Sabato mattina, la stazione di Tokyo è piena di turisti. La destinazione di oggi è Shiroishi Zao, una piccola cittadina che si trova a due ore di treno sulla linea Tohoku Shinkansen. Una volta scesi dal treno passiamo i successivi cinque minuti in taxi come dei bambini di cinque anni che non vedono l’ora di arrivare a Dysneyland. Ad un certo punto sto per dire ad alta voce “siamo arrivati?” ma l’autista mi previene e indicando un piccolo ingresso dice “eccolo li, divertitevi!”.

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Siamo finalmente entrati nel villaggio delle volpi di Sendai Zao, un santuario per gli animali  dove vivono più di 100 volpi.  Dopo aver comprato i biglietti ed esserci sbarazzati degli snacks che potevano causare problemi siamo entrati nel recinto all’aperto, accolti da una giovane volpe rossa.

La volpe è soffice e coccolosa, ma qualcosa mi dice che se la abbraccio  come faccio con il mio cane non otterrei la stessa reazione. Mentre avanziamo nel recinto alcune teste si girano a guardarci per poi tornare a sonnecchiare.
Sono sorpreso di vedere volpi bianche e nere, pensavo che fossero razze diverse, ma ci hanno detto che sono semplicemente mutazioni molto comuni tra le volpi rosse.

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Una volta raggiunta l’area dove viene servito il pasto abbiamo visto arrivare animali da ogni direzione che volevano assicurarsi un boccone di cibo. Siamo entrati quindi in un area più piccola che serve a proteggere i visitatori dai morsi degli animali più affamati (o più avidi) e abbiamo cominciato a scattare foto delle volpi che ci guardavano.
Si può quasi vedere la delusione nei loro occhi, ma è ovvio che non sia la prima volta che caschino in questo trucco. Se ne stanno lì con pazienza, nella speranza di ricevere uno spuntino a compenso del loro disturbo una volta che abbiamo finito di guardarle.
Dopo un po’ abbiamo la possibilità di accontentarle, una coppia entra nell’area di “alimentazione” e improvvisamente per le volpi noi siamo roba vecchia e non ci degnano di uno sguardo.

Il pasto è uno spettacolo. Le volpi stanno il più vicine possibile all’azione e non appena qualcuno getta il cibo saltano a prenderlo. Saltare pero’ non basta, una volto che sono riuscite a prendere qualcosa devono allontanarsi dagli altri animali. I combattimenti avvengono praticamente sempre, a meno che il boccone non sia stato preso da una delle volpi più grosse a cui basta un occhiataccia alle altre per chiarire chi comanda.

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Guardare questo spettacolo è divertente, ma non abbiamo visto la maggiorparte del recinto e quindi riprendiamo la passeggiata. Presto ci imbattiamo in un piccolo santuario dedicato a Inari, la divinità shintoista che usa le volpi come messaggere.
Come in tutti i santuari di  Inari ci sono diverse statue di volpi, ma qui ce n’è anche una viva grande e soffice seduta proprio accanto al torii. Tra me e me penso che questo e’ un bellissimo momento.

La volpe si avvicina nella speranza di ricevere uno spuntino, ma ben presto arrivano anche altri suoi amici e decidiamo di continuare la passeggiata. Le volpi di solito non sono aggressive nei confronti degli umani, ma un morso non sarebbe una cosa così inedita. Non è una cattiva idea quella di tenere le distanze e di alzare un piede per fermarle quando vengono troppo vicine.

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Siamo andati in altre zone del “villaggio” dove vivono diverse specie di volpi e altri animali. Ad un certo punto abbiamo passato 10 minuti buoni a vedere le reazioni delle volpi ai conigli che vivono li accanto. Non so di chi sia stata l’idea di metterli così vicini, ma sembra un po’ meschino.

Un’ora e qualche centinaio di fotografie dopo siamo pronti ad andare. Uno dei dipendenti chiede  “Hai già coccolato Nori-chan?”, “chi?”  “Nori-chan, quella fuori dal recinto. Vieni, ti faccio vedere”. Nori-chan vive in una cuccia da cane proprio di fianco all’ingresso. Ho chiesto cosa le fosse successo. “ha perso il suo cucciolo il mese scorso. Ora sta meglio. Vieni, puoi toccarla”. L’abbiamo carezzata sulla testa ed era morbidissima. “Stammi bene Nori-chan. spero di vederti la prossima volta”.

Note

  • se andate durante i mesi invernali, la visione della spessa pelliccia sulla neve è adorabile.
  • siate preparati a cose non troppo carine. Gli animali vivono insieme e le liti per il cibo sono frequenti come in natura.  Un’orecchia mancante o una zampa sanguinante non sono da escludere.
  • Seguite le istruzioni dello staff. Altrimenti rischiate di essere morsi e di rovinarvi il viaggio (e di rovinare la giornata a chi è con voi).

Biglietto: 1.000 Yen

direzione dalla stazione di Tokyo: Tohoku Shinkansen per Shiroishi Zao.

Sito web (in giapponese): http://www12.plala.or.jp/zao-fox/index.html

 

tradotto dall’articolo originale:  taiken.co

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