Silenzio di Shusaku Endo

In un periodo storico ove la professione di fede religiosa diventa scelta ideologica anziché prettamente spirituale, ci sembra giusto recensire Silenzio di Shusaku Endo.

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Shusaku Endo, in giovanissima età, per assecondare il volere della madre, si converte al Cattolicesimo e ne diventa – nel corso dei suoi studi – un fine conoscitore. La sua opera più nota è sicuramente Silenzio.

Ambientata nel 1600, racconta la storia dei missionari portoghesi Padre Rodrigues e Padre Garrpe che, animati dai più puri intenti, si determinano a sbarcare in Giappone, nonostante viga il bando del culto Cristiano, per cercare il loro Padre Superiore Ferreria che, secondo le voci giunte in patria, avrebbe commesso apostasia, in seguito alle torture subite nel paese del Sol levante.

L’opera di Endo può qualificarsi come un romanzo storico perché descrive con dovizia di particolari gli ostacoli frapposti dal Giappone e dalle sue millenarie tradizioni al culto occidentale del Cristianesimo, nel periodo feudale.

Lo scenario storico sotteso all’opera di Endo è assolutamente autentico e se ne propone un estratto: sotto lo shogunato di Toyotomi (1585-98), nel 1587, il culto Cristiano venne bandito. La situazione non migliorò sotto Ieyasu Tokugawa, Shogun dal 1600, che soffocò nel sangue una rivolta contadina, a carattere religioso e sociale, scoppiata a Shimabara che si concluse con lo sterminio dei cristiani e l’interdizione del Cristianesimo, nel 1637. In questo lasso di tempo Padre Rodrigues e Padre Garrpe tentano di svolgere la loro missione e piantare il seme della fede in questo monolitico scoglio, dalle tradizioni e costumi così diversi dal mondo occidentale.

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Eppure, coloro che abbracciano la fede sono proprio i giapponesi più poveri, contadini e pescatori sfruttati e trattati come feccia dai signori feudali che accolgono la speranza di un Paradiso ma soprattutto il principio di uguaglianza tra gli uomini, incompatibile con il sistema feudale nipponico, stratificato in caste.

Si comprende la risposta perentoria e repressiva delle autorità nipponiche che Padre Rodrigues sperimenterà sulla propria pelle. La sua ricerca di Padre Ferreira e la necessità di vagliare le ragioni dell’apostasia, lo porteranno a ricercare le motivazioni del suo credo, a sentire vacillare la sua fede di fronte all’assordante silenzio di Dio, verso le persecuzioni, le torture e le ingiustizie.

Ecco allora che Silenzio può definirsi molto più di un romanzo perché è a tutti gli effetti una ricerca spirituale profonda. Un romanzo che scuote gli animi dei credenti ma soprattutto di coloro che si crogiolano nell’illusione che un mondo senza Dio sia un mondo privo di conflitti e basti a tacitare i tormenti dell’anima di fronte alla atavica domanda sulla nostra origine e sullo scopo ultimo delle nostre vite.

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RECENSIONE
Giapponesità
Nostalgia dei personaggi a libro finito
Qualità della vita dopo la lettura
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Paola D'Argenio

Avvocato, ama parlare, viaggiare, leggere sotto le coperte e naturalmente il Giappone

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