggio a una diva @ Roma
Ott 11–Nov 22 giorno intero

L’Istituto Giapponese di Cultura
è lieto di presentare la rassegna 

AYAKO WAKAO 
Omaggio a una diva

11 ottobre – 22 novembre 2018 ore 18.30

proiezioni ore 17.00  o 19.00

Istituto Giapponese di Cultura
Via A. Gramsci, 74
ingresso libero

Nata a Tokyo nel 1933, Ayako Wakao siede a buon diritto sull’Olimpo delle attrici più rappresentative del cinema giapponese degli anni ’50 e ’60. Regina di sensualità, ha lavorato con i più influenti maestri del cinema nipponico, tra cui Mizoguchi, Ozu, Kawashima, Ichikawa e Masumura, arrivando a contare partecipazioni in oltre 160 film. La sua carriera ha inizio nel 1951, quando entra come volto nuovo nella casa di produzione Daiei; l’anno successivo debutta sul grande schermo nel film Shi no machi wo nogarete, 1952) di Eiichi Koishi e, nei dodici mesi seguenti, recita in ben 9 lungometraggi ottenendo subito grande popolarità nei ruoli di ragazza pura e ingenua. Bastano pochi anni e già nei film di Kenji Mizoguchi della seconda metà degli anni ’50 spiccano le sue doti attoriali di donna sensuale e volitiva, come quello di Yasumi, avida ragazza squillo in Akasen Chitai (La strada della vergogna, 1956), e quello di Eiko, l’apprendista geisha in Gion bayashi (La musica di Gion, ) che morde il suo futuro protettore e cade in disgrazia. Alti ruoli importanti interpretati negli anni ’50 sono quelli del personaggio non protagonista di Osuzu nel film di Kunio Watanabe Chushingura (The Loyal 47 Ronin, 1958), quello della ragazza che deve cercare di sedurre il giovane figlio del direttore di una compagnia di attori itineranti nel film Ukigusa (Erbe fluttuanti, 1959) diretto da Yasujiro Ozu, e anche quello di Akiko, nel film brutale e nichilistico di Kon Ichikawa Shokei no heya (Punishment Room, 1956); ancora in un film di Ichikawa, Anata to watashi no aikotoba: Sayônara, konnichiwa (Goodbye Hello, 1959) Ayako Wakao recita il ruolo della protagonista Kazuko, mostrando tutte le caratteristiche di una donna fiera e volitiva, che dà valore ai legami familiari e tiene fede agli impegni presi. Tuttavia il regista con il quale Wakao ha dato vita a un vero e proprio sodalizio artistico, che ricorda quello del regista viennese von Sternberg  con l’attrice Marlene Dietrich, èYasuzo Masumura, cineasta giapponese che negli anni 1952-55 frequenta a Roma il Centro Sperimentale di Cinematografia e, rientrato in Giappone,  collabora come assistente alla regia in alcuni film di Mizoguchi e Ichikawa. L’incontro tra Masumura e Wakao avviene nel 1959 e perdura fino al 1969, con l’uscita del film Senbazuru (Mille gru), tratto da un romanzo di Yasunari Kawabata. Durante questo decennio Wakao viene diretta da Masumura nel film Nise daigakusei(Il falso studente universitario, 1960), nel noir Tsuma wa Kokuhaku Suru (A Wife Confesses , 1961), in Manji (Manji, la casa degli amori particolari, 1964) dove l’attrice interpreta magnificamente il ruolo di Mitsuko, la seducente modella di una pittrice, in Akai tenshi (Red Angel, 1966), in cui Wakao interpreta la crocerossina Sakura che si innamora del dottore durante la guerra sino-giapponese del 1939, nell’erotico dark Irezumi (The Spider Tatoo, 1966), dove l’attrice veste i panni di una donna venduta a una casa di piacere e tatuata con un grande ragno sulla schiena dal quale erompono poteri soprannaturali utilizzati per vendicarsi sugli uomini; e ancora inHanaoka Seishu no tsuma (La moglie di Hanaoka Seishu, 1967) uno dei film più importanti di Masumura, realizzato quando il regista era all’apice della carriera, e in cui la popolare attrice veste con grande sicurezza e credibilità il ruolo di Kae, giovane moglie del medico. All’inizio degli anni ’70 Wakao compare nel film Zatoichi Meets Yojimbo (1970) di Kihachi Okamoto , dove recita a fianco del noto attore Toshiro Mifune,  e in Tora-san’s Shattered Romance (1971) per la regia di Yoji Yamada; dopo il matrimonio con Kisho Kurokawa, architetto esponente del movimento metabolista, decide di ritirarsi dalle scene e di fatto l’attrice torna sul grande schermo solo nel 1987 per interpretare, accanto a Toshiro Mifune, un fantasy diretto da Ichikawa Kon, Princess from the Moon, e ancora nel 2005, per recitare un piccolo ruolo nel film Spring Snow(2005) di Yukisada Isao, tratto dall’omonimo romanzo di Yukio Mishima.  Nel 2011 ha un ruolo anche nella serie televisiva Ohisama, dramma familiare in costume trasmesso dalla NHK.
Dalla ragazza ingenua alla donna sensuale e volitiva, passando per qualche personaggio al confine con la sfera erotica: Ayako Wakao ha lasciato un’immagine sensuale di sé ma, prima ancora del corpo sinuoso,  sono gli occhi e il suo sguardo magnetico a rimanere scolpiti nella memoria degli spettatori e a dare quell’incisività alla recitazione che ha reso indimenticabili i suoi personaggi. 
Gli sfavillanti kimono indossati dall’attrice, il suo fascino seduttivo, unitamente a una bellezza intramontabile, hanno contribuito alla popolarità di Wakao anche al di fuori del confini nazionali; i film in cui ha recitato continuano ad essere proiettati ad ogni latitudine ancora ai giorni nostri e, nell’attraversare epoche e generazioni, il numero dei fans si fa sempre più ampio, e consapevole dell’importante contributo che questa grande diva ha dato al cinema giapponese.
L’Istituto Giapponese di Cultura le dedica una rassegna di 5 memorabili  film in pellicola, realizzati tra il 1953 al 1967, quando in Giappone si muovevano dietro la macchina da presa alcuni dei più grandi maestri del cinema di tutti i tempi.  I film sono in versione originale con sottotitoli in inglese e/o italiano. Ingresso libero.

Giovedì 11 ottobre 2018 ore 19.00 e giovedì 8 novembre ore 17.00
Gion bayashi / La musica di Gion
di Kenji Mizoguchi 
(1953, 35mm, 84’, B/N sott. inglese e italiano)

Il viaggio a Tokyo di una giovane apprendista geisha e della sua mentore, Miyoharu, molestate dai loro accompagnatori, si trasforma in una rovina per la loro professione. Il sacrificio dell’anziana Miyoharu per riabilitare il suo nome e quello della giovane amica Eiko, interpretata da Ayako Wakao, suggerisce la dolorosa accettazione della condizione femminile, emblema del cinema di Mizoguchi.

Martedì 16 ottobre ore 17.00 
e venerdì 16 novembre ore 19.00
Onna wa nido umareru / A Woman Is Born Twice
di Yuzo Kawashima
(1961, 16mm, 99’, colore, sott. inglese)
 
La vitalità di Ayako Wakao è il vero fulcro di questo film che vede protagonista Koen, una prostituta di un quartiere di piacere di Tokyo, della quale si racconta la graduale trasformazione da una condizione di acerba spensieratezza a quella di donna pienamente consapevole di sé, in un’epoca di leggi anti-prostituzione che non le impediscono di approcciare l’universo maschile e trarne vantaggio per la propria crescita emotiva e professionale.

Copyright immagine: © 1961 Kadokawa Pictures

Giovedì 18 ottobre 2018 ore 19.00 
e martedì 13 novembre ore 17.00
Echizen take-ningyo / Bamboo Doll of Echizen
di Kozaburo Yoshimura
(1963, 16mm, 102’, B/N, sott. inglese)

Tamae, una geisha alle dipendenze di un resort termale, bussa all’improvviso alla porta di Kisuke, un giovane artigiano di bambù, chiedendogli di mostrarle la tomba del suo defunto padre. La donna, dall’aria smarrita e sconsolata, di lì a poco si allontana misteriosamente come è apparsa. Kisuke comprende che si tratta dell’amante di suo padre,  si reca più volte a trovarla e se ne innamora, ma desiderio e sensi di colpa non conducono a un rapporto facile. Splendida l’interpretazione di Ayako Wakao nel ruolo di geisha/amante/sposa.

Copyright immagine: © 1963 Kadokawa Pictures

Martedì 23 ottobre ore 17.00 
e giovedì 22 novembre ore 19.00
Ukigusa / Erbe fluttuanti / Floating Weeds
di Yasujiro Ozu
(1959, 35mm, 119’, colore, sott. inglese e sott. italiano)
 
Remake dell’omonimo film muto di Ozu del 1934, il film racconta la complessa vicenda sentimentale del direttore di una compagnia di attori itineranti che giunge in un villaggio di pescatori dove vive Oyoshi, la donna dalla cui relazione l’uomo ha avuto un figlio naturale, cresciuto ignaro dell’identità del padre. A causa del maltempo lo spettacolo non vede il successo sperato e la compagnia è costretta a sciogliersi creando malumori e risentimenti.

Copyright immagine: © 1959 Kadokawa Pictures

Giovedì 25 ottobre ore 19.00 
e martedì 20 novembre ore 17.00
Hanaoka seishu no tsuma /La moglie di Hanaoka Seishu
di Yasuzo Masumura
(1967, 35mm, B/N, 99’, sott. inglese e italiano)
 
Film biografico sulla vita di Seishu Hanaoka (1760-1835), medico che alla fine del 1700 eseguì per la prima volta in Giappone un’operazione chirurgica in anestesia totale. Sposato da poco con Kae, interpretata dalla bellissima Ayako Wakao, il giovane medico si reca per alcuni anni a Kyoto lasciando la giovane moglie a casa insieme a sua madre Otsugi. Al rientro di Seishu si scatena la rivalità tra le due figure femminili ed emerge l’egocentrismo dell’uomo in cerca di affermazione personale.

Copyright immagine: © 1967 Kadokawa Pictures

Ott
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ven
Mostra HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda a Bologna @ Bologna
Ott 12 2018–Mar 3 2019 giorno intero

HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda. 

Capolavori dal Boston Museum of Fine Arts

 

Al Museo Civico Archeologico di Bolognadal 12 ottobre 2018 fino al 3 marzo 2019, le opere dei due più grandi Maestri del “Mondo Fluttuante”: Katsushika Hokusai (1760 – 1849) e Utagawa Hiroshige (1797 – 1858). 

La mostra HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda. Capolavori dal Boston Museum of Fine Arts espone, per la prima volta in Italia, una selezione straordinaria di oltre 250 opere provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston. Il progetto, suddiviso in 7 sezioni tematiche, curato da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson, è una produzione MondoMostre Skira con Ales S.p.A Arte Lavoro e Servizi in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Boston, promosso dal Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei e patrocinato dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Università degli Studi di Milano.

Museo Archeologico di Bologna
Via dell’Archiginnasio, 2
40124 – Bologna

ORARI

  • Lunedì: 09:00 – 19:30
  • Martedì: CHIUSO
  • Mercoledì – Venerdì: 09:00 – 19:30
  • Sabato: 10:00 – 22:00
  • Domenica: 10:00 – 19:30

La biglietteria chiude un’ora prima

Chiusure straordinarie

  • Martedì, 25 Dicembre 2018

Aperture straordinarie

  • Martedì, 01 Gennaio 2019: dalle 14 alle 19.30

INFOLINE

051/5285851

[email protected]

Per i gruppi la prenotazione è obbligatoria

BIGLIETTI

  • Intero: € 14 (prevendita € 2)
    Tutti gli individuali
  • Ridotto: € 12 (prevendita € 2)

LE IMMAGINI DEL MONDO FLUTTUANTE

Gli anni trenta dell’Ottocento segnarono l’apice della produzione ukiyoe nota come “immagini del Mondo Fluttuante”. In quel periodo furono realizzate le serie silografiche più importanti a firma dei maestri che si confermarono – qualche decennio più tardi con l’apertura del Paese – come i più grandi nomi dell’arte giapponese in Occidente.

Tra essi spiccò da subito Hokusai, artista e personalità fuori dalle righe. Vent’anni dopo rispetto a Hokusai, Hiroshige divenne un nome celebre della pittura ukiyoe poco dopo l’uscita delle Trentasei vedute del monte Fuji.

Più giovane di circa vent’anni rispetto a Hokusai, Hiroshige divenne un nome celebre della pittura ukiyoe poco dopo l’uscita delle Trentasei vedute del monte Fuji del maestro grazie a una serie, nello stesso formato orizzontale, che illustrava la grande via che collegava Edo (l’antico nome di Tokyo) a Kyoto. Si trattava delle Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō, conosciute come “Hōeidō Tōkaidō” dal nome dell’editore che lanciò verso il successo Hiroshige. Da allora l’artista lavorò ripetutamente su questo stesso soggetto, producendo decine di serie diverse fino agli anni cinquanta.