Calendario Eventi

Qui trovi l’elenco degli eventi, corsi, fiere e incontri riguardanti il Giappone

Apr
14
ven
ROBOT FEVER: IL SAMURAI NELL’ERA DEI CHOGOKIN @ FIRENZE
Apr 14–Set 10 giorno intero

ROBOT FEVER: IL SAMURAI NELL’ERA DEI CHOGOKIN

14 aprile – 10 settembre 2017

 

La mostra indaga tutta una tipologia di inedite opere frutto della rinata industria del giocattolo novecentesco ripercorrendo la storia e l’evoluzione del giocattolo nipponico a partire dal successo interno fino all’esplosione del fenomeno a livello internazionale.

In Giappone, negli anni ’70, si inventano fumetti e film d’animazione che vedono protagonisti super robot chiamati a proteggere la patria da tutta una serie di minacce aliene. Le fattezze e i valori che questi nuovi eroi manifestano sono ricalcati su quelli tradizionalmente associati agli antichi guerrieri samurai che, dopo un periodo di eclissi nell’immediato dopoguerra, ritrovano il favore del grande pubblico. Il design dei modernissimi guerrieri attinge a piene mani al campionario stilistico fornito dalle armi e dalle armature dei samurai, così come i principi e i valori morali degli antichi combattenti giapponesi sono ora fatti propri dai moderni super eroi.

L’esposizione è dunque imperniata sul confronto tra i vari elementi che costituiscono le armature dei samurai conservati nella collezione giapponese del Museo Stibbert e l’interpretazione datane dai designer maggiormente influenzati dal loro gusto estetico. Ripercorre le tappe salienti dell’evoluzione stilistica dei robot a partire dagli anni ’50 fino ai giorni nostri.

Negli anni ’70, in Giappone nascono, nei fumetti prima e nei cartoni animati poi, i primi super robot. Il loro successo è immediato e i giocattoli prodotti con le fattezze dei nuovi coraggiosi combattenti vanno a ruba. I produttori li lanciano sul mercato con la notizia che sono prodotti nella fantastica lega con cui erano realizzati i robot nei fumetti: il mitico chogokin che riportava alla mente i leggendari acciai giapponesi utilizzati per costruire le armi indistruttibili dei samurai. Inizia così l’era dei chogokin.

La mostra è stata resa possibile grazie alla passione di intelligenti collezionisti che, in linea con lo spirito che aveva animato Frederick Stibbert nella creazione del suo museo, hanno radunato nelle loro raccolte oggetti, quali appunto i robot, altrimenti destinati ad essere dispersi.

Sarà così assolutamente divertente ed istruttivo per il pubblico di collezionisti e appassionati del settore che visiteranno il museo e le nuove sale giapponesi, ricercare nei vari personaggi raffigurati nei robot gli elementi decorativi tratti dalla tradizione delle armature europee e giapponesi.

Museo Stibbert

via Federigo Stibbert 26
50134 Firenze

Mag
9
mar
INFO TOKAMACHI Lungo il filo del gemellaggio @ Como
Mag 9–Set 30 giorno intero

INFO TOKAMACHI

Lungo il filo del gemellaggio

Uno spazio dedicato al rapporto di amicizia fra la città di Como e la gemella giapponese

Ammezzato info point del Broletto

Fino al 30 settembre tutti i giorni dalle 10 alle 18.

L’Associazione Giapponese Miciscirube di Como (www.miciscirube.com), in collaborazione con la Municipalità di Tokamachi e Como e con l’ Associazione Famiglia Comasca ha creato uno spazio dedicato alla città gemella giapponese all’interno dell’info point del Broletto (nell’ammezzato). Lo scopo è quello avvicinare cittadini comaschi e turisti alla tematica del gemellaggio, attraverso l’esposizione di materiale attrattivo e rappresentativo della cultura e della società di Tokamachi, legato al tema del tessile. Sono inoltre previsti vari laboratori e incontri ogni 2 settimane per conoscere meglio la cultura giapponese.

Il giorno sabato 6 maggio alle ore 16 si terrà un momento inaugurale nello spazio fuori dall’infopoint con un piccolo rinfresco/merenda.

Per maggiori informazioni cfr.  https://www.miciscirube.com/tokamachi

http://www.milano.it.emb-japan.go.jp/page7.htm
DOVE:
Info point del Broletto (nell’ammezzato)
Ingresso da Piazza Duomo e da via Pretorio, sotto la Torre del Broletto

Info
Telefono: +39 031 304137
Apertura Orario 1 aprile 2017 – 30 settembre 2017
da lunedì a domenica 10.00 – 18.00

 

Tokamachi 十日町

Gemellaggio tra Tokamachi e Como

Nel 2015 Como e la città giapponese Tokamachi  hanno festeggiato quarant’anni di gemellaggio. 

Il legame nacque all’ inizio degli anni Settanta: le due città erano accomunate da un’importante tradizione tessile.

Questo gemellaggio è stato mantenuto negli anni grazie al preziosissimo lavoro della Associazione La Famiglia Comasca e dal suo presidente Piercesare Bordoli.

In occasione del 40° anniversario del gemellaggio tra Como e Tokamachi, l’Associazione culturale giapponese Miciscirube con il sostegno del Comune di Como e del Consolato Generale del Giappone a Milano, ha organizzato una settimana dedicata alla cultura giapponese attraverso seminari, concerti, laboratori per bambini e allestimenti di oggetti tradizionali.

 http://www.comointernazionale.it/il-giappone-a-como/

 

Mag
11
gio
C’era una volta in Giappone. Fotografie e netsuke del XIX secolo. @ Milano
Mag 11–Lug 31 giorno intero

C’era una volta in Giappone. Fotografie e netsuke del XIX secolo.

Milano, Museo Poldi Pezzoli, 11 maggio – 31 luglio 2017

Anche quest’anno il Museo Poldi Pezzoli partecipa alla Milano Asian Art con la mostra C’era una volta in Giappone.
Fotografie e netsuke del XIX secolo.

La piccola ma preziosa esposizione, aperta dall’11 maggio al 31 luglio, accosta due diverse tipologie di opere d’arte
giapponese: una selezione dei netsuke e okimono del Museo Poldi Pezzoli e alcune fotografie – stampe
all’albumina colorate a mano da artisti del tempo e collotipi – della Fondazione “Ada Ceschin e Rosanna Pilone” di
Zurigo, concessa in deposito nel 2012 al Museo delle Culture di Lugano.

La mostra, allestita nella Sala del Collezionista, presenta una selezione di netsuke della Collezione Lanfranchi,
piccole sculture tridimensionali, vere e proprie opere d’arte uniche e irripetibili, in avorio, legno di bosso, osso e
corno, ma anche in lacca e porcellana. Numerosi i soggetti rappresentati, che illustrano il profondo sentimento
della natura giapponese e soggetti di vita quotidiana.

A questi si affiancano le fotografie, provenienti dalla Fondazione “Ada Ceschin e Rosanna Pilone”, realizzate da
abilissimi artigiani giapponesi e che dialogano magnificamente tra loro per lo stile e le iconografie dei soggetti
raffigurati. Realizzate tutte in un tempo noto come l’era Meiji (1868-1912), mostrano scene di vita quotidiana e
paesaggi naturali di un Giappone antico e idilliaco, che in pochi decenni sarà spazzato via da una corsa sfrenata
alla modernizzazione.

Nell’era Meiji il Giappone fu testimone di un insolito connubio tra la tecnica fotografica occidentale e la maestria
dei pittori locali, eredi di un’antica e raffinata tradizione. I risultati artistici sono di sorprendente bellezza e i
soggetti rappresentati sono così verosimili da poter essere paragonati alle moderne immagini stampate a colori.

La produzione di tali opere rispondeva alle esigenze dei viaggiatori occidentali di portare con sé il ricordo di un
Paese straordinario. Le fotografie sono infatti perlopiù conservate in splendidi album-souvenir dalle coperte
laccate e intarsiate con materiali preziosi, due dei quali saranno esposti nella mostra.

Si ringraziano Milano Asian Art e BIG / CiaccioArte – Insurance Services.
Con il patrocinio di: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lombardia, Comune di
Milano, Consolato Generale del Giappone e Fondazione Italia Giappone.

In occasione della mostra sono in programma due conferenze dedicate al tema:
Giovedì 25 maggio, ore 18.00
Moira Luraschi, ricercatrice del Museo delle Culture di Lugano
“La fotografia della Scuola di Yokohama”
Giovedì 8 giugno, ore 18.00
Keiko Ando, direttrice del Centro di Cultura giapponese di Milano
“L’era Meiji. Dal feudalesimo alla rinascita del Giappone nella modernità”
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Museo Poldi Pezzoli

Via Manzoni 12, 20121 Milano
Tel. 02 794889 | 02 796334
Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10.00 alle 18.00
Chiuso il martedì – Ingresso: 10 € | 7 € ridotto
www.museopoldipezzoli.it

Mag
13
sab
Banshun (晩春 ‘Tarda primavera’) @ Brescia
Mag 13–Giu 25 giorno intero

 

Conversazione tra igort e Adriano Ercolani

Venerdì 26 maggio 2017, ore 18:00

In occasione della mostra Banshun (晩春 ‘Tarda primavera’) Igort sarà a Brescia alla Galleria dell’Incisione per incontrare il pubblico in una conversazione con lo scrittore Adriano Ercolani.

«Igort dovrebbe essere dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.» — Adriano Ercolani

DURATA: Dal 13 maggio al 25 giugno 2017
INCONTRO CON L’ARTISTA:
Venerdì 26 maggio si terrà in galleria una conversazione tra Igort e Adriano Ercolani.


La mostra di Igort “Banshun (tarda primavera)” propone, tra l’eclettica produzione di questo artista, una parte del lavoro ispirato al Giappone. Igort, nato nel 1958 a Cagliari, è uno dei più noti fumettisti a livello internazionale.
Le tavole in mostra sono tratte da Quaderni Giapponesi (Coconino Press 2015) e da Gli assalti alle panetterie di Haruki Murakami (Einaudi 2016). Igort ha vissuto inGiappone, collaborando con diversi editori giapponesi. «Il Giappone era diventato per me lo scrigno dei desideri e soprattutto il paradiso dei disegnatori. Inebriato dalle vecchie stampe giapponesi, mi ero addentrato in quel mondo di segni apparentemente semplici che celavano una sapienza misteriosa».

Scrive Adriano Ercolani a proposito dei Quaderni Giapponesi: «In quest’opera Igort si rivela autore sensibile non solo alle immediate suggestioni estetiche ma ai significati più profondi, alle meraviglie più nascoste e illuminanti della riflessione orientale. […] L’arte di Igort assume diversi volti, forme, stili, mescola sacro e profano, abbatte paletti culturali e gioca amabilmente con le convenzioni; esalta la sensualità ed insieme testimonia il raggiungimento di vette interiori, non dispregia la goliardia ma più spesso predilige toni elevati, sfiora altezze mistiche e scende nelle atmosfere più torbide». (Minima & Moralia, 11 aprile 2017)

Giu
4
dom
Il mondo dei manga nei francobolli @ Casale Monferrato
Giu 4–Lug 9 giorno intero
In collaborazione con il Circolo filatelico Numismatico Casalese, sarà esposta la ricca collezione di Enrico Scarpetti, appassionato di filatelia, cintura nera di karate e amante della cultura giapponese e dei manga.
Saranno esposti pannelli che accoglieranno i preziosi pezzi raccolti in anni di ricerche appassionate, dai manga storici ai giorni nostri. Si potrà esporare il fumetto giapponese con un’ottica diversa e curiosa.
L’inaugurazione si terrà domenica 4 giugno alle ore 17 presso la sede dell’associazione Yamato, Casale Monferrato, via Garibaldi 18. 
La mostra sarà visitabile fino al 9 luglio.

Giu
9
ven
Persona. In the space and in the Time. @ Amalfi
Giu 9–Lug 12 giorno intero

Persona.
In the space and in the Time.
By Fukushi Ito


9 giugno – 12 luglio 2017
Antico Arsenale di Amalfi

 

Persona. In the space e in the time è la mostra personale di Fukushi Ito, promossa dall’Associazione MetaMorfosi e ospitata dal MAG – MetaMorfosi Art Gallery di Amalfi nei prestigiosi spazi dell’Antico Arsenale della Repubblica Amalfitana dal 9 giugno al 12 luglio 2017.

A pochi giorni dall’inaugurazione della mostra Dalla Bussola alla girobussola. Il fascino della navigazione attraverso gli strumenti che hanno guidato l’uomo nei secoli sul mare (in corso all’Arsenale fino al 26 novembre 2016), il MAG MetaMorfosi Art Gallery presenta un’altra preziosa esposizione di arti visive che animerà fino alla metà di luglio lo straordinario spazio espositivo dell’antico e maestoso complesso architettonico amalfitano.

La mostra, promossa dal Comune di Amalfi e curata dal critico e filosofo Roberto Mastroianni, è una personale dal carattere retrospettivo che si snoda tra circa 30 opere di grandi e piccole dimensioni dell’artista giapponese, molte delle quali inedite. Al centro l’idea di persona/personaggio, di figura esemplare in cui si cristallizza una certa epoca e un certo ambiente sociale e culturale. L’artista attraverso installazioni ambientali, foto, trasparenze, computer drawing mette in scena una galleria di personaggi, che hanno influito sul contesto socio-storico o sulla sua biografia umana e artistica e trasforma il percorso espositivo allestito sotto le suggestive volte a crociera dell’Antico Arsenale di Amalfi, in una vera e propria esperienza sensoriale raffinata e particolarissima.

Fukushi Ito vive e lavora da più di 30 anni tra Italia e Giappone, tentando di raggiungere una sintesi poetica e sperimentale tra le tradizioni, i materiali e linguaggi delle sue “due patrie”. «La carta giapponese (washi) e i pigmenti naturali si uniscono all’immagine foto e video realistica, al computer drawing, al plexiglass e alla pellicola trasparente, alla luce del neon e dei led – spiega il curatore Roberto Mastroianni – Il lavoro di Fukushi Ito è un infinito esercizio di sintesi stilistica e materica, finalizzato alla rappresentazione della presenza dei fenomeni umani e fisici nello spazio e nel tempo. Fukushi Ito si interroga, vede le dinamiche con cui la realtà prende forma e decide di riproporle artisticamente. In questa mostra l’attenzione dell’artista è posta sulla restituzione installativo/scultorea (Assemblage) e pittorico/digitale (computer drawing) della fisionomia culturale e simbolica di alcune figure esemplari della storia collettiva e di quella individuale dell’artista: il grande samurai dell’epoca Edo, Miyamoto Musashi; Korin Ogata, pittore della scuola Rimpa; il pittore di Ukiyoe, Katsushika Hokusai; il romanziere Jun’ichirō Tanizaki; Yukio Mishima; Paolo Uccello; Piero della Francesca; Leonardo da Vinci, Niccolò Macchiavelli, Lucio Fontana; Bruno Munari; Oriana Fallaci; Gillo Dorfles».

Tutti personaggi che si presentano come “esemplari” ed “emblematici” e in qualche modo “eccezionali” nella propria storicità, biografia e produzione, ponendosi come punti di riferimento per una tradizione, che da loro prende il via o che in loro trova elevata espressione e compimento.

La mostra consta di una trentina di opere di forme, dimensioni differenti divise in 3 sezioni: Computer drawing; assemblage e trasparenze.

Nelle opere realizzate con la tecnica di computer drawing il carattere iconico delle opere viene ottenuto sovrapponendo immagini, foto realistiche di paesaggi, dei personaggi stessi, riproduzioni dei loro scritti e delle loro opere dando vita ad un “rappresentazione virtuale” che produce una “realtà dilatata”, anche grazie ad immagini digitali estratte dal mondo del web e della comunicazione televisiva, che sono successivamente stampate su pannelli di tela. La saturazione e la sovrapposizione delle immagini e la loro proiezione nell’ambiente espositivo, grazie all’uso della luce montata all’interno delle installazioni a forma di poliedro, restituisce la sensazione immersiva di una contemporaneità popolata di immagini e figure che circondano la nostra esistenza e formano il tessuto connettivo del mondo globalizzato.

A queste opere dal valore iconografico fanno da contraltare gli assemblage: installazioni scultoree composte da sfere, staffe d’acciaio e materiali plastici e figure geometriche finalizzate a restituire in maniera astratta l’essenza di questi personaggi.

Infine le opere in trasparenza, costituiscono un’installazione formata da 100 quadri trasparenti di piccole dimensioni, che partendo da immagini digitali interagiscono con la luce e le pellicole di rivestimento in un paziente lavoro di “ri-composizione” del reale.

La mostra presenta il filo rosso della poetica e della sperimentazione su materiali e linguaggi. Tutte le serie realizzate dall’artista negli ultimi 30 anni portano il titolo “In the space and in the time”, visto l’interesse costante di Ito per la relazione tra la luce, l’ombra e la rappresentazione tecnologica.  In questa specifica serie l’attenzione dell’artista e focalizzata sull’emergere del valore iconografico di figure esemplari di umanità capaci di divenire modelli per le generazioni future in una relazione costante tra innovazione e tradizione.

«Con questa mostra MetaMorfosi vuole inaugurare al MAG MetaMorfosi Art Gallery di Amalfi un percorso dedicato all’arte contemporanea che, in questa occasione, è il frutto dell’incontro con un’artista potente e comunicativa come Fukushi Ito – commenta il presidente di MetaMorfosi Pietro Folena – Ci è sembrato che quest’artista giapponese, che ha scelto l’Italia come sua seconda patria, potesse incarnare al meglio il nostro ambizioso progetto di creare un ponte culturale fra diverse civiltà, e che Amalfi, dall’antica vocazione alla navigazione verso l’ignoto, fosse il luogo perfetto per accoglierla».

 

Persona. In the space and in the Time. By Fukushi Ito
9 giugno- 12 luglio 2017, Antico Arsenale di Amalfi
A cura di Roberto Mastroianni
Inaugurazione venerdì 9 giugno 2017 ore 18.00
Ingresso libero

 

Ufficio Stampa MetaMorfosi Maria Grazia Filippi
333.2075323

 

Giu
10
sab
IL PAESE DELLA CARTA 紙の国 @ Toscolano Maderno, BRESCIA
Giu 10–Ott 15 giorno intero

 

IL PAESE DELLA CARTA 紙の国

Tradizione e contemporaneità della carta giapponese attraverso le opere di Nobushige Akiyama

Mostra temporanea 10 giugno – 15 ottobre 2017
Museo della Carta
Valle delle Cartiere di Toscolano Maderno

 

L’evento è a cura di Lisa Cervigni, Rosanna Padrini Dolcini, Stefania Sever.

 

Giu
20
mar
Mostra collettiva Japan Ism @ Milano
Giu 20–Lug 1 giorno intero

Dal 23 al 30 giugno alle ore 17:00 l’artista Ueta Hiroshi introdurrà i visitatori all’arte della calligrafia giapponese: lo Shodo. Verranno presentati gli strumenti per la scrittura, sarà mostrato come tenere in mano il pennello e tracciare le linee. I visitatori potranno fare pratica con semplici hiragana (sillabe) e kanji (ideogrammi).

Verranno illustrati i fondamentali del suibokuga (pittura ad inchiostro). I visitatori dipingendo potranno così apprezzare il fascino dell’inchiostro. 

 

Di seguito alcune informazioni sugli artisti.

Miyamoto Nobuyo – Pittura a inchiostro

L’artista ha frequentato lezioni di calligrafia fin da quando era bambino, familiarizzando così con l’inchiostro, il pennello e la carta. 

A cinquant’anni si cimenta nella pittura a olio, nel bozzetto e nella pittura all’occidentale, ma si rende nuovamente conto del fascino e della profondità degli strumenti da disegno utilizzati in Giappone sin da tempo immemore, e trova quindi l’arte adatta alle proprie inclinazioni sostituendo nei suoi dipinti le tempere con l’inchiostro.

Con le tempere ci si esprime separando i colori, ma con l’inchiostro, seppur di un solo colore, si creano disegni sfruttando solo la forza della pennellata, la velocità, lo spessore, le sbavature o il graduale sbiadirsi dell’inchiostro stesso. Per questa semplice arte, è tornata utile l’abilità nella calligrafia padroneggiata da quando era bambino. L’effetto dato da luci e ombre dell’inchiostro e dalla quantità d’acqua utilizzata, è il colore definitivo. In quest’epoca straripante di colori, sono le persone che lo guardano a colorare il mondo monocromo dell’inchiostro. 

Il desiderio dell’artista è che le persone possano percepire la freschezza e la forza della pittura a inchiostro, un’arte che infonde vita nel corpo umano.

 Ueta Hiroshi – Calligrafia

Se si ricercano le origini dello Shodō, l’arte tradizionale della calligrafia giapponese, si può notare come esso fosse usato per strutturare i caratteri, privarli della loro staticità, creare uno sfondo per la scrittura di poesie ed altre simili finalità creative, che non si limitavano soltanto al leggere e al comunicare un messaggio. Ciò rispecchia forse la peculiarità di una cultura, come quella giapponese, che vede anche in un singolo fiore o in un insetto un universo intero.Prendere in eredità dai nostri antenati questa creatività ed esprimerla nel mondo moderno: questo è il lavoro dell’artista Hiroshi.

Ando Naomi – Lavorazione del cuoio

La cultura giapponese è percepita dalla nostra generazione come un qualcosa di unico e particolare.

Alla base della cultura giapponese sta la fede nella Natura, e l’aver seguito per secoli uno stile di vita a stretto contatto con essa. 

Nel design delle opere tradizionali si trovano innumerevoli motivi ispirati alla natura: lo stile delle opere in cuoio dell’artista Naomi consiste nel mischiare questi motivi al concetto moderno di kawaii (“carino”). Borse e accessori ispirati alle stampe ukiyoe e a disegni tradizionali giapponesi. Da queste opere si percepisce il calore che nasce proprio dall’essere state prodotte, artigianalmente, nel cuore di Kyoto.

Giu
21
mer
OKINA | HAGOROMO Teatro Noh giapponese @ Vicenza
Giu 21@20:30

Kazufusa Hōshō | Tatsunori Kongo | Sengorō Shigeyama
Anteprima di Conversazioni 2017

OKINA | HAGOROMO

Mercoledì 21 Giugno 2017, ore 20:30 – Teatro Olimpico

Esclusiva europea per il Teatro Olimpico di Vicenza e la Città del Vaticano
in occasione del 75° Anniversario dei rapporti diplomatici Vaticano-Giappone

Si apre con un “prologo” Conversazioni 2017, il 70° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, il 21 giugno alle 20.30, con uno spettacolo dedicato al Teatro Noh giapponese. Okina e Hagoromo sono due spettacoli tradizionali presentati da due importanti maestri, Kazufusa Hōshō e Tatsunori Kongo.

Okina è una rappresentazione rituale in cui gli attori interpretano delle figure divine, che danzano per la pace, la prosperità e la salvezza sulla terra. Diversamente dagli altri spettacoli, Okina ha l’atmosfera del tutto particolare di un rito sacro: una volta iniziata la rappresentazione il pubblico diviene testimone di una cerimonia che lo introduce in una atmosfera mistica e sacrale…

Il dramma Noh Hagoromo mette assieme due diverse leggende, la prima riguarda le origini della danza Suruga, mentre la seconda racconta la discesa di un angelo sulla spiaggia di Udo. La trama racconta di un pescatore che, una notte, ritrova appeso ad un ramo il magico mantello di piume di una tennin, uno spirito danzante. La tennin lo vede e rivuole il suo mantello, senza il quale non può risalire al cielo…

BIGLIETTI

Intero: 24,00 euro | Over 65: 18,00 euro | Under 30: 15,50 euro
PREVENDITA BIGLIETTI
Botteghino Teatro Olimpico (fino al 17.06, mar – dom, dalle 11 alle 13.15 e dalle 14 alle 16.45)
Biglietteria Teatro Comunale
(viale Mazzini 39 – Vicenza)
Tel. 0444 324442 – biglietteria@tcvi.it                                                                

Aperta negli orari e giorni della campagna abbonamenti
Online su www.tcvi.it
Filiali Banca Popolare di Vicenza

INFORMAZIONI

Teatro Comunale
Tel. 0444 327393
Email: infolimpico@tcvi.it
classiciolimpicovicenza.it

 

con
Kazufusa Hōshō
Tatsunori Kongo
Sengorō Shigeyama

Okina (Scuola Hōshō)
Okina (Shite / attore principale) Kazufusa Hōshō
Senzai Sotarō Waku
Sanba-sō Sengorō Shigeyama
Portatore di maschere Tatsuya Iguchi
Koken Hiromi Shimada

Hagoromo (Scuola Kongō)
Dea (Shite / attore principale) Tatsunori Kongō
Pescatore Hakuryo (Waki / comprimario) Hiroshi Obinata

nōkan / flauto Ryuichi Onodera
ōtsuzumi / grande tamburo a clessidra Mitsuo Yasufuku
kotsuzumi / piccolo tamburo a clessidra Atsushi Ueda, Yoshiaki Iitomi, Kazuto Shimizu
taiko / tamburo Akira Sawada
canto / kōken Takashi Takeda, Manjiro Tatsumi, Satoshi Nozuki, Kentaro Ogura, Takayuki Kanamori, Takashi Kawase, Kazuma Tatsumi, Kenrō Kanai, Tatsushige Udaka (Scuola Kongō)

direttore di scena Nobuharu Sawai, direttore d’allestimento Kenichi Nomura, coordinamento per il tour mihoproject co.,ltd.

In collaborazione con Associazione Hōshō
Con il patrocinio di Agency for Cultural Affairs Government of Japan, THE TOKYO CLUB

Programma

OKINA

Anche se talvolta è considerato genericamente tale, Okina non è, in realtà, uno spettacolo di Teatro Noh, ma appartiene ad una categoria a sé stante e non ha una trama vera e propria. Si tratta, piuttosto di una rappresentazione rituale in cui gli attori interpretano delle figure divine, che danzano per la pace, la prosperità e la salvezza sulla terra. Il rituale Okina inizia ancor prima dell’entrata in scena. L’interprete di Okina deve purificarsi per un certo tempo prima di dare inizio alla rappresentazione, preparando il suo corpo e la sua mente. Talvolta, il giorno della rappresentazione uno shimenawa (una corda sacra di paglia di riso) è collocata sopra il palcoscenico per purificare il luogo. L’altare viene collocato nel kagami-no-ma (“sala dello specchio” o antisala). Tra le offerte che vengono presentate ci sono il men-bako (il baule delle maschere) che contiene le maschere usate per la rappresentazione e il sake che viene offerto all’altare ed usato per il rituale. Diversamente dagli altri spettacoli, Okina ha l’atmosfera del tutto particolare di un rito sacro: una volta iniziata la rappresentazione il pubblico non può più entrare o uscire dalla sala e diviene testimone di una cerimonia sacra che lo introduce in una atmosfera mistica e sacrale.

HAGOROMO

La versione più antica della leggenda risale all’VIII secolo. Il dramma Noh, tuttavia, mette assieme due diverse leggende, la prima riguarda le origini della danza Suruga, mentre la seconda racconta la discesa di un angelo sulla spiaggia di Udo. Una storia simile si ritrova anche nella raccolta Sou-shen chi pubblicata nel 1400, in cui è citato un poema di Nōin risalente all’XI secolo. L’autore del dramma Noh Hagoromo è comunque sconosciuto e viene nominato per la prima volta nel 1524, il che fa ritenere che sia stato scritto in un periodo largamente successivo a quello di Zeami (1363 circa – 1443 circa), ritenuto il codificatore del teatro Noh. La trama racconta di un pescatore che, una notte, ritrova appeso ad un ramo il magico mantello di piume di una tennin, uno spirito danzante. La tennin lo vede e rivuole il suo mantello, senza il quale non può risalire al cielo. Il pescatore dopo una discussione, accetta di restituirglielo, a patto che lei danzi per lui. Lei accetta, mentre il coro spiega che la danza simboleggia il quotidiano mutare della luna. Alla fine della sua danza, la tennin scompare, come una montagna lentamente nascosta dalla nebbia.

Kazufusa Hōshō è il ventesimo Sōke, ovvero il legittimo e unico erede della scuola Hōsho, che tramanda la tradizione dal XV secolo. Nato nel 1986, studia sotto la guida del padre Fusateru e del nonno Fusao Hōshō. Debutta nel 1991 interpretando il ruolo di bambino in Seioubo. Nel 1995 si esibisce come protagonista in Iwafune. Da allora ha interpretato opere come Sagi, Shakkyō, Dōjōji, Okina, Midare, Takasago, Hagoromo, Natorino, Roujo, Dai. Nel 2008, dopo la laurea presso l’Università Statale delle Arti di Tokyo, assume il titolo di capofamiglia. Attualmente è il direttore esecutivo dell’Associazione Hōshō, il regista e supervisore dell’Associazione Teatro Noh “Wa no Kai”. Ha partecipato a Milano Expo 2015 e, l’anno seguente, in occasione dei 150 anni dei rapporti di amicizia e commercio tra Italia e Giappone, ha presentato alla Triennale Japan Orfeo.

Tatsunori Kongo, nato nel 1988 a Kyoto, è il primo figlio del Hisanori Kongoh, il ventiseiesimo Sōke della scuola Kongoh. Studia sotto la guida del padre Hisanori e del nonno Kongoh Iwao II. Debutta all’età di 5 anni nel spettacolo di Shojo e interpreta il suo primo ruolo di shite a 10 anni nello spettacolo Iwafune. Da allora ha interpretato opere come Sumiyoshimoude, Shakkyō, Sagi, Okina, Midare, Dōjōji, Mochiduki, in tourneé in numerosi paesi, tra cui Spagna, Portogallo e Russia. Laureato in Lettere alla Doshisha University, insegna alla Kyoto City University of Arts, Research Center for Japanese Traditional Music. È il direttore esecutivo dell’Associazione Kongoh Nogakudou.

Sengorō Shigeyama è nato nel 1972. Primo figlio di Sensaku Shigeyama V. Ha debuttato a 4 anni come “shite” in Iroha. Ha poi interpretato ruoli in Sanbasō, Tsurigitsune, Hanako, Tanuki-no Hardutsumi. Ha prodotto in passato diversi spettacoli di giovani attori Noh, ed è attivamente impegnato nella diffusione non solo del Noh, ma anche del “kyogen”, altra forma del teatro tradizionale giapponese, paragonabile alla commedia di costume. Continua a sostenere e produrre progetti con giovani artisti, anche in collaborazione con il fratello, Shigeru Shigeyama. Collabora inoltre con il “rakugo” (narratore) Yonekichi Katsura per il progetto “Waraenaikai”, con lo scopo di intercettare e raggiungere un nuovo tipo di pubblico. Nel 2016 ha assunto il suo nome d’arte, Sengorō Shigeyama XIV.

Giu
23
ven
Aperitivo in Giapponese PassPort – Aperitivi in lingua! @ Milano
Giu 23@19:30–21:00
Aperitivo in Giapponese PassPort - Aperitivi in lingua! @ Milano

PassPort – Aperitivi in lingua!

Gruppi di conversazione con madrelingua!
Aperitivo e conversazione in Giapponese.

Drink, buffet e coordinatore madrelingua €11, minimo 4 partecipanti.

In caso contrario, l’evento verrà annullato.

Dove

El Paso de los Toros
via Lazzaro Palazzi 7
Milan

FAQ

Che livello di conoscenza della lingua si deve avere? 

Bisogna sapere condurre una semplice conversazione.

Quali sono le opzioni per trasporto/parcheggio per quanto riguarda l’evento?

M1 Porta Venezia (anche passante) 

Parcheggio gratuito strisce blu via Casati/Tadino/Palazzi/Castaldi

Dove posso contattare l’organizzatore per qualsiasi domanda?

Per comunicazioni e cancellazioni dell’ultimo minuto:

email a passportmilano@gmail.com

Lug
7
ven
Tanabata al Planetario @ Milano
Lug 7@21:00

TANABATA

LA FESTA DELLE STELLE INNAMORATE.
MITI E LEGGENDE DEL SOL LEVANTE

Con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano

a cura di: Chiara Pasqualini

In collaborazione con: Planetario Gingaza di Tokyo

Produzione video in esclusiva per il Planetario di Milano: Planetario Gingaza di Tokyo
Produzione animazioni: Ryo Kasuga direttore del Planetario Gingaza 銀河座館長・春日了制作

In Giappone il 7 luglio di ogni anno si festeggia il Tanabata. Il Tanabata è una festa che ha come protagoniste due stelle ben visibili nelle sere estive: Vega e Altair. Nella tradizione giapponese, queste due stelle rappresentano due innamorati, Orihime e Hikoboshi, la tessitrice e il mandriano.

Chiara Pasqualini ci guiderà alla scoperta dei miti e delle leggende legate alla tradizione giapponese, lascerà poi la parola ad un video, decisamente speciale perchè realizzato appositamente per il Planetario di Milano dai rappresentanti del Planetario di Ginzaga, nel quale si spiegherà il significato del Tanabata.

La serata sarà arricchita dalle animazioni prodotte da Ryo Kasuga direttore del Planetario Gingaza 銀河 座館長・春日了制作, in particolare in questa edizione sarà mostrata per la prima volta un’animazione su Kaguya hime, la principessa venuta dalla luna, appositamente disegnata dall’artista mangaka Nomura = PorePore ノムラ=ポレポレ 作画

Vi aspettiamo tutti il 7 luglio, serata in cui potrete partecipare non solo alla conferenza ma anche immergervi in un’area tanzaku, ossia uno spazio allestito con bambu in cui scrivere e appendere i vostri desideri, per vivere a pieno l’esperienza del Tanabata giapponese.

Chiara Pasqualini. Laurea in Ingegneria, durante il periodo dell’Università studia la lingua Giapponese presso l’ Is. I. A. O. Istituto per l’Africa e l’Oriente per poi soggiornare per lavoro in Giappone per più di un anno. Al suo rientro in Italia viene selezionata per la manutenzione e l’uso del planerio Zeiss modello IV nasce così una sua nuova e grande passione: l’astronomia.

Questa collaborazione crea l’opportunità di uno scambio culturale tra Italia e Giappone attraverso le stelle, in un cielo condiviso.

Tanabata a Casale Monferrato @ Casale Monferrato
Lug 7@21:30–Lug 8@19:00

In collaborazione con il gruppo astrofili Cielo del Monferrato, una serata ..a guardar le stelle… all’osservatorio di Odalengo Piccolo .

Venerdì 7 luglio si festeggerà la ricorrenza giapponese di TANABATA.  La festa delle stelle innamorate…la sera in cui si può esprimere un desiderio, scriverlo e appeso ai rami del bambù farlo volare in cielo!!   Accompagnati dai racconti e dalla leggenda delle stelle Vega e Altair,  potremo rispettare la tradizione e far volare in cielo tutti i desideri.

A grande richiesta ancora un appuntamento con i laboratori di Yamato!
Occidente e Oriente a confronto: Francesca Zanotto & Christian Sartirana con Shozo Koike .
Si “giocherà” con carta, acqua ed inchiostri per produrre fantastici effetti: carta marmorizzata e suminagashi (inchiostro fluttuante) a confronto!
 SABATO 8 LUGLIO alle ore 16, da Yamato in via Garibaldi 18.

E per finire ancora tre appunti con la pittura ad inchiostro, SUMI-E. Il corso estivo si terrà i lunedì 10-17-24 di luglio alle ore 19. Si dipingerà su un originale ventaglio giapponese!!