PER UN FILO DI SETA. 1867, l’Italia in Giappone.

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Quando:
28 luglio 2017–1 ottobre 2017 giorno intero
2017-07-28T00:00:00+02:00
2017-10-02T00:00:00+02:00
Dove:
Torino
MAO Museo d'Arte Orientale via San Domenico 11 – Torino

Dal 28 luglio al 1 ottobre 2017

PER UN FILO DI SETA.
1867, l’Italia in Giappone.

a cura di Teresa Ciapparoni

La Rocca in collaborazione con MAO Museo d’Arte Orientale e Link Japan 4 Events

MAO Museo d’Arte Orientale via San Domenico 11 – Torino

 
INAUGURAZIONE APERTA AL PUBBLICO
Presentazione della mostra a cura della prof.ssa Teresa Ciapparoni La Rocca
giovedì 27 luglio 2017 ore 18
 
Il Museo d’Arte Orientale di Torino ha acconsentito a produrre una piccola mostra riguardante i setaioli piemontesi grazie alle richieste commerciali dei quali fu stipulato il Primo Trattato di Amicizia e Commercio con il Giappone (1866) che sarà eccezionalmente esposto insieme a ritratti e schizzi , porcellane, diari e lettere riguardanti il Primo Ambasciatore in Giappone, il torinese Conte Sallier de La Tour, sua moglie Madame Sallier de La Tour, il semaio Pietro Savio e altri protagonisti dei commerci dei bachi da seta dell’epoca. 
 
La mostra  ha ottenuto il Patrocinio del Ministero degli Esteri italiano (che ha concesso il prestito del Primo Trattato ) della Fondazione Italia Giappone, della SGI, dell’Aistugia e del Consolato Generale del Giappone, sarà inaugurata giovedì 27/ alle h 18.00 con una conferenza stampa della Prof.ssa Ciapparoni La Rocca alla presenza del Presidente della Fondazione Torino Musei e del Console Generale del Giappone Dott. Nakatsugawa. 
 
 
Info t. 011.4436927 | e-mail mao@fondazionetorinomusei.it |  sito www.maotorino.it
Facebook MAO. Museo d’Arte Orientale  | Twitter @maotorino
 
Orario
mar-ven h 10 -18; sab-dom h 11 – 19; chiuso lunedì.
La biglietteria chiude un’ora prima.

Tariffe
Intero € 10, ridotto € 8, gratuito fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte 

Ufficio stampa Raffaella Bassi t. 011 4436919 | 340 3739197 raffaella.bassi@fondazionetorinomusei.it
 
 
 
Una mostra dedicata all’apertura dei rapporti fra Italia e Giappone nella seconda metà del 1800, quando militari, diplomatici e commercianti, per lo più piemontesi e lombardi, affrontarono le difficoltà del viaggio e di un paese dove erano in atto rivolgimenti politici e sociali che lo resero da feudale a moderno in un quarto di secolo. Di particolare interesse sono le testimonianze lasciate da alcuni setaioli piemontesi procacciatori di seme-bachi, ossia uova di baco da seta, che in quegli anni sfidarono innumerevoli difficoltà per difendere il prestigio dell’industria serica italiana. Tra questi vanno ricordati il Cav. Pietro Savio di Alessandria e Giovanni Battista Imberti di Racconigi che scrissero rispettivamente un prezioso diario e una raccolta di memorie. Straordinario rilievo ebbe la figura di Vittorio Sallier de La Tour per il ruolo fondamentale svolto nel consolidarsi dei rapporti tra l’Italia ed il Giappone. Indiscusso protagonista di questo racconto, il Conte Sallier de La Tour raggiunse il Giappone nel 1867 e vi rimase fino al 1870 stabilendosi a Yokohama – uno dei pochi porti aperti all’esterno in un Giappone che lentamente stava uscendo da secoli di isolamento – con sua moglie la contessa Mathilde Sallier de La Tour, nata Ruinart dei marchesi de Brimont.
 
Nei libri che si sono conservai fino a noi – ricchi di disegni, di carte geografiche, di incisioni – si trovano testimonianze delle fatiche di questi viaggi avventurosi. In un’epoca dove la maggior parte delle persone nasceva e moriva senza spostarsi mai, il fascino per l’esotico li induceva ad acquistare vari oggetti, a volte persino piccoli animali, da riportare in patria come souvenir molto speciali per quel gusto orientale, quel “giapponismo”, che di lì a poco avrebbe affascinato tutta l’Europa. Lungo il percorso di visita, a guidarci alla scoperta di quelle vite avventurose, troveremo vecchie fotografie, immagini dell’Imperatore Meiji, xilografie (in uno splendido nishiki-e è raffigurato l’arrivo della delegazione italiana guidata da Sallier de La Tour a Maebashi nella Prefettura di Gunma) disegni (bellissimi gli schizzi di Madame Sallier de La Tour ritraenti le persone che incontrò nel 1869), porcellane e documenti inediti concessi dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, compreso il primo trattato di commercio e amicizia italo-giapponese.
 
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